Cina, libertà altro che affari
«Il governo, attraverso alcune leggi, sta smantellando
certe garanzie religiose ed educative negando ai cattolici
e ai protestanti la facoltà di dirigere le proprie
scuole. Una deriva ateistica che resuscita antichi fantasmi»
Di Zen Ze-Kiun
Tanti cinesi, prima di aver occasione di conoscere il cristianismo,
hanno conosciuto 1'ateismo postcristiano. Fortunatamente
questo non è tutta la storia. II Dio dei cristiani
non è andato in vacanze e i suoi seguaci, i missionari
di ogni nazionalità vennero a portare ai cinesi il
vero cristianismo, testimoniato dalla loro carità
più che dalla loro predicazione, ed i cinesi credettero
i messaggeri ed accettarono il messaggio fino a testimoniarlo
a loro volta con la vita.
Mentre la bufera comunista imperversava in Cina, ignota
al resto del mondo, e mentre il partito si arrogava ogni
diritto su ogni persona, a Hong Kong un'altra popolazione
cinese viveva tranquilla all'ombra del regime coloniale
Britannico. Era gente fuggita dalla Cina, che con la loro
laboriosità, abbinata alla esperienza amministrativa
degli ufficiali coloniali, hanno fatto di questa città
la perla dell'Oriente.
La Chiesa ha avuto la sua parte rilevante in questa felice
storia. I missionari, espulsi dalla Cina, si fermarono a
servire i rifugiati provvedendo 1'educazione e i servizi
sociali che allora il governo non era in grado di provvedere
adeguatamente. La gente godeva tutte le liberta, anche se
in un regime coloniale, nessuno sognava di conquistare la
democrazia.
Ma ad un certo punto si prospettò 1'impensabile,
l'assurdo: mentre tante nazioni si liberavano dal comunismo,
Hong Kong doveva cadere pacificamente sotto il dominio comunista.
Si, 1'isola e il retroterra di Hong Kong sono stati presi
con la forza dai Britannici e presto o tardi, dovevano ritornare
sotto la sovranità della Cina, ma la Cina del 1997
è sotto la dittatura del comunismo. Per alleviare
le paure della popolazione e della gente che investe capitali
su Hong Kong Deng Xiao Ping inventò la formula magica
«un paese, due sistemi», Hong Kong può
mantenere il suo sistema capitalista pur essendo ormai una
parte integrante della Repubblica Popolare Cinese.
Ciò non ha eliminato del tutto le paure, specialmente
dopo l'inciden te di piazza Tiananmen nell'estate 1989.
L'ultimo Governatore Britannico, Chris Pattern, cattolico
praticante, ha cercato di costruire una struttura quasi
democratica, ma era troppo tardi. Allo scoccare del 1°
luglio 1997, essa fu subito smantellata e il potere venne
messo nelle mani di un gruppo di persone amiche di Pechino.
Si istituì una strana alleanza tra i potenti di Pechino
e i ricchi capitalisti di Hong Kong. Rivedendo questi quasi
10 anni dopo il passaggio, si constata la formazione di
una nuova cultura: di adulazione dei potenti e l'oppressione
dei deboli.
Qualcuno accusa la Chiesa di essere stata alleata del regime
coloniale e di essere diventata oppositrice dell'attuale
governo per partito preso. Non c'è niente di più
falso. La realtà è che il governo coloniale,
pur non democratico, era controllato da una democrazia in
patria, e pur essendo strettamente non confessionale, rappresentava
una nazione di cultura cristiana. Interessi comuni rendevano
naturale una collaborazione che, però, non poteva
essere sospetta di favoritismo da parte del governo ne di
asservimento da parte della Chiesa.
Dopo il passaggio del 1 luglio 1997, una serie di ingiustizie
perpetrate o intentate dal governo contro il popolo ha obbligato
la Chiesa a esporsi a favore dei deboli, a essere la voce
di quelli che non hanno voce. La litania delle ingiustizie
può essere molto lunga ma mi concentro sui seguenti
casi:
1. Il governo provvisorio subito dopo il 1 luglio 1997 ha
abolito certe leggi passate poco prima del 1 luglio 1997
a favore degli operai;
2. ha risuscitato invece certe leggi, restrittive delle
liberta civili, già da tempo in disuso e abolite
poco prima dal passaggio (p.es.: il diritto di assemblea,
di proteste).
3. Il governo ha ristretto il diritto di riunione familiare,
cioè il diritto dei figli di residenti a Hong Kong
nati sul continente di vivere a Hong Kong, un diritto riconosciuto
da convenzioni internazionali e anche chiaramente espresso
nella Costituzione;
4 . Centinaia di ragazzi senza carta di identità
(solo con il permesso provvisorio di soggiorno, ma che però
dura per 3 o 4 anni), sono stati privati del diritto di
andare a scuola, non solo offendendo il loro diritto di
imparare, ma causando anche profonde sofferenze psicologiche
a quei ragazzi che si sentono abbandonati dalla società.
5. Con una serie di finte consultazioni, il Governo ha fatto
passare nell'anno 2004, una nuova legge educativa (che entrerà
pienamente in vigore nell'anno 2010), con la quale si negherà
alla Chiesa cattolica e ai protestanti, il vero potere di
dirigere le proprie scuole.
Tra i diritti umani certamente figura in primo posto la
libertà religiosa. Su questo, intendendo lo stretto
esercizio della nostra fede, non abbiamo niente da lamentarci
a Hong Kong. Ma oltre il confine tra Hong Kong e il resto
alla Cina è tutt'un'altra cosa. La libertà
religiosa che è sancita dalle costituzioni è
praticamente amministrata dagli ufficiali del governo che
sono convinti seguaci dell'ateismo.