
COL POPOLO ITALIANO CONTRO LO SFRUTTAMENTO - Una nuova politica estera
Un’altra minaccia alla nostra sopravvivenza come popolo libero è l’offensiva
speculativa della finanza internazionale cosmopolita. Il pericolo
che si profila è quello di una speculazione finanziaria senza precedenti
capace di devastare l’economia italiana con la complicità di fatto di un
neocomunismo statalista. Entrambi gli elementi, la grande finanza e il
comunismo, sembrano oggi determinati a dissanguare la parte più attiva e
produttiva del popolo. In contrapposizione a questa tenaglia, Forza Nuova
dovrà combattere una dura battaglia imperniata su alcuni punti cardine
come:
--Azione continua contro l’attuale sistema bancario che sta espropriando
gli italiani di tutte la classi sociali, imprenditori e dipendenti.
--Moneta di popolo. Cancellazione di tutti i debiti degli italiani verso le
banche di emissione del denaro, per definizione appartenente alla gente
che lo usa e ne crea il valore.
--Nazionalizzazione e/o Socializzazione della Banca d’Italia, che deve
diventare di proprietà del popolo italiano.
--Prima casa di proprietà per la Famiglia italiana. Abolizione di tutte le
tasse e i debiti che gravano sui proprietari della casa che abitano.
--Inalienabilità della proprietà agricola famigliare, della piccola e media
impresa e della abitazione di famiglia su base ereditaria.
--Reintegro dei legittimi proprietari nel possesso di case, terreni agricoli,
impianti industriali e artigianali, negozi, ecc. espropriati negli anni per
mezzo dell’usura.
--Dare alle categorie del lavoro un’ampia autonomia autogestionale riconoscendone
il ruolo naturale di corpi sociali intermedi.
In opposizione al sistema, Forza Nuova è impegnata a gettare i semi di
una nuova economia italiana fondata sulle Corporazioni, intese come corpi
sociali vivi e operanti, sulla massima distribuzione della proprietà privata
e familiare, sulla eliminazione di ogni debito iniquo. Solo liberando
il nostro popolo dalla schiavitù del denaro-debito sarà possibile instaurare
una vera giustizia sociale. Ma anche un regime di giustizia sociale realizzata
non potrà tutelare il proprio popolo e le sue conquiste sociali senza
una forte politica estera che permetta di resistere alle pressioni e ai ricatti
del mondialismo globalizzatore. Questo a sua volta implica:
--Una ricerca dell’autosufficienza energetica con lo sviluppo e l’applicazione
di fonti alternative di energia che ci affranchino dal ricatto e dal
controllo soffocante delle multinazionali e delle potenze straniere.
--Un serio rafforzamento militare con la creazione di una “forza di dissuasione
strategica” anche nucleare e di una Milizia Popolare radicata
sul territorio, (secondo i modelli, fra gli altri, francese e svizzero). Non
è affatto necessario “superare” le superpotenze sul piano militare. È sufficiente
raggiungere un potenziale difensivo e reattivo tale da rendere
un’eventuale aggressione esterna antieconomica, non pagante in termini
umani, ingestibile in termini politici, quasi suicida e quindi improponibile
in termini militari.
--Una ricerca spregiudicata di nuove alleanze al di fuori della NATO. Non
si vede perché dovremmo accettare la logica americanocentrica e sionista
e non guardare a soluzioni del tutto nuove come a patti politicomilitari
con Russia, Ucraina e altri Paesi nell’ambito di un progetto geopolitico
veramente paneuropeo.


