PECHINO - Sedici suore cinesi sono state
picchiate a sangue da un gruppo di teppisti. L'episodio
è avvenuto il 23 novembre ma la notizia è
stata diffusa solo oggi, dopo la manifestazione che ha portato
in piazza centinaia di fedeli della diocesi di Xian per
chiedere giustizia. Tutte le religiose, della congregazione
delle Francescane missionarie del Sacro Cuore, sono ricoverate
all'ospedale, una di loro ha perso la vista e un'altra è
in gravi condizioni. La sera del 23, secondo quanto riferito
dall'agenzia AsiaNews del Pontificio istituto per le missioni,
stavano cercando di impedire la demolizione di una scuola
che appartiene alla diocesi e che il governo della città
ha venduto a un'azienda.
NESSUNA NOTIZIA - Da diversi giorni le
suore stavano facendo un sit in nell'edificio scolastico
vuoto. Ma quella sera qualcosa è andato diversamente:
un gruppo di giovani picchiatori è entrato e le ha
colpite ripetutamente. Il governo ha stabilito il blackout
di notizie sulla vicenda e non ha ancora preso una posizione
in merito, ma la notizia è trapelata comunque su
alcuni siti cattolici cinesi. Il sospetto di alcuni è
che il gruppo di «picchiatori» non abbia agito
spontaneamente, ma per conto dell'azienda proprietaria dello
stabile, o addirittura per conto del governo.
EDIFICI REQUISITI - In passato il palazzo
ospitava una scuola elementare tenuta dalle suore. Con Mao
Zedong tutte le scuole erano state nazionalizzate e gli
edifici requisiti. Anche la Scuola del Rosario divenne quindi
una scuola statale. Negli anni '80, dopo la «rivoluzione
culturale», il governo cinese ha stabilito la restituzione
ai legittimi proprietari di tutti gli edifici requisiti
durante il maoismo. Ma tuttora molti edifici appartenenti
alla Chiesa restano saldamente nella mani del partito. Gesto
che il governo giustifica per la loro funzione «sociale».
Proprio per questo la sede della Scuola del Rosario non
è mai stata restituita alla diocesi di Xian. Ora
la scuola è stata sistemata in un'altra sede e l'edificio
originario era rimasto a lungo abbandonato. Per questo la
diocesi, e le coraggiose suore, chiedevano di poterlo utilizzare
in modo più proficuo. Una richiesta pacifica, finita
nel sangue.