Il cadavere scarnificato di donna ritrovato sull´Autostrada del Sole a Villavecchia, tra Barberino e Roncobilaccio, potrebbe essere il segno inquietante dell´attività di una setta satanica. Secondo Patrizia Santovecchi, presidente dell´Osservatorio nazionale abusi psicologici e consulente in materia di satanismo della Diocesi di Prato, le orrende mutilazioni del cadavere potrebbero essere infatti il tragico epilogo di un rito sacrificale. Quali sono gli indizi che conducono ai satanisti? «La scarnificazione del cadavere è una delle modalità tipiche di azione di alcune sette sataniche. In Italia ci sono stati negli ultimi due anni diversi ritrovamenti del tutto simili a quello di Villavecchia: cadaveri mutilati, scarnificati e chiusi in sacchi neri dei rifiuti di grandi dimensioni, sacchi legati con fil di ferro oppure con nastro isolante da pacchi. In Italia c´è una lunga scia di episodi analoghi a quello di Barberino che si sospetta siano opera delle sette». Dunque, non si tratta di pochi casi... «E´ un fenomeno che si ripete almeno tre o quattro volte l´ anno. I primi casi si sono avuti diversi anni fa in Belgio, poi in alcune zone di confine e successivamente in Abruzzo, Umbria, a Ravenna e in altre località dell´Emilia.
C´è una costante: i ritrovamenti avvengono molto spesso lungo l´autostrada, vicino ad aree di sosta o di aree di servizio». Si riesce a scoprire l´identità di questi cadaveri martoriati?
«Su questi episodi, passato il primo momento di clamore, cala il silenzio. E pensare che sembra vengano fatti ritrovare di proposito». In che senso?
«Quasi sempre, questi grandi sacchi neri vengono abbandonati vicino a sentieri abbastanza transitati, oppure ai margini dell´autostrada dove un automobilista può scorgerli con relativa facilità. Se si vuol far scomparire un cadavere lo si sotterra o lo si abbandona in un luogo poco accessibile, non a due passi dalla principale via di comunicazione del Paese». Che significa? Sono segnali? «Sembra quasi che chi li lascia voglia far ritrovare quei resti.
Potrebbe trattarsi di un segnale dell´attività di un gruppo settario con modalità di sacrificio. Se così fosse, sarebbe un messaggio di potenza, di chi vuol far sapere che è in grado di farla franca. E´ una sfida e un segnale di coraggio nei confronti degli adepti e degli altri gruppi». Dal genere di delitto si può capire di quale tipo di setta si tratti? «Recentemente, il mensile Polizia moderna parlava di 8mila gruppi con circa 60mila adepti. Dire quale sia esattamente la dimensione del fenomeno in Toscana non è facile, poiché si tratta di piccoli gruppi di una dozzina di seguaci che si formano, si sfaldano, si ricostituiscono, passano dall´una all´altra setta.
E´ un arcipelago non stabile.
In Toscana abbiamo una fortissima presenza di satanisti, anche se nella nostra regione non ha origine nessuna delle principali chiese sataniche, come ad esempio a Torino, oppure a Bologna, dove nascono i Bambini Satana. In Toscana ci sono sicuramente tanti gruppetti che fanno riferimento a varie sette». Possiamo azzardare una stima? «Si tratta di diverse centinaia di persone, forse cinquecento, suddivisi in diverse decine di gruppi. In Toscana sono stati individuati gruppi che si rifanno ai Bambini di Satana, agli Angeli di Sodoma, alle Bestie di Satana e a molti altri ancora. Cimiteri danneggiati, segni di riti in boschi e casolari abbandonati, animali sventrati: tanti sono i ritrovamenti. Di sicuro, c´è una forte attività. Gli uffici del nostro Osservatorio, poi, sono sempre pieni».
C´è molta attività, soprattutto sul nostro Appennino. «Attenzione: scelgono le zone montane per non essere notati, privilegiano il cimitero più riservato e meno sorvegliato, ma gli adepti abitano in città. Si spostano solo per effettuare, indisturbati, i loro riti». Purtroppo, moltissimi sono molto giovani. «Giovani e giovanissimi. Fino a pochi anni fa concentravamo l´attenzione sull´ultimo triennio delle scuole superiori, ma recentemente l´età di ingresso nelle sette è fortemente diminuita e l´adescamento comincia dalla terza media in poi. Si sono verificati, poi, alcuni casi limite di bimbi di dieci anni che entrano in contatto con questi ambienti».
Dietro quel cadavere l´ ombra delle sette FIRENZE.
Le croci potrebbero aumentare.
Stanno indagando su altre morti sospette, legate forse a sacrifici umani, gli investigatori della squadra mobile che da mesi cercano di decifrare l´enigma delle ossa trovate in due sacchi il 21 giugno 2006 nella boscaglia oltre il guard-rail di una piazzola di sosta dell´Autosole, tra Barberino del Mugello e Roncobilaccio. E l´ombra di Satana e dei suoi adoratori, che per mesi ha aleggiato in altre regioni, approda ora con i suoi strascichi di paura a Firenze e in Toscana. Per il momento si sa che quei resti appartenevano ad una donna il cui cadavere, secondo gli accertamenti medico-legali, è stato sezionato con un seghetto elettrico dotato di una lama circolare molto sottile. L´ assassino ha legato strettamente le ossa "pulite" con un laccio e ha infilato le parti molli in un altro sacco. La vittima aveva un´età compresa fra i 20 e i 30 anni, e la sua morte dovrebbe risalire alla prima metà del 2005. Alcuni labili indizi segnalerebbero un´origine africana, uccisa probabilmente uccisa con una pugnalata allo sterno.
La cosa che fa pensare alle sette sataniche è che allo scheletro mancavano il cranio, i piedi, i polsi, le mani. Fatto non certo nuovo per gli inquirenti fiorentini e per chi conosce le pratiche dell´occulto: si sarebbe davanti al cosiddetto "rito della donna spezzata", una procedura di magia nera che utilizza un sacrificio umano per evocare il Diavolo e che è in uso nel Centroamerica dove si sono registrati decine di casi di donne rapite, seviziate e amputate di mani e piedi. Queste considerazioni hanno fatto da tempo affiorare nelle menti degli investigatori un´ipotesi estrema: forse in Toscana ci sono altre morti finora classificate come suicidi o scomparse, che vanno invece attribuite agli adoratori del Maligno.
Vi è il fondato sospetto che anche nella nostra regione operi una setta che rapisce giovani prostitute straniere o vagabondi (tanto nessuno li reclamerà mai), per ucciderli e farli a pezzi. A gennaio, tanto per fare qualche esempio, nel pozzo di un bosco tra Candeli, Rosano e l´abitato di Villamagna, alla periferia sud di Firenze, venne trovato uno scheletro di un uomo al mancavano entrambe le mani. Il caso è classificato come un omicidio ma sono in corso accertamenti per stabilire se questa mutilazione è perfettamente naturale.
In caso contrario gli esperti dell´équipe di medicina legale del policlinico di Careggi dovranno rispondere ad una serie di domande e spiegare con quale strumento (bisturi, machete, sega) è stato tagliato il corpo. Se la vittima era ancora viva o appena uccisa. C´è poi il precedente rappresentato dalla serie di delitti compiuti tra il 1998 e il 2004 da alcuni membri delle cosiddette "Bestie di Satana", processati dal tribunale di Varese con rito abbreviato e poi dalla corte d´appello di Milano. Durante le indagini i carabinieri esaminarono ben sette fascicoli di ragazzi morti o scomparsi in Lombardia in circostanze misteriose. Parlare di adoratori del Diavolo, di Anticristo, forse fino a ieri ci faceva ridere. Adesso è come se, di colpo, avessimo trovato i nostri uomini bomba, benestanti e insospettabili kamikaze della porta accanto. Una cosa è certa: la mappa del satanismo in Italia si può tracciare soltanto a matita. Non esiste nessun numero sicuro. Solo stime in continua evoluzione. Secondo l´allarme lanciato nel febbraio scorso dalla diocesi di Prato, la Toscana sarebbe una delle regioni dove è più alta la presenza di «culti religiosi abusanti»: ovvero satanisti, santoni, guaritori, guru di vaga ispirazione orientale. Una setta su due, delle circa mille stimate sul territorio nazionale, avrebbe base qua: cinquecento gruppi sparsi tra gli Appennini, in provincia di Pistoia, a Prato, ad Arezzo, in Versilia e in Garfagnana. Il dato era emerso a margine nel convegno che si è svolto, proprio a febbraio, nel palazzo vescovile di Prato.
Musica rock, film, cinema, letteratura, programmi tv - ma anche Internet - sono i veicoli attraverso cui si diffonde rapido e silenzioso, soprattutto tra i ragazzi, il virus dell´occulto. Dal punto di vista giuridico l´esistenza in sé di una setta non costituisce reato ma ce ne sono alcuni associati al satanismo: come, appunto, l´omicidio ma anche violenza sessuale, tortura e uccisione di animali, circonvenzione di incapace, detenzione, spaccio di stupefacenti, diffusione di materiale pedo-pornografico, profanazione di chiese, vilipendio di tombe, distruzione e sottrazione di parti di cadaveri, maltrattamenti. A Firenze gli investigatori della squadra mobile stanno lavorando ormai da tempo su ipotesi tremende. E le sorprese non mancheranno.