
Quale Europa
L’attuale fase storica spinge e costringe verso un processo di riunificazione
dell’Europa. Nessuno Stato europeo può sperare di competere da solo
sul piano energetico, produttivo, economico e quindi neppure politico e
militare, con i colossi del XXI° secolo come gli Stati Uniti, la umma
islamica, la Cina, ai quali se ne stanno aggiungendo altri come l’India
e l’aspirante blocco panturco. Ma se da una parte la costruzione di una
fortezza Europa appare indispensabile per la salvezza di tutti i suoi popoli,
dall’altra è evidente che l’attuale formula illuministica e massonica
della comunità europea è totalmente negativa. I problemi fondamentali
del continente europeo sono, su scala più vasta, gli stessi che affliggono
l’Italia e che abbiamo già affrontato: intromissione dei “poteri forti”, logica
sterminazionista nemica della Vita (aborto su scala industriale, eutanasia,
manipolazioni genetiche, ecc) denatalità, invasione immigratoria,
occupazione militare e politica americana, distruzione della Famiglia, dilagare
dei prodotti provenienti da potenze concorrenti, servitù monetaria
e conseguente indebitamento, repressione del dissenso interno (incarnata
dal “mandato di cattura europeo”) crisi dello Stato e decadenza culturale
e morale. E’ chiaro che le soluzioni propugnate da FN per l’Italia valgono
in linea generale anche per tutta l’Europa. In questo contesto dobbiamo
aggiungere alcune puntualizzazioni.
--L’Europa che noi vogliamo deve essere fondata sui principi del Cristianesimo,
della tradizione culturale europea, della filosofia greca e della
concezione politica e giuridica romana.
--I confini dell’Europa devono seguire una logica storica, geografica, religiosa,
etnica e culturale che includa tutti i popoli dall’Atlantico alla Russia
(compresa) ma che escluda totalmente tutti i corpi estranei quali la
Turchia e Israele.
--Tali confini devono essere effettivi, vale a dire proteggere i popoli dall’immigrazione
extraeuropea e dal dilagare dei prodotti stranieri.
--L’unità europea deve portare a una compattezza sul piano etnico, culturale
e religioso ma anche giuridico e socioeconomico sotto forma di Stato
sociale di ispirazione cristiana.
Inoltre questa Europa unita che noi auspichiamo deve avere una chiara e
forte politica estera qualificata da alcuni punti fermi fondamentali.
--Il rifiuto di accogliere in Europa corpi estranei quali basi, centrali spionistiche
di tutti i tipi e truppe di occupazione americane.
--La collaborazione con tutti i popoli “europei d’oltremare” come quelli
del meridione del Sudamerica, l’Australia e i Boeri sudafricani.
--La tutela politica e militare delle minoranze cristiane sparse in Asia e
Africa.
--L’appoggio al nazionalismo panarabo di tipo laico (tradizione rivoluzionaria
nasseriana e baathista) in opposizione all’integralismo islamico. Il
primo è un legittimo tentativo degli arabi (inclusi quelli cristiani) nelle ultime
due o tre generazioni di rendersi uniti, liberi e prosperi al di fuori delle
ingerenze dei vari imperialismi mentre il secondo è esso stesso un imperialismo
espansionistico che vede nell’Europa un territorio di conquista.
--L’intervento politico, economico e sociale nel terzo mondo, in particolare
nell’Africa nera, per aiutare i popoli a rendersi autosufficienti nelle
loro necessità fondamentali: alimentari, sanitarie, educative.
Tutto questo implica la costituzione di un Governo e di un esercito europei
attivi e operanti. Fino a che la cosiddetta “Europa” sarà la risultante di
mille contrapposizioni tra nazioni e centri di potere occulti e palesi, sarà
debole e dannosa per i suoi stessi popoli. La vera Europa, per risorgere,
avrà bisogno di un unico centro politico che incarni un Mito trascinante
superiore. Questo potrà avvenire solo con una entità statale per sua natura
“superiore” ai singoli popoli e che offra loro una grande missione storica:
quella di “ordinare” il mondo facendone uno specchio dell’Ordine celeste.
Sarà la riscoperta del Mito imperiale (non imperialista!) di un potere
“consacrato” dall’Alto e radicato in tanti popoli, imparentati, simili e
uniti ma pur sempre distinti e vitali. Sarà l’Impero Europeo delle cento
bandiere.


