Testimoni di Geova. Non aprite quella porta


Stefano Maria Chiari

www.effedieffe.com


Un raduno dei Testimoni di Geova allo stadio Olimpico di Roma: è ben noto inoltre il largo uso di immagini subliminali di tipo satanico nelle loro pubblicazioni

Si svolgerà a Cairo Montenotte in provincia di Savona l’annuale assemblea di distretto dei Testimoni di Geova con previste migliaia di persone che affluiranno dal 6 all’ 8 Luglio nella Sala del Regno del comune ligure al confine con la Granda. (1)
L’Italia è al primo posto in Europa come numero di Testimoni e al quinto posto nel mondo.
Nel nostro Paese gli associati sono oltre 430.000, di cui 235.000 evangelizzatori, e si riuniscono in oltre 3.000 comunità sparse su tutto il territorio nazionale. (2)
Le stime riportate sono davvero preoccupanti; la diffusione di questa credenza luciferina (3) è sintomo evidente della pochezza spirituale generalizzata nella quale viviamo immersi.
L’origine della setta è a Pittsburgh (Pennsylvania) nell’ambiente di commercianti, dove Charles Taze Russell si era formato, con molta probabilità affiliandosi alla Massoneria, i retaggi della cui iscrizione saranno confermati dall’utilizzo di un linguaggio e di un simbolismo tipico dei fratelli delle logge (4) nonché dalla medesima enfasi attribuita al nome di Geova (come sappiamo errore di un copista in una trascrizione del nome ineffabile di Dio, privo di vocali e riempito con quelle di Adonai, Signore), fenomeno affatto inusuale presso pratiche di iniziazione massoniche. (5)
L’evoluzione successiva della setta (e l’assunzione della sua forma attuale) si deve tuttavia a Joseph F. Rutherford, successore di Russell (il quale, invero, fu solo autore di una «bozza» di Geovismo: il gruppo degli «Studenti biblici»).
La setta è a molti nota per le sue molteplici e reiterate previsioni su un’immanente Armageddon (più volte annunciato e poi, al passare della fatidica data, artatamente smentito) e lo è inoltre per le note faccende (anche giudiziarie) legate alle trasfusioni di sangue; quanti poi non hanno incontrato una coppia di uomini (o donne) in giacca e cravatta con una specie di Bibbia in mano (6), intenti a chiedere qualcosa sul Regno di Dio?

Meno noto il fine vero della setta: distruggere la Chiesa cattolica.
L’odio traboccante dalle loro riviste è subdolamente e puntigliosamente iniettato sempre verso la Sposa di Cristo, definita l’autentica Babilonia dell’Apocalisse, strumento di inganno e potere, volta a sedurre gli uomini e ad allontanarli dalla verità.
Come perseguono questo?
Attraverso un capillare proselitismo, teso a colpire particolarmente persone sole o in difficoltà, mediante la diffusione di un messaggio dalle colorazioni avventiste, che sostengono provenire da un serio e profondo studio della Sacra Scrittura.
Ancor meno noto è il fatto che l’autorità di questa interpretazione viene loro da false traduzioni.
I testi sacri vengono dolosamente riportati nelle lingue volgari in maniera assolutamente inattendibile ed inaccettabile dal punto di vista esegetico: il messaggio «forza» il testo a dire quel che serve, con la conseguenza che il messaggio non parte dal testo ispirato, ma lo violenta per asservirlo a suo comodo. (7)
Il punto centrale della loro predicazione - seppur mascherato da promesse paradisiache che hanno del ridicolo e che non sono altro che proiezioni oniriche di un particolare ceto borghese (8) - è incentrato nella dimostrazione della non divinità di Cristo.
Gesù non è Dio.
Questo è il reale messaggio che si vuole imprimere nella mente e nei cuori di tali sedicenti «cristiani» (neppure tali possono definirsi).
Purtroppo la maggior parte degli «iscritti» non sa in cosa si sia realmente imbattuta.
Vittima della buona fede e, probabilmente, di una condotta spirituale precedente di certo non encomiabile, si lascia trascinare da un mare di menzogne, fragili, eppure dure a morire nella testa di chi altro modo non ha di ragionare se non quello minacciosamente custodito, paventando sciagure terribili, che viene imposto dall’alto e che (è successo spesso) cambia essenzialmente anche nei contenuti.

Come vincere tanta diffusa ignoranza e come evitare che il morbo velenoso che loro portano non contagi lo spirito?
Profonda vita di fede e preghiera assidua; studio e conoscenza della Dottrina cattolica; ma quand’anche vi sentiste pronti ad affrontare un’annosa, interminabile discussione con uno di loro, lo sconsigliamo per esperienza, evitate; purtroppo è tempo perso.
Questi demoni (non mi riferisco alle singole persone, ma alla ideologia che portano e che le uccide spiritualmente) si vincono solo con la preghiera ed il digiuno.
Quando sentirete bussare e vi proporranno di discutere del Regno di Dio... non aprite quella porta.

Stefano Maria Chiari


Note
1)
Da http://www.targatocn.it/it/internal.php?news_code=35546&cat_code=10
2) Da http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo365294.shtml
3) Date un’occhiata ai messaggi subliminali di natura satanica presenti sulle loro riviste ufficiali, visitando http://www.ccsg.it/Antonio.html
4) Salvo poi essere rinnegato (anche a mezzo di brutali sostituzioni materiali) del tutto da parte dei successivi «capi». Un esempio per tutti: la croce nella corona (per alcuni anni sulle copertine della Torre di Guardia e della rivista People’s Pulpit), simbolo usato dai Cavalieri Templari massonici americani, rielaborazione massonica tardo-settecentesca o ottocentesca di simboli medievali. Del resto è noto che all’epoca di Russell i Testimoni di Geova ancora non avevano «inventato» il palo come supplizio per Cristo.
5) Il Grande e Sacro Nome, per la Massoneria, è il nome di Dio (inteso chiaramente con i tratti distintivi del G.A.D.U.), segretamente comunicato nel rito scozzese nel 13° e nel 14° grado e nel rito di York nel 7° e 9° grado. Nella Massoneria dell’Arco Reale (attuale 7° grado del rito di York), in particolare, viene «rivelato» prima il nome «Jah-Bul-On» (Jehovah-Baal-Osiride, simbolo del fatto che il Dio a cui ci si rivolge è il Dio di tutte le religioni), in seguito il nome «Jehovah» (il Dio giudaico-cristiano, la cui universalità, però, sarebbe attestata dalle 4 lettere del nome).
6) Sono loro stessi a non chiamarla così; del resto la incredibile difformità contenutistica della «traduzione» non poteva avere altro esito. Essendo un libro diverso (e non la Sacra Bibbia) doveva chiamarsi diversamente. Il nome tecnico da loro usato è «Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture».
7) Un esempio per tutti. Confrontate le differenze del passo del buon ladrone (san Luca 23, 42-43), rispettivamente nella «Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture»: «E proseguì, dicendo: ‘Gesù, ricordati di me quando sarai venuto nel tuo regno’. Ed egli disse a lui: ‘Veramente ti dico oggi: Tu sarai con me in Paradiso’» (da http://www.watchtower.org/i/bibbia/index.htm) con la  Sacra Bibbia Cattolica (CEI): «E aggiunse: ‘Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno’. Gli rispose: ‘In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso’». Con la conseguenza che il Paradiso, per il «geovista», non riguarda l’anima e non è subito dopo la morte. Ancora significativo è Matteo 2,11: «Ed entrati nella casa videro il fanciullino con sua madre Maria, e, prostratisi, gli resero omaggio» (da http://www.watchtower.org/i/bibbia/index.htm) con «Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono» (da http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PTQ.HTM): conseguenza, Gesù non è adorato, non è Dio. Inutile dire che in entrambi i casi la traduzione geovista è improponibile (punteggiatura inventata per Luca 23,42 e traduzione errata del verbo greco προσκυνηω, sempre reso altrove, anche dai Testimoni di Geova, con «adorare»).
8) L’anima dopo la morte non sopravvive; si risorge con il corpo, al Giudizio, per dimorare in lussuose villette con piscine; chi non è Testimone di Geova viene distrutto. Non sono previsti inferni eterni.