In Cina avvengono continui
disastri ambientali nei fiumi, dove finiscono tonnellate
di sostanze nocive. Ma ieri sono stati condannati 9 agricoltori
che ad aprile avevano protestato contro fabbriche inquinanti.
Pechino (AsiaNews/Agenzie) - Condannati
al carcere gli agricoltori che si sono opposti alle fabbriche
che inquinano il loro villaggio. Intanto nei fiumi cinesi
si moltiplicano i disastri ecologici, con versamento accidentale
di tonnellate di gasolio e acido solforico.
Ieri il tribunale della provincia di Zhejiang
ha condannato 9 agricoltori del villaggio di Huaxi che nell'aprile
2005 si sono opposti all'inquinamento di 13 vicini impianti
chimici. Nel 2001 i contadini di Huaxi e di Dongyang erano
stati espropriati delle terre senza avviso, per costruire
le fabbriche. Dopo anni che i raccolti erano inquinati e
la gente si ammalava, oltre 30 mila abitanti hanno protestato,
hanno cacciato i funzionari locali e costruito barricate
per impedire il rifornimento di materiali alle fabbriche.
Nelle prime ore del 10 aprile 2005 oltre 1.500 poliziotti
hanno assalito il villaggio e abbattuto le barricate.
I 9 contadini sono stati condannati per
avere preso parte alle proteste, con pene fino a 5 anni
di carcere che 4 di loro dovranno scontare, al termine di
un processo coperto dalla censura. Alcuni avvocati dei 9,
famosi legali di Pechino, hanno lamentato pressioni per
far loro rinunciare l'incarico. Gli imputati hanno negato
l'accusa di avere causato disordini e hanno denunciato che
hanno subito torture in carcere. Lo scorso dicembre il governo
provinciale dello Zhejiang ha punito 8 funzionari di Dongyang
e Huaxi per non avere "preservato l'armonia sociale".
Intanto si moltiplicano le notizie di gravi
inquinamenti causati da impianti costruiti presso importanti
corsi d'acqua e centri abitati. Lo scorso 5 gennaio nella
città di Gongyi, provincia dell'Henan, il gelo ha
spaccato un oleodotto e 6 tonnellate di gasolio sono finite
nel fiume Yiluo, tributario del Fiume Giallo. Si è
formata una striscia di acqua inquinata lunga 60 km. e oggi
c'è allarme per le forniture idriche della città
di Jining nello Shandong e per i centri abitati lungo il
Fiume Giallo. L'inquinamento raggiungerà il mare
Bohai il 13 gennaio.
Il 6 gennaio nella città di Chongding
dalla fabbrica della Huaqiang Fertiliser oltre 600 tonnellate
di acido solforico sono finite nel fiume Qijiang, tributario
dello Yangtze River, creando una striscia porpora di 300
mt. Per 2 giorni i 30 mila abitanti di Chongding sono rimasti
senz'acqua.
L'8 gennaio si è rovesciata nello
Yangtze River una nave che portava 260 tonnellate di acido
solforico. Si lavora per recuperare i contenitori dell'acido
e per evitare si disperda in acqua. La più vicina
conduttura d'acqua potabile è ad appena 800 mt. dal
luogo dell'incidente.
Il 4 gennaio da una fabbrica nella città
di Zhuzhou è finito nel fiume Xiangjiang, tributario
dello Yangtze, abbastanza cadmio da inquinare oltre 100
km. del fiume, superando di 80 volte il limite di sicurezza.
Ieri a
Changsha, capitale dell'Hunan, la concentrazione della sostanza
era ancora il doppio del limite consentito. Secondo fonti
ufficiali, ci vorranno oltre 26,6 miliardi di yuan (oltre
3 miliardi di dollari Usa) e 5 anni per pulire
il fiume Songhua, inquinato a novembre 2005 da tonnellate
di benzene.
La frequenza degli incidenti mostra, secondo
gli esperti, che il boom economico cinese è avvenuto
senza considerare simili rischi e che appare ora complesso
e non agevole riallocare gli impianti produttivi. (PB)