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Lo Stato
L’attuale concezione dello Stato è ormai bassamente burocratica e materialista,
priva di vere prospettive superiori. E’ sintomatico che la semplice
citazione di “Dio”, in politica, scateni spesso reazioni negative in nome
del “laicismo” e che oggi, il dibattito sulla struttura statale non vada oltre
quello tra i propugnatori del centralismo e i fautori del decentramento
regionalistico. Questa mancanza di una vera Missione superiore porta lo
Stato moderno a prestare attenzione solo ai problemi materiali e a breve
scadenza ai quali si oppongono misure limitate e palliativi, mentre i
grandi problemi storici e decisivi che minacciano i destini di un Popolo
(la denatalità, l’insufficienza energetica, la devastazione ambientale, la
decadenza spirituale e morale, la perdita dell’identità nazionale, la servitù
monetaria con il relativo, crescente debito pubblico conseguente) restano
puntualmente insoluti e si aggravano. Un’altra caratteristica di questo
Stato è quella di essere repressivo coi cittadini comuni e la famiglie, sottoposti
a pressione fiscale crescente e a leggi politiche liberticide ma servizievole
con la unione “europea”, i potentati finanziari, l’imperialismo
americano, ai quali si sacrifica sempre più la sovranità nazionale. Forte
con i deboli e debole con i forti.
Nella concezione forzanovista, invece, lo Stato è qualcosa di più della
semplice somma dei cittadini che al momento lo compongono e deve
incarnare gli interessi e la missione storica del popolo non solo nel presente
ma anche e soprattutto nel futuro, partendo dalle radici della Stirpe
che affondano nel passato: nella tradizione europea, nella filosofia greca,
nella concezione politica romana, nella Fede cristiana. Lo Stato, seppur
composto da uomini, non è un’istituzione esclusivamente umana. Non
è un mistero che, a partire dalle prime grandi Civiltà fino alla rivoluzione
francese e spesso anche oltre, lo Stato era generalmente considerato
come di origine superiore, di “diritto divino”, una istituzione che doveva
tutelare gli interessi e i destini storici del popolo. In altri termini, lo Stato
è qualcosa di più di una semplice istituzione deputata alla gestione della
cosa pubblica. Lo Stato è qualcosa di qualitativamente superiore e necessario,
in quanto risponde alle esigenze derivanti dalla natura sociale
dell’uomo. Lo Stato è l’organizzazione politica della società, l’istituzione
chiamata a garantire la vita ordinata del consorzio civile. Di più, lo Stato
è l’istituzione che deve ordinare al fine la vita del consorzio civile. Un
fine che non è solo terreno (la salvaguardia dell’integrità fisica e morale
del popolo, l’amministrazione della giustizia, l’armonia e la collaborazione
tra le categorie sociali e produttive, la difesa e la promozione degli
interessi nazionali, la repressione della criminalità, la garanzia di condizioni
di vita dignitose per il popolo, ecc.) ma anche celeste, avendo in
vista il destino di eternità riservato agli uomini. Visto così il ruolo dello
Stato assume una dimensione anche sacrale, che lo porta necessariamente
ad agire accanto alla Chiesa avendo entrambe le istituzioni in vista il
bene dell’uomo, considerato sia sotto l’aspetto naturale sia sotto l’aspetto
soprannaturale. Un’azione concorde, dunque, quella che Chiesa e Stato
sono chiamati a condurre, un’azione che nella distinzione ben netta dei
ruoli e delle competenze, persegue lo stesso fine: il bene comune degli
uomini e delle famiglie che compongono la comunità nazionale. E’ chiaro
che, in questa ottica, la corruzione, l’omissione dei propri doveri, la devastazione
ambientale, il favorire la denatalità, l’indebitamento pubblico, la
mano libera lasciata ai “poteri forti” e a pochi “privati” a scapito dell’intera
comunità e del suo futuro vengono a configurarsi non come semplici “errori”
ma veri e propri atti di alto tradimento da trattare come tali.
Naturalmente, questa istituzione statale può strutturarsi in mille modi diversi,
adattandosi a varie esigenze che variano nel tempo e nello spazio.
Senza la pretesa di esaurire la concezione forzanovista dello Stato ci limitiamo
qui a sottolineare alcuni concetti urgenti e fondamentali:
--Sovranità nazionale. Lo Stato ha il dovere di tutelarla contro i poteri
forti e le organizzazioni mondialiste,
--Sovranità energetica, senza la quale il futuro di un popolo è in balia dei
ricatti internazionali.
--Sovranità monetaria realizzata dalla Moneta di Popolo senza indebitarsi
con le grandi banche di emissione che applicano oggi la pratica dell’usura
a popoli e stati. La moneta non deve essere di proprietà della banca
di emissione che la richiede con tanto di interessi allo stato (il quale, a
sua volta, per pagare deve aumentare vertiginosamente le tasse) ma deve
essere proprietà della gente che la usa dandole valore reale, senza creare
inflazione e debito pubblico.
--Sviluppo sostenibile inteso come progresso che rispetta gli equilibri naturali
del nostro ambiente tenendo presente le esigenze di vita e di attività
dei nostri discendenti.
--Struttura corporativa. Lo Stato deve essere composto da corpi sociali
intermedi (famiglia, comunità locali, categorie e professioni del mondo
del lavoro).
--Diritto alla Proprietà. Se il marxismo tenta di cancellare la proprietà, il
liberalismo ha esasperato il “diritto della proprietà” lasciandole totale libertà,
compresa quella di distruggere o fagocitare la proprietà degli altri.
Nella pratica, vedersi espropriare dallo stato o da un altro privato più forte
o da una banca non fa differenza. Il risultato resta comunque la rovina
della piccola e media proprietà, vale a dire della parte più attiva del nostro
popolo. A tutto questo opponiamo “il Diritto ALLA Proprietà” vale a dire
la massima diffusione possibile della proprietà a vantaggio dei singoli e
delle famiglie, sia pure nel contesto della solidarietà nazionale che mette
l’interesse della comunità al di sopra degli interessi egoistici, soprattutto
di quelli transnazionali.
Ovviamente, uno Stato radicalmente diverso da quello attuale richiede
una diversa Costituzione nella quale si fissano i Valori fondamentali e i
limiti entro i quali si potrà svolgere la dinamica politica e sociale. Chiaramente,
in questa Costituzione dovranno essere fissati, fra gli altri, alcuni
elementi per definizione immodificabili da qualsivoglia procedimento
giuridico quali la difesa della Vita umana innocente, senza eccezioni, la
tutela della istituzione della Famiglia naturale, l’adozione del cattolicesimo
come religione di Stato, l’indissolubilità della nostra nazione e la preservazione
del suo carattere cattolico, europeo e romano, la sua missione
storica di irradiare la Civiltà di Roma nel mondo. |