Pechino (AsiaNews/AP)
- Emergenza bambine in Cina nei prossimi 10 anni. L'Onu
ha denunciato che nel paese c'è il rischio di aborti
o infanticidi per 40-60 milioni di bambine, se non viene
sradicata la tradizionale preferenza per i maschi. La prossima
settimana, l'agenzia presenterà un rapporto con un'analisi
dettagliata della questione.
Secondo Khalid Malik, coordinatore dell'Onu
a Pechino, queste pratiche barbare alimentano alcune piaghe
sociali, quali la prostituzione e il traffico di esseri
umani.
In base alle stime del governo, in Cina
ci sono 116 maschi ogni 100 femmine, ma altri dati registrano
122 maschi contro 100 femmine. Nella maggior parte dei paesi,
ci sono più femmine che maschi, in base al normale
andamento demografico e alla maggiore resistenza delle femmine
alla nascita.
A causa di aborti selettivi e di infanticidi, la Cina, insieme
all'India, è tra i paesi che presentano una tendenza
contraria.
La politica del figlio unico, avviata dalla
Cina per contenere la crescita della popolazione, contribuisce
a radicare ulteriormente queste pratiche. Soprattutto nelle
campagne, dove c'è maggiore necessità del
figlio
maschio per il lavoro nei campi, molte coppie abbandonano
le bambine appena nate o non le registrano, impedendo loro
di andare a scuola e costringendole a una vita di stenti,
allo sfruttamento e alla prostituzione.
La penuria di bambine sta causando forti
disagi sociali: sempre più uomini non riescono a
trovare moglie e si rivolgono ai trafficanti di donne.
Nelle famiglie molti figli unici si trovano ad accudire
2 o più persone anziane. (MR)