È la seconda volta che l'incontro viene sospeso:
tra i partecipanti, alcuni studiosi critici sulla versione
ufficiale del governo sui fatti della I guerra mondiale.
Ankara (AsiaNews) - Un tribunale di Istanbul
ha ordinato ieri di sospendere una conferenza universitaria
sul massacro degli armeni durante il periodo ottomano prevista
per oggi a Istanbul. Nell'incontro diversi studiosi e intellettuali
turchi avrebbero parlato della delicata questione da un
punto di vista critico rispetto alla versione ufficiale
del governo. Tra il 1915 e il 1923 furono uccisi oltre un
milione e mezzo di armeni. La
Turchia non accetta la definizione di "sterminio":
per Ankara, infatti, 300 mila armeni e migliaia di turchi
furono uccisi in una "rivolta civile" durante
la prima guerra mondiale, quando i primi si ribellarono
al potere
ottomano. Le accuse di pulizia etnica sono definite dal
governo turco "un'invenzione per indebolire la nazione".
Secondo fonti diplomatiche occidentali, dietro la decisione
del tribunale vi sono forze interne allo Stato contrarie
all'entrata del paese nell'Unione europea. L'apertura dei
negoziati sull'ingresso della Turchia nell'Ue è prevista
per il 3 ottobre. Il verdetto di ieri ha creato imbarazzo
al governo turco; il primo ministro, Recep Tayyip Erdogan,
ha condannato il provvedimento della corte definendolo non
conforme alla libertà e modernità in Turchia.
Il premier ha ricordato che il diritto alla libertà
d'espressione è una parte essenziale della democrazia.
La conferenza, intitolata "Gli armeni ottomani in un
Impero in declino", doveva aprirsi oggi all'Università
del Bosforo di Istanbul. L'appuntamento, previsto già
per il maggio scorso, era stato rimandato dopo che il ministro
della Giustizia aveva dichiarato che lo scopo del convegno
era pugnalare la Turchia alle spalle.
La richiesta di fermare la conferenza è stata avanzata
dall'Unione degli avvocati turchi e da altri legali. I dettagli
del loro reclamo non sono, però, ancora stati chiariti.
Gli ospiti dell'incontro hanno annunciato che
faranno appello e sono determinati ad andare avanti con
il loro lavoro nei prossimi giorni.
Il massacro degli armeni è stato a lungo un tabù
in Turchia: fino a poco tempo fa anche solo discuterne era
illegale. Di recente un piccolo gruppo d'intellettuali turchi
ha cominciato a mettere in dubbio la versione del governo,
ma la cosa non è stata gradita. Il celebre scrittore
turco Orhan Pamuk dopo aver ammesso ad
un giornale svizzero che "in Turchia vennero uccisi
un milione di armeni e 30 mila curdi", dovrà
presentarsi il 16 dicembre prossimo davanti a un altro tribunale
di Istanbul per rispondere della grave accusa di "offesa
deliberata all'identità turca". Il reato è
punibile fino a tre anni di reclusione. All'inizio del mese
il Commissario Ue per l'allargamento, Olli Rehn, ha dichiarato
che il perseguimento legale di Pamuk solleva "serie
preoccupazioni" sulle trattative con Ankara.