Il Piemonte rosso tassa
i cittadini per aiutare i trans.
Grazie a Mercedes Bresso, chiunque voglia cambiar sesso,
può farlo in Piemonte, con assistenza di ottimo livello,
grandi luminari della medicina, tecnologie avanzatissime,
tanto il conto lo paga Pantalone.
Non è vero che chiunque vinca non
cambierà niente.
L’esempio paradigmatico proviene dal Piemonte, regione
passata nelle mani del sinistra-centro.
Ebbene, il 25 maggio 2005, un mese dopo le elezioni, una
delle prime iniziative della Regione divenuta rossa è
stata quella di far pagare ai contribuenti la transgressività.
Grazie a Mercedes Bresso, chiunque voglia cambiar sesso,
può farlo in Piemonte, con assistenza di ottimo livello,
grandi luminari della medicina, tecnologie avanzatissime,
tanto il conto lo paga Pantalone.
Presso l’ospedale delle Molinette, in collaborazione
con l’Università di Torino, è stato,
infatti, creato il Centro interdipartimentale disturbi identità
di genere, CidiGeM, che, nonostante le troppe parole, significa
semplicemente: cambiamento del sesso per chi ha problemi
mentali.
La questione - va rimarcato - non attiene ovviamente alle
opzioni sessuali, più o meno sane o patologiche,
che ogni cittadino è libero di prescegliere, riguardando,
invece, la liceità della tassazione, ora aggravata,
in Piemonte, anche dalla pubblica assistenza, all’agognato
cambiamento di sesso.
Il sinistra-centro non ha badato ai costi: il progetto sanitario,
ad uso e consumo dei soli transessuali, vede la collaborazione
dell’istituto di Urologia 2, diretta dal professor
Dario Fontana; dell’istituto di Endocrinologia e malattie
metaboliche, diretto dal professor Ezio Ghigo; dell’istituto
di psichiatria 1, direttore professor Filippo Bogetto.
Da notare di passaggio che i costi della Regione aumenteranno
in maniera esponenziale, per l'implicito effetto domino:
dovranno essere costruiti nuovi ambulatori, bagni, corsie.
Al momento, sono stati eseguiti soltanto interventi chirurgici
da maschio a femmina, ma le aspiranti al percorso contrario,
appresa la buona nuova del servizio gratuito, sono già
numerose.
Per anni, i magistrati di prima pagina ci hanno epicamente
ricordato il loro stoico impegno nel controllo di legalità.
Ebbene, se c'è un giudice a Torino, che dirimi almeno
la seguente dicotomia: se è vero che esiste - anche
se a lungo disattesa - la legge del 1982, che autorizza
i passaggi di sesso a spese del contribuente, è altrettanto
vero che vige una norma opposta, che vieta interventi in
assenza di malformazioni o patologie.
Come la mettiamo?