PAROLE CHIARE SULLA PILLOLA ABORTIVA RU 486

 

L'Assessore alla Sanità della Regione Liguria, Claudio Montaldo, ha annunciato che presto emetterà le direttive per la distribuzione, nelle A.S.L. liguri, della pillola abortiva RU 486. La decisione è stata approvata da DS, PdCI, Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, Verdi e parte della Margherita.
La sperimentazione in Italia di questo farmaco (presso l'Ospedale S.Anna di Torino) aveva già sollevato polemiche nell'opinione pubblica e riserve, poi rientrate, da parte del Ministero della Sanità. Ma chi governa la Liguria, la regione più vecchia e meno prolifica d'Italia, ha pensato bene che non c'era tempo da perdere per rendere più facile l'aborto. Basta una pillola e l'embrione non c'è più. Un sistema, quello dell'aborto chimico, che rischia di banalizzare una decisione ed un atto che, in realtà, presentano gravi implicazioni mediche e morali.
Intanto l'impiego della RU 486 non è poi così immune da rischi come vorrebbero farci credere.
Negli USA, dove il farmaco è in uso da anni, esistono numerose denunce per infezioni batteriche, emorragie gravi, dolori addominali intensi e prolungati, nonché cinque casi di morte.
E comunque va detto francamente che il problema non sta nell'ammettere o meno questo nuovo metodo abortivo.
La questione vera è se l'aborto in sé va ammesso o no. E' bene che si dica chiaramente che la legislazione attualmente in vigore in Italia è contraddittoria.
Da una parte vi è una legge sulla fecondazione assistita (confermata da un referendum popolare) che vieta la distruzione degli embrioni fecondati, dall'altrase ne consente l'uccisione con la legge 194 che legittima l'aborto.
Forse pochi sanno che dietro a questa fantastica pillola vi è addirittura l'ONU che, nel lontano 1972, emanò un documento in cui si riteneva di particolare interesse l'impiego di un farmaco per uso orale per l'aborto "sicuro",
farmaco meritevole di alta priorità internazionale per il controllo delle nascite.
Alcune ditte farmaceutiche del gruppo Rockefeller accolsero con zelo l'appello dell'ONU fino a che il Prof. Etienne Emile Baulieu (israelita) per primo ideò, in Francia, la RU 486.
In Europa, solo in Portogallo, Irlanda e Grecia la pillola abortiva non è ammessa. L'Italia, invece, sembra volersi aggregare a Francia, Inghilterra, Germania, Austria e Spagna.
E' necessario mobilitarsi per combattere la battaglia della vita contro la cultura della morte che centri di potere più o meno occulti diffondono con ampia disponibilità di mezzi.
Bisogna fermarli!!!
Non facciamoci intrappolare nei bizantinismi del pillola si, pillola no. Trasmettere la vita è uno dei doni e dei poteri più grandi che gli uomini e le donne hanno.
Non lo si può e non lo si deve fermare con una pillola e nemmeno con un ferro chirurgico.

 

Antonio Gatti ( FN Sanità)