3) SPIRITO, IDEE, AZIONE - Una dichiarazione universale dei doveri dell' uomo

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Sul piano dei valori e insieme della pratica militante, dobbiamo ribadire
come tutto ciò che è materiale, anche in politica, discende sempre dallo
Spirituale. Una sana disposizione spirituale si esprime in idee razionali
che a loro volta portano ordine anche sul piano pratico, politico e sociale.
Viceversa, quando nella società vediamo guasti politici e umani, possiamo
dedurne che la fonte è una disposizione spirituale malata. Le paure,
gli egoismi, le bramosie smodate di successo e di ricchezza, a livello
spirituale, hanno generato il liberalismo e il capitalismo mondialista che
stanno devastando il mondo. L’odio contro Dio, contro le gerarchie naturali
e la stessa natura dell’uomo ha generato il comunismo marxista, tanto
perverso, nella teoria come nella prassi, da crollare su se stesso, una volta
realizzato, in un processo autodistruttivo che ha dell’emblematico.
Oggi l’Italia è governata da entità politiche che discendono da queste
errate concezioni spirituali. In questo contesto dobbiamo sottolineare la
matrice spirituale massonica e illuminista del sistema attuale che è ormai
imbevuto di una mentalità relativista e giacobina in tutti i suoi apparati ed
esponenti, inclusi quelli che non appartengono a nessuna setta o loggia.
Possiamo dire che oggi, ormai, ogni volta che degli individui costituiscono
un aggregato sociale, tendono a farlo con una mentalità da loggia
mentre in una società ancora sana ci si aggregava con una mentalità da
feudo, da ordine monastico, da legione combattente o da famiglia rurale.
Questa lotta spirituale è in fondo la più importante e il suo campo di
battaglia sono i cuori e le menti. Primi fra tutti: i nostri cuori e le nostre
menti, perché, che ci piaccia o non ci piaccia, noi stessi non possiamo
essere del tutto immuni dall’atmosfera di dissoluzione e decadenza che ci
circonda.
Dalla battaglia spirituale discende quella delle Idee. E qui è indiscutibile
che tutte le diverse entità della sovversione – dai comunisti ai servi fidati
della grande finanza cosmopolita passando per i liberali e radicali abortisti
e i fautori assortiti della sodomia e della droga libera – trovano un’intesa e
un legame storico e strategico comune nell’antifascismo che da fenomeno
politico circoscritto nel tempo e nello spazio, viene elevato a sistema
di idee, a ideologia comune di riferimento di tutti i sovversivi. A dimostrazione
che certi eventi e simboli assumono, al di là della loro valenza
immediata e transitoria, un valore permanente di punti di riferimento simbolici
immortali, quasi di miti, ai quali, inevitabilmente, si contrappongono
riferimenti e miti opposti, così come, da sempre, il buono, il bello,
e il giusto si oppongono inevitabilmente al male, al brutto, all’ingiusto
oggi incarnati dal sistema della dissoluzione. Oggi la categoria dell’antifascismo
costituisce una sorta di summa contro tutto ciò che rimanda alla
concezione tradizionale della vita: creazione, ordine naturale, verità oggettiva,
pietas, società organica, gerarchia, autorità, obbedienza, rispetto,
onore, sacrificio sono principi, valori e concetti che suscitano fastidio, se
non orrore, presso i variegati epigoni dell’antifascismo innalzato a categoria
qualificante tutto ciò che è bene e tutto ciò che è male. Siamo di fronte
al termine che da solo rappresenta il capovolgimento della verità e delle
categorie di bene e male (anche al di là della intenzioni dei protagonisti
storici del fascismo e dell’antifascismo). Se poi vediamo in particolare la
propensione spirituale della componente propriamente marxista del nuovo
regime, non possiamo che notare un triplice, atavico odio istintivo.
Odio per ogni piccolo proprietario, soprattutto se contadino (anche se
di sinistra) perché incarna il maledetto Kulak da annientare come classe
sociale radicata sulla sua terra e parte di una stirpe. Odio per il Sacerdote
(si, persino per quello progressista e “compagno”) perché con la sua sola
presenza ricorda l’esistenza di un Dio che ci ha creati “maschio” e “femmina”,
che ci ordina di procreare secondo natura, di onorare “il Padre e
la Madre” e quindi di restare fedeli alla stirpe. Odio per il Fascista (anche
quando “socialista” e anticapitalista) quello dichiarato e militante, pronto
alla lotta, al sacrificio, al martirio, perché ricorda a tutti che proprio
quando il marxismo sembra aver irreversibilmente conquistato tutta una
nazione, la parte sana del popolo è ancora in tempo a reagire, a stroncare
e annientare la sovversione in uno sforzo finale solo apparentemente
disperato ma in realtà generoso e provvidenziale. Che nessuno illuda se
stesso: questo odio è spiritualmente inestinguibile. Non mancheranno le
occasioni per notarlo.
L’Uomo non è stato creato per vivere come un banale consumatore, un
tubo digerente che risponde solo al proprio egoismo. L’Uomo è stato creato
per assolvere una serie di doveri, per vivere nell’ambito di una famiglia,
di una stirpe, di una cultura, di una comunità di lavoro, di lotta, di storia
e di destino. Assolvendo ai propri doveri verso Dio e verso la comunità,
l’Uomo lascia un segno di se stesso su questa terra e insieme si prepara al
passaggio nell’al di là, al giudizio e alla vita dopo la morte.
Se la morte è la madre di tutte le angosce, l’aspirazione all’immortalità è
la madre di tutte le speranze, gioie e consolazioni. Ma è solo assolvendo
ai propri doveri che si può aspirare all’immortalità spirituale e insieme,
alla continuazione di se stessi in questo mondo attraverso l’eredità genetica
(la procreazione dei figli) e la sopravvivenza morale nel ricordo di altri
uomini. E’ sintomatico che le ideologie della sovversione sfornino periodicamente
elenchi di “diritti umani” peraltro spesso disattesi. Un’operazione
radicalmente rivoluzionaria è invece oggi una solenne proclamazione
universale dei Doveri dell’Uomo. Doveri assolvendo i quali l’Uomo si
realizzerà secondo la propria natura e si renderà veramente libero da ogni
rimorso, dubbio, egoismo. Perché in fondo, questi Doveri fondamentali
sono già scritti da sempre nel cuore umano.
Oggi, un rullo compressore sta per abbattersi su di noi, sulle nostre famiglie,
sulla nostra stirpe, sulla nostra Patria, sulla memoria dei Padri e sul
futuro dei Figli, sulla nostra Fede e sulla nostra cultura. Il popolo al quale
apparteniamo sembra dormire, spossato dopo secoli di storia. Ma una
minoranza veglia nella notte e tiene acceso il fuoco sacro per rischiarare
le tenebre. A questa minoranza è affidata oggi la missione di risvegliare il
popolo. Questa missione è dura, difficile, ingrata? Può darsi. Ma coloro
che pur sentendo questa chiamata, decideranno di rinunciare, verranno un
giorno marchiati a fuoco come vili e traditori. Tutti quelli che combatteranno
perseverando fino alla fine, trionferanno sulla morte raggiungendo
le vette dell’immortalità, davanti a Dio e alla stirpe. E ognuno di loro potrà
dire come l’Eroe omerico Ettore:
“Non voglio morire senza lotta e senza gloria, voglio fare qualcosa di
grande che sia tramandato anche agli uomini che verranno”.

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