Sicilia, Elezioni Regionali 2006: un manifesto politico per l'astensione

 

Astensione: decisone grave, decisione difficile, decisione inevitabile. Pur non facendo parte della propria prassi politica per consuetudine e dopo una lunga riflessione sul preoccupante stato di salute della politica siciliana, Forza Nuova promuove l'astensione dal voto, come unico ed efficace strumento di protesta contro l'evidente stato di degenerescenza del sistema politico siciliano vigente.

Cosa vogliamo denunciare ? A cosa ci opponiamo? La nostra riflessione vuol tener testa, in modo particolare, a due dati principali che vogliamo per comodità definire l'uno "sistemico" e l'altro "rappresentativo". L'analisi di tali dati, portati alle estreme conseguenze, ci rivelano come l'organigramma autonomo, democratico e rappresentativo siciliano, non solo si è dimostrato storicamente e amministrativamente inefficace, ma oggi, alla luce della spregiudicatezza delle consorterie partitiche locali, si appresta verso una crisi irreparabile e dai chiari esiti antipopolari.

a) Tema sistemico.

Con l'entrata in vigore della nuova legge elettorale, voluta da Ds, Fi e An e confermata dal referendum popolare, purtroppo poco partecipato, del maggio 2005, in Sicilia irrompe prepotentemente il meccanismo della soglie di sbarramento. Se da un lato -pur non condividendola- intuiamo che la meccanica del gioco di sbarramento possa favorire una certa stabilità governativa, dall'altra evidenziamo che l'altissima quota del 5% si colloca al di là di ogni logica ragionevole. Qualora ci fosse una forza che si assestasse al 4,99 % dei consensi, o meglio, qualora ci fosse il 4,99 % degli elettori - parliamo di oltre 150.000 Siciliani - che si esprimesse verso una determinata lista, esso non sarebbe rappresentato. Se ci fossero due liste nella medesima situazione la situazione sarebbe ancora più allarmante: quasi il 10 % della popolazione non rappresentato. Il dato si aggraverebbe ulteriormente se le liste fossero 3, 4,ecc.. Ci preoccupa che in questo momento vi sono almeno -secondo i sondaggi attuali - 4 o 5 liste che arrancano tra il 4 e il 5%. Non dimentichiamo neanche che, al di sotto di queste cifre, esiste una considerevole fetta dell'elettorato spalmato sulle liste più piccole il quale, evidentemente, non verrà ugualmente rappresentato. Se poi sommiamo il 30% circa di elettori che non sentendosi in alcun modo rappresentati e interessati alle logiche partitiche, non va neanche a votare, ci rendiamo conto che coloro che andranno a spartirsi le logiche di potere in Sicilia rappresentano a malapena il 50% della popolazione. Non vi può essere un vero potere del popolo se esso non è degnamente e ampiamente rappresentato. Ancor di più, non vi può essere vera Democrazia se quel voto non rappresentato verrà utilizzato, come automaticamente avverrà, per la ripartizioni dei seggi ad uso delle liste che hanno invece superato lo sbarramento. Per intenderci, sfruttando un caso improbabile ma teoricamente possibile, qualora ci fosse una sola lista a superare lo sbarramento e quindi tutte le altre sotto, questa avrebbe diritto al plenum, il che, a rigor di logica, sarebbe incongruente con ogni pretesa democratica. Non è in alcuna maniera giustificabile la possibilità che una grossa fetta di elettorato non solo non sarà rappresentata ma vedrà il proprio "peso elettorale" rimpinguare le velleità di liste che a rigor del vero potrebbero essere, sia nei contenuti che nella metodica, distanti se non antitetiche dalle istanze di chi non è rappresentato.

All'interno di tale legge truffa riteniamo ridicolo e offensivo per le donne, l'inserimento di quote rosa per diritto di legge, quando invece un serio impegno delle donne nelle Istituzioni porterebbe soltanto un beneficio per la Comunità.

Secondo il nostro giudizio, tale legge, che può essere considerata senza accomodamenti di sorta "legge truffa", manifesta in maniera lampante, non la democraticità del sistema siciliano ma la sua essenza partitocratica,
essendo iniqua, discriminatoria ed antidemocratica. Essenza che diviene ancor più lapalissiana con l'istituzione del cosiddetto "listino del Presidente", creato ad hoc per garantire una poltrona all'ARS a personaggi che non sono interpreti di alcuna istanza o volontà popolare, ma "Eletti" indicati dalle segreterie dei partiti.

Astensione totale quindi come protesta contro questa assurda legge.

b) Tema rappresentativo.

Nessuno dei tre candidati alla Presidenza della Regione Siciliana rappresenta e rappresenterà la riscossa politica, morale ed economica che il Popolo Siciliano necessita e attende. Essi sono interpeti del lobbysmo partitocratrico e/o partitocentrico siciliano che è nostro intento neutralizzare e cercare di sconfiggere definitivamente.

1) Totò Cuffaro: "Impresentabile". Benché convinti del diritto inviolabile di ogni cittadino alla "presunzione d'innocenza", le imputazioni di connivenza mafiosa che gravano sul neoeletto Senatore e Presidente uscente, suscitano in noi delle pregiudiziali di "presentabilità" non indifferenti.
Tali accuse, secondo il nostro giudizio, rendono inconcepibile la possibilità che Cuffaro possa essere riconfermato alla Presidenza di una Regione ad alta densità mafiosa come la nostra. Ciò non toglie che, al di là di queste valutazioni, il nostro giudizio sulla sua Presidenza è e resta comunque fortemente negativo. Negli ultimi 5 anni non vi è stato alcun cambiamento sostanziale del "sistema Sicilia", se non -scusate l'ironia- nella suddetta legge elettorale. Registriamo, anzi, un aggravamento desolante della economia agricola , un incremento della mala sanità , nessun decisivo tentativo di ammodernamento della rete infrastrutturale né un rilancio della imprenditoria. A nostro giudizio, un voto per Cuffaro significherebbe continuare a dar credito ad un sistema di gestione vergognosamente clientelare, retaggio della "peggiore" ( se mai fosse esistita una migliore) Democrazia Cristiana, che lui stesso ha ridestato dal torpore in cui era caduto con il crollo della Prima Repubblica. Cosa che per noi è insostenibile. O la politica la s'intende come servizio alla comunità, o ci si ritira. Non esiste altra posizione. Non può esistere la politica finalizzata al mantenimento di sé stessa: il potere per il potere.

2) Rita Borsellino: "Improponibile". Non ci pronunciamo sulla rispettabilità della persona, che riteniamo scevra da ombre. Le nostre distanze dalla sorella dell'eroico giudice si sintetizzano con il nostro ben saldo Antagonismo al fanatismo dei "Talebani"della Sinistra. Non possiamo accettare che, sulla scorta di una certa retorica sul "professionismo dell'antimafia" o di un comodo "attivismo rosa", venga spianata la strada
anche in Sicilia ad una classe di potere con tendenze smaccatamente lobbistiche, totalitarie, antiTradizionali ed intolleranti. Chi vive la Pubblica amministrazione, l'Università, lo Spettacolo, il mondo della cultura ed il mondo delle cooperative, si rende ben conto che le reali velleità della Sinistra non sono rivolte al bene della cosa pubblica, ma al mantenimento e accrescimento di privilegi unicamente in direzione del "monopolio" di una certa area politico culturale ad essa contigua, senza lasciar spazio a chi è altro da loro. Oltre tutto, non possiamo dar credito ad una coalizione che non gode di un programma amministrativo, ma si esprime attraverso un "Cantiere" dalle proposte tanto paradossali quanto pericolose.
Esempio ne è la scellerata volontà di trasformare la Sicilia in una territorio d'incontro multirazziale e multiculturale, favorendo quindi ogni forma d'immigrazione senza limiti. Non si può sostenere tale scempio,
restiamo inorriditi !

3) Nello Musumeci :"non credibile". Gli riconosciamo il merito parziale di essere stato un amministratore discreto ma non ne avalleremo comunque la candidatura. Siamo convinti che il suo strappo con il centro-destra non è finalizzato all'interesse generale del popolo siciliano o ad alcuna reale volontà autonomista, ma invece è indirizzato ad un progetto "Musumecicentrico" e ad un suo più degno ricollocamento nel centro-destra stesso. Poca roba davanti ad una prospettiva di Ricostruzione Nazionale che parta da "destra" e soprattutto dalla Sicilia. Le manovre di corrente o di coalizione ci lasciano alquanto indifferenti.

Conclusioni.

Supportati da questa veloce analisi sul "Sistema Sicilia", e considerati i fattori sopra esposti sulla crisi della rappresentatività democratica, nell'accezione di una rappresentatività popolare, Forza Nuova ritiene che la
diserzione dalle urne sia l'unica posizione Moralmente e Politicamente accettabile per tutti coloro che non vogliono avallare lo status quo vigente e per tutti coloro che vogliono rendere manifesta la propria insofferenza e la propria ribellione verso una classe politica parassitaria ed inadeguata a sostenere uno sviluppo civile, sociale, economico, nel segno della Legalità , della Giustizia e della peculiare Identità Tradizionale Siciliana.

Il 27 e 28 Maggio sostieni il Popolo Siciliano:

Astieniti!

Forza Nuova per la Sicilia!

Forza Nuova Sicilia - via Luigi Sturzo 235 - Catania

forzanuovasicilia@libero.it -095/530150 -3928306297

www.forzanuovacatania.org