TORINO - La fotografia in bianco nero sulla copertina del libro di Massimo Novelli è l’unica immagine che è rimasta di lei: Marilena Grill, 16 anni, fucilata dai partigiani nella notte tra il 2 e il 3 maggio del 1945 al Rondò della forca, l’incrocio tra via Cigna e corso Regina Margherita. Un compagno di scuola, del liceo D’Azeglio, l’accusò di essere una spia. Era soltanto un'ausiliaria delle Rsi che, nel tempo libero, lavorava a Porta Nuova. Soccorreva i militari. Aiutava gli sbandati. a fotografia in bianco nero sulla copertina del libro di Massimo Novelli è l’unica immagine che è rimasta di lei: Marilena Grill, 16 anni, fucilata dai partigiani nella notte tra il 2 e il 3 maggio del 1945 al Rondò della forca, l’incrocio tra via Cigna e corso Regina Margherita. Un compagno di scuola, del liceo D’Azeglio, l’accusò di essere una spia. Era soltanto un'ausiliaria delle Rsi che, nel tempo libero, lavorava a Porta Nuova. Soccorreva i militari. Aiutava gli sbandati. “Avremmo voluto presentare il volume anche al liceo D’Azeglio. Nei giorni in cui ricorre l’anniversario della sua morte. Invece non è stato possibile: c’è stato un atteggiamento di chiusura da parte della scuola” dice Bruno Babando dell’Ispeg, l’Istituto piemontese di studi economici e giuridici. E così la presentazione non si farà. Il preside Salvatore Iuvara ha detto che non c’è tempo per questa attività extra-didattica. In modo polemico? “Ma no, tutt’altro” puntualizza lo stesso dirigente scolastico. Che spiega: “Ho detto di no perché il calendario delle attività è già fin troppo intenso. Abbiamo due giorni di convegno su Primo Levi, poi c’è l’incontro con il sindaco. E siamo a fine anno scolastico. Adesso proprio non si può fare”. Dall’Ispeg quel rifiuto è visto in modo quantomeno anomalo. “Non vogliamo urlare allo scandalo. Ma sarebbe stato bello poter andare a parlare di questa storia nella scuola che vide Marilena ragazzina. In quello stesso liceo dove ci fu un delatore che l’accusò di essere una spia. E poi, che piaccia o no, anche lei è una vittima della guerra, anche se non è mai stata ricordata. (…) Massimo Novelli, l’autore del volume “L’ausiliaria e il partigiano”, non vuole entrare nella polemica che vede contrapposti Ispeg e l’Istituto scolastico. A lui interessa soltanto il rigore storico della ricerca. E la verità che, alla fine di un viaggio lungo e complicato, è emersa. Gli interessano i testimoni con cui ha parlato, le carte che è riuscito con fatica a scoprire, scavando negli archivi della scuola, dell’Istituto storico della resistenza e in mille altri luoghi. Bruno Babando, invece, non si arrende. E promette anche una provocazione: “Il 2 maggio andremo davanti alla scuola a parlare di Marilena Grill”.
(Da La Stampa del 24 aprile 2007)