I vescovi cattolici schierati con la comunità musulmana,
i leghisti che tacciano i vescovi di "cattocomunismo",
i democristiani divisi. E su tutti, come un nuvolone alpino,
l'ombra di un possibile, futuro referendum.
Dopo il voto che ha inasprito la legge sugli
stranieri, la Svizzera torna a spaccarsi sulla campagna "stop
alle torri islamiche", lanciata dai partiti di céntrodestra:
l'Unione democratica di centro, la Lega e altri gruppi chiedono
che siano vietati nuovi minareti - definiti «provocatori
simboli di conquista>> - sulle moschee e i centri di preghiera;
alcuni si richiamano agli articoli di Oriana Fallaci contro
il
minareto del Chianti. Lega e Udc ticinesi prevedono
«imprevedibili conseguenze di ordine pubblico, la reazione
della popolazione esasperata anche da volantini anticristiani
diffusi sul lungolago di Lugano". Dal fronte opposto, si
ricorda la libertà di culto sancita dalla Costituzione
elvetica. E la storia del paese, i secoli di guerre religiose:
dal 1810 fino al 1970, il cantone protestante del Vaud ha permesso
la costruzione di
chiese cattoliche purché «prive di campane, campanili
e altri segni distintivi>>.
La Commissione federale contro il razzismo
lancia un appello alla tolleranza verso i 340.000 musulmani
della Svizzera (erano 16.300 nel 1970). Le moschee con minareto
sono 2, a Zurigo e a Ginevra, i garages o le sale dove si prega
140. Una dozzina, le nuove richieste edilizie. «L'edificazione
di un luogo di culto rientra nella libertà fondamentale,
quella religiosa>>, dice Amedeo Grab, presidente uscente
della Conferenza episcopale, lo stesso che si oppose alla trasformazione
di un campanile sconsacrato in minareto. E il suo successore,
il vescovo di Basilea Kurt Koch: «Per un musulmano, un
minareto è un segno di identità>>. «I
vescovi svizzeri sono come i comunisti - risponde la Lega dei
Ticinesi - la falsa tolleranza universalista cattolica ha raggiunto
il punto di non ritorno: si sostiene che le persone sono uguali,
comunque e dovunque; anche quando è chiaro che ci sono
fondamentali differenze culturali, sociali e etniche>>.
I musulmani del Bernese hanno proposto un compromesso: niente
altoparlanti a disposizione dei muezzin per chiamare alla preghiera,
e minareti non più alti di 6 metri. «No- risponde
l'Udc locale - quelle torri sono simboli aggressivi, sembrano
missili>>.
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Che si pensi che i musulmani si sentano in
pericolo ad essere giudicati in un tribunale dove è appeso
il crocefisso è un segno che il lavaggio del cervello
a cui siamo tutti sottoposti ha raggiunto livelli profondi.
In Inghilterra che è il paese più
avanti di tutti in Europa, le tazze dei refettori scolastici
avevano stampati i "tre piccoli porcellini" della
Disney e dopo dimostrazioni e proteste li hanno eliminati e
così tutti i simboli legati al maiale in qualunque luogo
pubblico. Hanno tolto dalle prigioni la bandiera inglese perchè
ha la croce di S. Andra è appunto una "croce".
La Croce Rossa internazionale ha appena cambiato simbolo sostituendo
la croce con un ottagono (nonostante sia finanziata solo da
paesi occidentali ed esista una separata organizzazione araba
di assistenza la Mezzaluna Rossa ). In teatro rappresentano
Marlowe con dei tagli al testo (del 1600) nei punti in cui parla
male di Maometto.
al di là delle dichiarazioni degli esponenti
politici interessati e degli intellettuali a gettone in TV:
un musulmano preferisce sempre essere giudicato in un tribunale
di un paese di tradizione "cristiana", come dimostrano
ad esempio i tunisini arrestati a Milano che per evitare l'estradizione
al loro paese si sono messi a confessare reati in Italia e collaborare,
tutto pur di non finire in un tribunale di un paese islamico.
Chiunque al mondo preferisce essere giudicato
in un tribunale di un paese della tradizione europea "cristiana"
per il semplice fatto che in Cina o Egitto o Indonesia o Nigeria
prima ti picchiano fino a quando non confessi e poi inizia l'istruttoria.
I nostri media masochisti trattano come un
scandalo se gli americani riportano i sospetti terroristi egiziani
o marocchini al paese di origine.
Dichiarano che è per "per farli torturare",
come se non fosse da sempre la prassi che ogni singolo sospetto
per qualunque reato (a meno di non essere in grado di pagare
molto) in questi paesi per accellerare l'iter giudiziario di
routine viene torturato prima di essere portato davanti al giudice
Che siano le ragazze piemontesi rimaste sotto le bombe a Sharmelsheik,
le ragazze cristiane decapitate in indonesia, il prete romano
ammazzato in Turchia e tutti gli altri in africa o nelle filippine
da militanti islamici di cui non si parla, tutti i disgraziati
sbudellati a Madrid, New York e nella metro di Londra, il regista
Van Gogh sgozzato in piazza ad Amsterdam ...in tutto il mondo
ovunque ci ne sia la forza per farlo si massacra in nome di
Allah chi è considerato cristiano (o buddista o indu)
e senza andare per il sottile, senza controllare se ogni vittima
personalmente sia mai andata in chiesa, per cui ammazzano anche
il Baldoni gioranalista di estrema sinistra loro simpatizzante
e dove la forza manca ci si limita alle manifestazioni di "indignazione"
(che però hanno come sottintesto che possono dare adito
a bombe o sgozzamenti di fanatici "incontrollati")
per il fatto minaccioso che altri popoli a casa propria abbiano
delle loro tradizioni, così ostili a un musulmano che
ottiene la precedenza nelle liste dei nidi e case popolari,
il numero verde per le denunce anti-discriminazione, i finanziamenti
per le moschee e il giudice "cristiano" che libera
i tunisini che organizzano le autobomba in Iraq perchè
"parte della resistenza degli irakeni all'invasione"
(un tunisino che mette bombe in mezzo a degli irakeni a cosa
"resiste" ?...)
se noi concediamo e cediamo, se togliamo il
crocefisso in ogni luogo dove possa incrociare lo sguardo di
un musulmano, scrostiamo via tutte le immagini di Maometto dai
palazzi e sculture medievali, cancelliamo le pagine della Divina
Commedia che ne parlano male, bandiamo il maiale e i suoi simboli
da ogni luogo pubblico, finanziamo di più ogni moschea,
aumentiamo i sussidi ai palestinesi, mettiamo al bando i prodotti
danesi (come fa ora Carrefour in Francia), rispettiamo il Ramadan
nelle scuole, separiamo le piscine tra maschi e femmine, celebriamo
un paio di feste musulmane... forse per un poco forse ce la
caviamo e se la prendono con i danesi o gli americani..."
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