PECHINO - I protagonisti del movimento studentesco del 1989 sono in
esilio (Wang Dan negli Usa, Wuer Kaixi a Taiwan); quelli del movimento
per i diritti civili in prigione (come l attivista cieco Chen
Guancheng, che ha promosso la lotta contro gli aborti forzati) o agli
arresti domiciliari (cone Hu Jia e Zeng Jinyan, protagonisti della
mobilitazione contro lo scandalo del sangue infetto che ha portato
migliaia di persone a contrarre l Aids). Nel 18esimo anniversario,
che ricorre oggi, del massacro di piazza Tiananmen, dove le misure di
sicurezza sono state rafforzate, la fiaccola della protesta sembra
essere passata nelle mani degli ecologisti e dei difensori dei diritti
dei cittadini. Nel 1989 l Esercito di Liberazione Popolare (Pla) fu
inviato a mettere fine all occupazione della principale piazza di
Pechino da parte degli studenti, che esprimevano confusamente il
desiderio che alle riforme economiche si accompagnasse una maggiore
libertà. Nella notte tra il 3 ed il 4 giugno, centinaia di migliaia di
cittadini tentarono di impedire ai soldati di arrivare sulla piazza,
tenuta da due mesi dai giovani dimostranti. Negli scontri che
seguirono morirono un numero imprecisato di persone, valutato in
alcune centinaia dai testimoni. Oggi le proteste popolari sono sempre
più frequenti e sempre più rivolte a temi come la difesa della salute
e il diritto dei cittadini ad essere informati delle scelte che li
riguardano. Gli episodi di proteste di massa hanno avuto una nuova
fiammata alla vigilia del 18esimo anniversario del massacro e mentre
le Olimpiadi di Pechino sono ormai vicine. Attivisti ecologisti ma
anche professori e studenti universitari che sottolineano con forza di
non essere impegnati in movimenti politici, sono stati protagonisti
nelle ultime settimane di due importanti battaglie: quella contro l
inquinamento del lago Taihu nella provincia del Jiangsu, i cui
responsabili sono stati indicati nelle circa duemila imprese che hanno
aperto fabbriche nei pressi del lago, e quello di Xiamen, dove
migliaia di persone hanno protestato prima tramite messaggi sms sui
telefoni cellulari, poi su Internet ed infine in piazza per bloccare
la costruzione di una fabbrica chimica nel centro della città. Il
dissidente della vecchia generazione Liu Xiaobo, in una recente
intervista, ha così sintetizzato la situazione: negli anni novanta,
il movimento democratico prestava grande attenzione al 4 giugno
(lanniversario del massacro) ma dopo il 2000, grazie ad Internet, siè evoluto orientandosi verso problemi come l ambiente, la demolizione
delle case, la prevenzione dell Aids.
A Xiamen i cittadini hanno ottenuto un primo successo: la scorsa
settimana il governo locale ha annunciato la sospensione del progetto
per costruire una fabbrica che dovrebbe produrre il paraxylene (Px).
Il Px è una sostanza chimica tossica, ma largamente usata nella
produzione di vernici, di solventi e di plastica. Se assorbita in
piccole quantità può provocare irritazioni della pelle, difficoltà di
respirazione e mal di testa. In quantità maggiori può causare danni a
reni e fegato e in alcuni casi il cancro. Le proteste, innescate da un
gruppo di studenti e professori universitari, sono proseguite con la
richiesta che la costruzione venga annullata una volta per tutte. I
promotori della rivolta di Xiamen, come la professoressa di chimica
Zhao Yufen (che è anche membro dell Assemblea Consultiva del Popolo,
un organo che affianca il Parlamento) insistono nel non voler dare
alcun significato politico alla loro iniziativa. Ma a nessuno è
sfuggita la coincidenza, forse casuale ma certamente significativa,
con l inizio di giugno. Su piazza Tiananmen la sicurezza è stata
rafforzata, ma più di un moto di strada le autorità temono che le
crescenti proteste abbiano un influenza negativa sulle Olimpiadi e
che possano far risuscitare lo spettro del boicottaggio.
Finora la minaccia è stata sollevata solo dai gruppi umanitari che
accusano di Pechino di proteggere il Sudan, paese ritenuto
responsabile dei massacri di Darfur. Ieri per la prima volta,
ricordando che ancora cento o duecento persone sono in prigione per i
fatti del 1989, un portavoce del dipartimento di stato americano, Tom
Casey, ha detto che in vista delle Olimpiadi è necessario guardare
con attenzione a quello che succede in Cina.
Diciotto anni fa la polizia di Pechino represse nel sangue il movimento
democratico portato in piazza Tiananmen dagli studenti cinesi.
Ecco cosa accadde nei giorni della rivolta studentesca.
18 apr 1989 - Studenti universitari danno vita a manifestazioni al
grido di Piu democrazià, dopo la morte dellex segretario generale
del Partito comunista cinese (Pcc) Hu Yaobang, caduto in disgrazia.
4 mag - Uscendo dalle università, gli studenti cominciano a riunirsi
regolarmente in Piazza Tiananmen, convinti dell appoggio del
segretario del Pcc Zhao Ziyang.
13 mag - Centinaia di studenti universitari cominciano uno sciopero
della fame per chiedere maggiore democrazia e garanzie sulla libertà
di espressione.
13 mag - Zhao Ziyang invita gli studenti a lasciar perdere e a non
intralciare lo storico vertice Cina- Urss in programma nei giorni
successivi.
14 mag - In piazza gli studenti diventano migliaia.
16 mag - Quarto giorno di sciopero della fame, mentre si svolge
lincontro fra il capo del Cremlino Mikhail Gorbaciov e il massimo
leader cinese Deng Xiaoping.
18 mag - Lagenzia sovietica Tass scrive che le autorità cinesi hanno
perso il controllo della situazione e che Pechino é paralizzata.
18 mag - Al politburo viene destituito Zhao Ziyang.
19 mag - Allalba Zhao Ziyang va in piazza e in lacrime prega gli
studenti di desistere dalle dimostrazioni.
20 mag - Il primo ministro Li Peng impone la legge marziale e manda
lesercito a riportare lordine. Informazione e riprese tv vengono
vietate.
21 mag - La gente si ribella, e barricate dogni tipo, con auto e
camion, impediscono ai soldati di avvicinarsi ai ragazzi.
23 mag - Il grande ritratto di Mao Zedong, morto nel 1976, viene
sfigurato con vernice rossa, blu e gialla.
25 mag - Radio Pechino definisce gli studenti dei controrivoluzionari e
i comandanti militari invitano le truppe a obbedire al partito e a Li
Peng.
27 mag - Gli studenti sono stanchi. Sotto un sole cocente, accampati in
tende di fortuna e privi di rifornimenti (impediti dalle autorità)
prendono in considerazione lidea di lasciare.
29 mag - Li Peng vuole uninchiesta per accertare se potenze straniere
abbiano avuto un ruolo nelle proteste studentesche.
30 mag - Confermato il bavaglio alla stampa: i giornalisti non possono
fare interviste, ne riprese tv di alcun tipo.
30 mag - Tre ragazzi vengono arrestati nella notte.
2 giu - Gli studenti, dopo 20 giorni, non prestano ascolto ai ripetuti
inviti a ritirarsi.
2 giu - Tre giovani, dichiarati colpevoli di furto durante una
manifestazione studentesca, sono condannati a morte.
3 giu - Il governo ammonisce che lesercito ha il diritto di usare
qualsiasi mezzo per sedare la rivolta. La tv mostra il ministro della
difesa Qin Jiwei mentre ispeziona le truppe.
4 giu - Nella notte soldati e carri armati attaccano gli studenti, 7
ore di violentissima repressione. Finisce in un bagno di sangue:
secondo testimoni, centinaia di morti, migliaia di feriti e di
arrestati.