Sabato 07.04.2007 16:54
Ha denunciato di aver subito torture dai propri carcerieri, tra i quali ci sarebbero stati agenti dei servizi segreti americani, il diplomatico iraniano rapito in febbraio a Baghdad e rilasciato soltanto il 3 aprile. Il governo di Teheran ha sempre accusato di coinvolgimento nel sequestro militari Usa di stanza in Iraq, il cui Comando ha peraltro ribattuto con smentite costanti. In una serie di interviste rilasciate alle agenzie di stampa del suo
Paese l'ex ostaggio, Jalal Sharafi, sostiene però che a portarlo via furono individui i quali indossavano divise dell'Esercito iracheno e ne avevano i documenti d'identificazione, e che disponevano di veicoli in dotazione alle truppe statunitensi.
"I sequestratori mi portarono in una base vicino all'aeroporto di Baghdad", ha raccontato Sharafi, all'epoca secondo segretario d'ambasciata, "e fui interrogato da persone che si esprimevano in lingua sia araba sia inglese". A suo dire c'erano "funzionari della Cia", le cui domande "si concentravano soprattutto sulla presenza e sull'influenza iraniane" in Iraq. "Davanti alle mie risposte, intensificavano le torture", ha denunciato il diplomatico. Le sevizie, "in molte forme diverse", gli sarebbero state inflitte "notte e giorno" dai rapitori.
|