L'AVVERTIMENTO DALLA LIGURIA
«Questo è solo l'assaggio di
quel che accadrà...». Parola dell'Unione.
La Regione Liguria ha dato il via al percorso che porterà
ai Pacs, inserendo le unioni di fatto nella legge che stabilisce
a chi garantire diritti, e danari, in tema di servizi sociali
e sociosanitari…
Ancora un esplicito ammonimento per i cattolici che militano
e appoggiano l'UNIONE.
Unioni di fatto, la Liguria verso il sì.
Ma dopo l'approvazione dell'articolo del disegno di legge,
le lacerazioni e le contraddizioni all'interno della maggioranza
centrosinistra si fanno sempre più evidenti. Da un
lato i "mal di pancia" di Udeur e Margherita,
già fiaccati dal voto chiesto tempo fa sulla pillola
abortiva, dall'altro i Ds e Rifondazione comunista, che
invece esultano per il successo ottenuto in aula. «La
proposta della giunta Burlando è frutto di un compromesso
con Rifondazione comunista - ha detto il capogruppo di Forza
Italia in Consiglio regionale Luigi Morgilo -. La Margherita
e l'Udeur hanno dovuto subire il ricatto dei neocomunisti.
Questo è il prezzo che bisognava pagare a Rifondazione».
Ancora più duro Franco Orsi, consigliere regionale
di Forza Italia, che aggiunge: «Il centrosinistra,
per questioni elettorali, è ostaggio di Rifondazione
che ha preteso di mandare avanti questo disegno di legge».
Un'ipotesi che avrebbe una sua concretezza. Secondo alcuni
organi di stampa, infatti, dopo il passaggio in Liguria
della legge sulle unioni di fatto, esponenti di Ds, Verdi
e Rifondazione avrebbero sibilato all'indirizzo dei colleghi
Margherita: «Questo è solo l'assaggio di quel
che accadrà se l'Unione vincerà le elezioni».
Avvenire 16 marzo 2006
Liguria come la Puglia: soldi e diritti alle
coppie gay
Come la Puglia, anzi meglio. Fra l’imbarazzo rabbioso
dell’Udeur («ce l’hanno fatta sotto il
naso») e le esternazioni gioiose di Rifondazione comunista
(«gliel’abbiamo fatta sotto il naso»),
Claudio Burlando il governatore ligure, Ds, ha superato
il maestro Nichi Vendola, Prc: la Regione Liguria ha dato
il via al percorso che porterà ai Pacs, inserendo
le unioni di fatto nella legge che stabilisce a chi garantire
diritti, e danari, in tema di servizi sociali e sociosanitari.
Aveva detto la Margherita che figurarsi, le unioni di fatto
non sarebbero mai passate. E invece eccole lì.
Titolo I «Norme generali», articolo 23 comma
5: «Gli interventi e i servizi destinati alla famiglia
sono estesi ai nuclei di persone legate da vincoli di parentela,
affinità, adozione, tutela e da altri vincoli solidaristici,
purché aventi una convivenza abituale e continuativa
e dimora nello stesso Comune».
Tradotto: i principi della normativa che mette in ballo
qualcosa come 150 milioni di euro valgono per tutti. Famiglie
tradizionali, unioni definite da legami di parentela o di
adozione, ma anche per gli altri «vincoli solidaristici»,
nessuno escluso. Basta un Marco Nesci di Rifondazione gongolante
per capire la portata dell’evento: «È
il riconoscimento dei diritti civili e sociali delle coppie
conviventi, indipendentemente dal sesso della coppia. È
un momento storico, perché lo Stato non potrà
che prendere atto». Come in Puglia, ma un po’
più «liberi». La legge varata da Vendola
infatti specifica che per «convivenza abituale e continuativa»
si intende quella che perduri da almeno due anni. «Noi
facciamo un passo avanti - sorride la sinistra -, perché
noi quel limite non lo abbiamo inserito». Tutta colpa
di un emendamento spuntato guarda caso all’ultimo
e del gioco sporco dei Ds, lamentano ora Udeur e Gente della
Liguria, la lista civica che Burlando creò per acchiappare
anche i voti dei moderati e che non a caso affidò
all’ex assessore del centrodestra Giovanni Battista
Pittaluga. Il testo come lo avevano visto loro, il centro
del centrosinistra, non faceva accenno alle coppie di fatto,
ma solo alla famiglia tradizionale. Potenza della distrazione:
in Commissione a votare loro non c’erano, «avevamo
dato la delega ai Ds». Vatti a fidare. La brutta notizia
gliel’ha data il capogruppo di Forza Italia Luigi
Morgillo, che ieri li ha chiamati domandando se Clemente
Mastella si fosse ammattito o se loro avessero deciso in
solitudine il sì ai Pacs.
Adesso promettono battaglia, quando il testo arriverà
in consiglio regionale e loro faranno appello ai moderati
della Margherita. C’è da credere che Ds, Verdi
e Rifondazione passeranno volentieri sul loro corpo. L’hanno
già messa così: «Questo è solo
un assaggio di quel che accadrà se l’Unione
vincerà le elezioni». E se lo dicono loro.