Astensione: decisone grave, decisione difficile, decisione
inevitabile. Pur non facendo parte della propria prassi
politica per consuetudine e dopo una lunga riflessione sul
preoccupante stato di salute della politica siciliana, Forza
Nuova promuove l'astensione dal voto, come unico ed efficace
strumento di protesta contro l'evidente stato di degenerescenza
del sistema politico siciliano vigente.
Cosa vogliamo denunciare ? A cosa ci opponiamo? La nostra
riflessione vuol tener testa, in modo particolare, a due
dati principali che vogliamo per comodità definire
l'uno "sistemico" e l'altro "rappresentativo".
L'analisi di tali dati, portati alle estreme conseguenze,
ci rivelano come l'organigramma autonomo, democratico e
rappresentativo siciliano, non solo si è dimostrato
storicamente e amministrativamente inefficace, ma oggi,
alla luce della spregiudicatezza delle consorterie partitiche
locali, si appresta verso una crisi irreparabile e dai chiari
esiti antipopolari.
a) Tema sistemico.
Con l'entrata in vigore della nuova legge elettorale,
voluta da Ds, Fi e An e confermata dal referendum popolare,
purtroppo poco partecipato, del maggio 2005, in Sicilia
irrompe prepotentemente il meccanismo della soglie di sbarramento.
Se da un lato -pur non condividendola- intuiamo che la meccanica
del gioco di sbarramento possa favorire una certa stabilità
governativa, dall'altra evidenziamo che l'altissima quota
del 5% si colloca al di là di ogni logica ragionevole.
Qualora ci fosse una forza che si assestasse al 4,99 % dei
consensi, o meglio, qualora ci fosse il 4,99 % degli elettori
- parliamo di oltre 150.000 Siciliani - che si esprimesse
verso una determinata lista, esso non sarebbe rappresentato.
Se ci fossero due liste nella medesima situazione la situazione
sarebbe ancora più allarmante: quasi il 10 % della
popolazione non rappresentato. Il dato si aggraverebbe ulteriormente
se le liste fossero 3, 4,ecc.. Ci preoccupa che in questo
momento vi sono almeno -secondo i sondaggi attuali - 4 o
5 liste che arrancano tra il 4 e il 5%. Non dimentichiamo
neanche che, al di sotto di queste cifre, esiste una considerevole
fetta dell'elettorato spalmato sulle liste più piccole
il quale, evidentemente, non verrà ugualmente rappresentato.
Se poi sommiamo il 30% circa di elettori che non sentendosi
in alcun modo rappresentati e interessati alle logiche partitiche,
non va neanche a votare, ci rendiamo conto che coloro che
andranno a spartirsi le logiche di potere in Sicilia rappresentano
a malapena il 50% della popolazione. Non vi può essere
un vero potere del popolo se esso non è degnamente
e ampiamente rappresentato. Ancor di più, non vi
può essere vera Democrazia se quel voto non rappresentato
verrà utilizzato, come automaticamente avverrà,
per la ripartizioni dei seggi ad uso delle liste che hanno
invece superato lo sbarramento. Per intenderci, sfruttando
un caso improbabile ma teoricamente possibile, qualora ci
fosse una sola lista a superare lo sbarramento e quindi
tutte le altre sotto, questa avrebbe diritto al plenum,
il che, a rigor di logica, sarebbe incongruente con ogni
pretesa democratica. Non è in alcuna maniera giustificabile
la possibilità che una grossa fetta di elettorato
non solo non sarà rappresentata ma vedrà il
proprio "peso elettorale" rimpinguare le velleità
di liste che a rigor del vero potrebbero essere, sia nei
contenuti che nella metodica, distanti se non antitetiche
dalle istanze di chi non è rappresentato.
All'interno di tale legge truffa riteniamo ridicolo e offensivo
per le donne, l'inserimento di quote rosa per diritto di
legge, quando invece un serio impegno delle donne nelle
Istituzioni porterebbe soltanto un beneficio per la Comunità.
Secondo il nostro giudizio, tale legge, che può
essere considerata senza accomodamenti di sorta "legge
truffa", manifesta in maniera lampante, non la democraticità
del sistema siciliano ma la sua essenza partitocratica,
essendo iniqua, discriminatoria ed antidemocratica. Essenza
che diviene ancor più lapalissiana con l'istituzione
del cosiddetto "listino del Presidente", creato
ad hoc per garantire una poltrona all'ARS a personaggi che
non sono interpreti di alcuna istanza o volontà popolare,
ma "Eletti" indicati dalle segreterie dei partiti.
Astensione totale quindi come protesta contro questa assurda
legge.
b) Tema rappresentativo.
Nessuno dei tre candidati alla Presidenza della Regione
Siciliana rappresenta e rappresenterà la riscossa
politica, morale ed economica che il Popolo Siciliano necessita
e attende. Essi sono interpeti del lobbysmo partitocratrico
e/o partitocentrico siciliano che è nostro intento
neutralizzare e cercare di sconfiggere definitivamente.
1) Totò Cuffaro: "Impresentabile". Benché
convinti del diritto inviolabile di ogni cittadino alla
"presunzione d'innocenza", le imputazioni di connivenza
mafiosa che gravano sul neoeletto Senatore e Presidente
uscente, suscitano in noi delle pregiudiziali di "presentabilità"
non indifferenti.
Tali accuse, secondo il nostro giudizio, rendono inconcepibile
la possibilità che Cuffaro possa essere riconfermato
alla Presidenza di una Regione ad alta densità mafiosa
come la nostra. Ciò non toglie che, al di là
di queste valutazioni, il nostro giudizio sulla sua Presidenza
è e resta comunque fortemente negativo. Negli ultimi
5 anni non vi è stato alcun cambiamento sostanziale
del "sistema Sicilia", se non -scusate l'ironia-
nella suddetta legge elettorale. Registriamo, anzi, un aggravamento
desolante della economia agricola , un incremento della
mala sanità , nessun decisivo tentativo di ammodernamento
della rete infrastrutturale né un rilancio della
imprenditoria. A nostro giudizio, un voto per Cuffaro significherebbe
continuare a dar credito ad un sistema di gestione vergognosamente
clientelare, retaggio della "peggiore" ( se mai
fosse esistita una migliore) Democrazia Cristiana, che lui
stesso ha ridestato dal torpore in cui era caduto con il
crollo della Prima Repubblica. Cosa che per noi è
insostenibile. O la politica la s'intende come servizio
alla comunità, o ci si ritira. Non esiste altra posizione.
Non può esistere la politica finalizzata al mantenimento
di sé stessa: il potere per il potere.
2) Rita Borsellino: "Improponibile". Non ci pronunciamo
sulla rispettabilità della persona, che riteniamo
scevra da ombre. Le nostre distanze dalla sorella dell'eroico
giudice si sintetizzano con il nostro ben saldo Antagonismo
al fanatismo dei "Talebani"della Sinistra. Non
possiamo accettare che, sulla scorta di una certa retorica
sul "professionismo dell'antimafia" o di un comodo
"attivismo rosa", venga spianata la strada
anche in Sicilia ad una classe di potere con tendenze smaccatamente
lobbistiche, totalitarie, antiTradizionali ed intolleranti.
Chi vive la Pubblica amministrazione, l'Università,
lo Spettacolo, il mondo della cultura ed il mondo delle
cooperative, si rende ben conto che le reali velleità
della Sinistra non sono rivolte al bene della cosa pubblica,
ma al mantenimento e accrescimento di privilegi unicamente
in direzione del "monopolio" di una certa area
politico culturale ad essa contigua, senza lasciar spazio
a chi è altro da loro. Oltre tutto, non possiamo
dar credito ad una coalizione che non gode di un programma
amministrativo, ma si esprime attraverso un "Cantiere"
dalle proposte tanto paradossali quanto pericolose.
Esempio ne è la scellerata volontà di trasformare
la Sicilia in una territorio d'incontro multirazziale e
multiculturale, favorendo quindi ogni forma d'immigrazione
senza limiti. Non si può sostenere tale scempio,
restiamo inorriditi !
3) Nello Musumeci :"non credibile". Gli riconosciamo
il merito parziale di essere stato un amministratore discreto
ma non ne avalleremo comunque la candidatura. Siamo convinti
che il suo strappo con il centro-destra non è finalizzato
all'interesse generale del popolo siciliano o ad alcuna
reale volontà autonomista, ma invece è indirizzato
ad un progetto "Musumecicentrico" e ad un suo
più degno ricollocamento nel centro-destra stesso.
Poca roba davanti ad una prospettiva di Ricostruzione Nazionale
che parta da "destra" e soprattutto dalla Sicilia.
Le manovre di corrente o di coalizione ci lasciano alquanto
indifferenti.
Conclusioni.
Supportati da questa veloce analisi sul "Sistema Sicilia",
e considerati i fattori sopra esposti sulla crisi della
rappresentatività democratica, nell'accezione di
una rappresentatività popolare, Forza Nuova ritiene
che la
diserzione dalle urne sia l'unica posizione Moralmente e
Politicamente accettabile per tutti coloro che non vogliono
avallare lo status quo vigente e per tutti coloro che vogliono
rendere manifesta la propria insofferenza e la propria ribellione
verso una classe politica parassitaria ed inadeguata a sostenere
uno sviluppo civile, sociale, economico, nel segno della
Legalità , della Giustizia e della peculiare Identità
Tradizionale Siciliana.
Il 27 e 28 Maggio sostieni il Popolo Siciliano:
Astieniti!
Forza Nuova per la Sicilia!
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