Oltre 300 militanti forzanovisti per le strade di Piacenza


Oltre 300 i militanti diForza Nuova arrivati in città. Corteo con slogan, bandiere con croci celtiche e inno nazionale. «No all'immigrazione e all'aborto» Fiore alla Cdl: cambiate politica. Ordine pubblico, nessun problema ( Autore: Gianfranco Salvatori).

Per la prima volta, la destra radicale e neofascista ha manifestato a Piacenza. I militanti di Forza Nuova, ieri - circa 400 secondo gli organizzatori, tra i 200 e i 300 secondo le Forze dell'Ordine - sono sfilati da piazzale Roma fino ai Giardini Margherita per ascoltare il loro segretario nazionale Roberto Fiore sui delicati temi di immigrazione,criminalità, degrado e rilancio dell'identità nazionale. Imponente il servizio d'ordine delle forze di polizia - circa 150 gli agenti e i carabinieri presenti oltre alla polizia municipale - che ha evitato ogni
possibile problema di ordine pubblico. Un servizio ben gestito, che non ha lasciato spazio ad alcuna forma di intolleranza o di violenza, considerando che si svolgevano contemporaneamente due manifestazioni di segno opposto.
Magliette nere, teste rasate, croci celtiche, ma anche tante bandiere italiane, si sono radunate verso le 16 in piazzale Roma. Guidati dagli organizzatori piacentini - i segretario di Forza Nuova, Massimo Mazzocchi,il leader del Fronte d'Azione, Maurizio Callegari, quello di Alternativa sociale, Nicola Ferrarese e Paolo Zioni, di Avanguardia giovanile - il lungo corteo si è mosso verso i giardini, accompagnato dalla polizia. Fiore, appena arrivato, è stato circondato dai giornalisti: «Sono qui per manifestare contro l'immigrazione selvaggia e clandestina, che va bloccata perché provoca problemi all'Italia e agli stessi immigrati. Gli stranieri
vanno aiutati a casa loro.L'immigrazione degli islamici, poi, crea anche un problema di ordine pubblico e quella degli albanesi porta molta criminalità ». Non è vero ha detto Fiore che i giovani siano tutti di sinistra «e oggi noto un grande ritorno ai valori di Dio, patria e famiglia. La riscoperta dei valori cristiani e della famiglia. Vogliamo salvaguardare i valori dei popoli europei». La politica del centrodestra su sicurezza e immigrazione è stata «fallimentare, regolarizzando in una anno e mezzo 2,5 milioni di immigrati ». Ma anche il centrosinistra è nel mirino: «E' fallita
anche la loro politica dell'integrazione. Dico no al voto agli immigrati. Il centrosinistra vuole fare dell'Italia un Paese multiculturale, di meticciato, come ha riconosciuto anche la seconda carica dello Stato, Marcello Pera». Bordate anche contro il sistema bancario e Bankitalia e la Cina. «Proponiamo l'embargo totale, perché è un problema etico: fanno lavorare a costo zero venti milioni di schiavi detenuti nelle prigioni». Contro Bankitalia - «gestita dalle altre banche» - Fiore ha ricordato dal palco come anche il capo dello Stato, Car lo Azeglio Ciampi, abbia sottolineato che solo le banche hanno fatto profitti «sì, ma con l'usura e il sangue degli italiani». Strenua la difesa dell'aborto. Il vice segretario Gianni Correggiari ha chiesto ai "camerati" di gridare "presente"
«ai 5 milioni di italiani vittime dell'aborto». E la piazza
ha risposto. Soddisfatti i dirigenti locali di Forza Nuova che hanno già annunciato altre manifestazioni. Il corteo, composto da molti ragazzi provenienti da Pavia,Trieste, Verona, Lodi e altre città, si è snodato tra slogan (contro l'immigrazione la gioventù si scaglia,boia chi molla è il grido di battaglia»), braccia
tese e l'inno diMameli cantato da tutti i partecipanti. Al termine della manifestazione, infine, un gruppo di persone che avevano partecipato alla manifestazione antifascista si è mosso per protestare davanti alla questura contro l'autorizzazione data a Forza Nuova. Anche in questo caso, non sono avvenuti incidenti.

Spray sui vetri perché esponeva un manifesto Oscenità alla coiffeuse C'è, per fortuna,soltanto una "vittima" nello scontro ideologico tra fascismo e comunismo. Tiziana Zangrandi, coiffeuse in via Roma, ieri mattina si è ritrovata la vetrina con un disegno osceno e a terra volantini contro la marcia di Forza Nuova. Lei aveva esposto il manifesto del corteo.
«Non siamo più padroni di pensarla come vogliamo - ha detto Zangrandi - se non si può attaccare un manifestino. Avevo già attaccato altre volte dei volantini e non era accaduto nulla. Speriamo di non dover cambiare il vetro».
Presidio antifascista al Dolmen, Prc egemone W la Resistenza e il manifesto che la "oscura"

DI SANDRO PASQUALI
C'è una grossa novità. Da ieri pomeriggio pare ufficialmente sancito, almeno dagli esponenti dell'«orgoglio comunista» (una settantina circa, con verdi e pacifisti, che poi sono la stessa cosa e che hanno costituito il nerbo portante della manifestazione "antimarcia" di via Roma, in presidio presso l'aiuola del Dolmen), che il vero monumento alla Resistenza, d'ora in avanti, non sarà più quello di pietra eretto alla memoria dei partigiani 30 anni fa, bensì il cartellone pubblicitario delle "opere del regime" della Giunta Reggi, che gli è stato oltraggiosamente piazzato davanti. E che ieri ha fatto invece da efficace supporto a cartelli, bandiere, frasi antinaziste, facce di Che Guevara come se piovesse, falce e m a r t e l l o , stelle rosse della rivoluzione (persino appuntate alla giacca dell'assessore Ferdinando Tribi). Il tutto con la colonna sonora di "Bella ciao","Fischia il vento, urla la bufera", nenie andine, flauti tibetani,giovani con capelli acconciati a "rasta", magliette di disobbedienti tatuati in toto, con scritte "Fuck Autority". Che significando "vaffan.. all'autorità", non suonava troppo bene, all'indirizzo della massiccia presenza delle forze dell'ordine ( p o l i z i a , guardia di Finanza) che tenevano tutto sotto controllo a dis t a n z a ravvicinata.
Ma il concetto della "sostituzione" del monumento con il manifesto, per quanto sorprendente, è meno peregrino di quanto possa apparire. L'aveva detto infatti il presidente Anpi, Mario Cravedi, nei giorni scorsi. Che pur stigmatizzando l'inopportunità della collocazione a "impallare" il Dolmen, si augurava che non venisse tolto almeno fino a sabato, per farne appunto l'uso che ne è stato fatto. E ieri nel suo discorso ufficiale Cravedi ha ribadito il concetto, facendoci (a noi di Cronaca) persino l'onore di una citazione pubblica che non ci aspettavamo. «C'è un giornale a Piacenza - ha detto l'onorevole Cravedi, per parare maldestramente il fondoschiena agli autori della gaffe - che si è accorto del monumento alla Resistenza, solo ora che un bizzarro architetto ("io non l'avrei fatto", ha aggiunto) gli ha piazzato davanti un cartellone pubblicitario del Comune». «Quindi benvengano altri manifesti così - ha inopportunamente aggiunto - se serviranno ad evocare lo spirito della Resistenza ». Lasciandosi poi andare a citazioni "naif" di Brecht e di
Hemingway. Laddove quest'ultimo scriveva, secondo Cravedi, che "la guerra è una gran put..". Dimenticandosi però, Cravedi, di aggiungere, che il vecchio Ernest (con la coerenza di tanti pacifisti di oggi) faceva tutte le guerre possibili, persino da volontario, e quando non ve n'erano in atto, andava a sterminare con i suoi Winchester la fauna africana, tanto per tenersi in
esercizio. Questo per dire la credibilità dell'esempio citato. Ma a dar manforte a Cravedi ci ha pensato ufficialmente Nando Mainardi, segretario provinciale di Rifondazione Comunista (vero "padrone" della manifestazione ed unico partito presente al gran completo in tutte le sue componenti, comunali, provinciali e persino regionali. Contro le larghe defezioni di tutti gli altri schieramenti dell'Unione, Ds e Margherita compresi; oltre alla vistosa assenza del sindaco Reggi e del presidente provinciale Boiardi): «Siamo venuti qui - ci ha detto infatti Mainardi, rispondendo a una nostra domanda - per dire che rifiutiamo l'idea della delirante marcia antiimmigrazione di via Roma. E per quanto riguarda la plancia davanti al monumento, dico che ci voleva. Fin tanto che resterà sarà il luogo dove tutti gli antifascisti potranno scrivere il loro pensiero».