I dati presentati ieri dal ministero della
Pubblica sicurezza mostrano un aumento del 6,6 % rispetto
allo scorso anno.
Pechino (AsiaNews/Scmp) - Il numero di "disturbi
all'ordine sociale" in Cina è cresciuto del
6,6 % nel corso dello scorso anno ed ha raggiunto la cifra
totale di 87 mila. Lo ha annunciato ieri il ministero della
Pubblica sicurezza.
Wu Heping, portavoce del dicastero, ha spiegato che il 18,9
% della cifra si riferisce a "crimini che hanno disturbato
l'operato del governo", mentre il 13 % è rappresentato
da "riunioni di massa che hanno colpito l'ordine
sociale". I casi di "provocazione e sollevazione
di problemi" sono cresciuti dell'11,8 %.
Wu non ha però fornito le statistiche
relative al numero di "incontri di massa divenuti un
attacco agli organi di governo", crimine che prevede
una delle pene più severe nel sistema giudiziario
cinese. Proprio questa settimana 11 persone - ritenute colpevoli
di aver attaccato un ufficio petizioni di Yanan, nella provincia
centrale dello Shaanxi - sono state condannate a 4 anni
di reclusione.
Il malcontento popolare in Cina continua
a crescere. Lo scorso anno Zhou Yongkang, ministro della
Pubblica sicurezza, aveva presentato i dati relativi al
2004: le proteste erano aumentate del 28 % in un anno -
toccando quota 74 mila rispetto alle 58 mila del 2003 -
ma hanno avuto una "impennata" rispetto alle 10
mila del 1994.Contadini arrabbiati per la requisizione e
l'ingiusto risarcimento delle loro terre; lavoratori migranti
che chiedono le paghe arretrate; lavoratori di aziende private
o statali che chiedono migliori condizioni di lavoro hanno
contribuito all'aumento delle proteste sociali. Hu Xingdou,
dell'Istituto di tecnologia di Pechino, sostiene che il
grande numero di conflitti è da collegare alla trasformazione
che sta avvenendo nel Paese.
"Se il governo non riesce a gestire
in maniera appropriata i conflitti - dice - il numero potrebbe
aumentare. I rappresentanti del governo non dovrebbero sopprimere
con la forza la popolazione che fa richieste ragionevoli.
Hanno il dovere di ascoltare e rispettare il popolo".
"Tuttavia - aggiunge - ogni cittadino deve sottostare
alla legge e fare le proprie richieste attraverso le vie
legali".
Nel gennaio 2006, 4 agricoltori sono stati
condannati fino a 5 anni di galera per aver preso parte
alla protesta contro l'inquinamento del villaggio Zhejiang,
a Huaxi. In quella manifestazione circa 1.500 poliziotti
e ufficiali del governo si sono scontrati con i 30 mila
abitanti del villaggio, arrabbiati per l'appropriazione
indebita da parte del governo locale delle loro case e fattorie.Il
caso più recente è avvenuto la scorsa settimana,
quando dozzine di
abitanti di Zhongshan (Guangdong), sono stati attaccati
dalla polizia: durante lo scontro, sembra sia morta una
ragazza di 15 anni. La violenza è scoppiata dopo
che 400 abitanti del villaggio hanno occupato una grande
autostrada che unisce la provincia con Pechino in segno
di protesta per il trattamento del governo, che da 10 anni
ignora le loro richieste per un miglior risarcimento delle
terre confiscate.