In Italia, quando accade un eclatante incidente sul lavoro ( es. Thyssen Group di Torino) tutti piangono lacrime di coccodrillo e da ogni pulpito ufficiale si grida “vergogna!”.
FORZA NUOVA ritiene che la tutela dei lavoratori debba
essere interesse primario di Stato. Ogni anno si registrano quasi un milione
di infortunati sul lavoro ed oltre mille morti.
Politici e sindacalisti mentono affermando che "feriti e morti sul lavoro
statisticamente vi sono sempre stati ed il fenomeno è in regresso".
Attualmente il numero di Ispettori del lavoro e tecnici nazionale,
anche con i recenti concorsi, è di circa 3000 unità da cui, naturalmente, occorre sottrarre tutti gli Ispettori imboscati al Ministero e/o distaccati per compiacenze clientelari.
Occorre tener presente che l'organico amministrativo del Ministero del Lavoro è carente di funzionari amministrativi nonispettivi, per cui in molti uffici, soprattutto al Nord Italia, gliIspettori devono svolgere anche incarichi amministrativi.
La stragrande maggioranza del personale amministrativo del Ministero
del Lavoro, poi, è formato da persone assunte SENZA UN SERIO CONCORSO
PUBBLICO con la legge 285/77 (cd. legge per l'occupazione giovanile).
In pratica, chiunque fosse risultato in graduatoria per un qualsiasi
motivo nelle liste del collocamento prima di una certa data del 1978
veniva assorbito dalla pubblica amministrazione a prescindere da
qualsiasi capacità tecnica.
La stragrande maggioranza delle persone assorbite all'epoca hanno fatto carriera e sono divenuti Ispettori del lavoro ed Ispettori tecnici.
Chi ha partecipato agli ultimi concorsi da Ispettore del lavoro e da
Ispettore tecnico ha constatato che occorre una laurea in
giurisprudenza o in ingegneria per sperare di vincere il concorso.
Con la legge 285/77, invece, è stato sufficiente un diploma di perito
industriale, di ragioniere, o di geometra per divenire SENZA UN SERIO
CONCORSO Ispettori del lavoro ed Ispettori tecnici.
Tali Ispettori tecnici, SENZA LAUREA, si trovano a controllare ingegneri plurilaureati e titolati delle grandi ditte che sono, com'è ovvio, particolarmente qualificati, con quale risultato è facile indovinare.
Il più delle volte i suddetti Ispettori tecnici PRIVI DI LAUREA, si
limitano ad irrogare sanzioni banali imparate a memoria nel corso degli anni e che non comportano rischi di contestazioni tecnico-giuridiche: assenza di balaustre che coprono i "vuoti",mancanza di coperture alla molazza , assenza di scale idonee, ecc..
E' evidente che le ditte non si sogneranno mai di contestare sanzioni
che al più comportano il pagamento di € 258,00 cadauna. Le ditte contestate, infatti, sanno benissimo che la suddetta somma è un "pedaggio" da pagare per evitare più approfonditi e seri accertamenti sulla sicurezza che comporterebbero sanzioni ben più gravi.
Le ditte sanno, poi, che una volta ispezionate, stante la carenza di
Ispettori adeguatamente preparati - anche con le attuali immissioni in
ruolo derivanti dai recenti concorsi – non saranno di nuovo ispezionate prima di alcuni anni.
Da quanto sopra si evince chiaramente che il primo problema è
l'organico degli Ispettori tecnici e del lavoro del Ministero del
lavoro.
Non è serio né credibile che meno di 3000 persone possano controllare
due milioni di ditte.
IL PROBLEMA, QUINDI, NON SONO LE LEGGI - VE NE SONO PIU' CHE A
SUFFICIENZA - MA I CONTROLLI CHE, PER ESSERE PIU' FREQUENTI, DEVONO
COMPORTARE L'INDIZIONE DI CONCORSI PER ASSUMERE COMPETENTI ISPETTORI
TECNICI E DEL LAVORO.
E’ inoltre assurdo che in Italia vi sia un numero altissimo di enti previdenziali ed assistenziali ognuno dei quali idoneo ad assumere Ispettori che possano recuperare contributi e premi(INPS, INAIL, INPDAP, IPSEMA ENPALS, INPDAP, EMPAM, IPOST, ECC.).
In tutti gli altri paesi civile esiste un solo ente che provvede ad
effettuare i pagamenti delle prestazioni e a recuperare contributi e
premi.
Ogni ente provvede per compartimenti stagni senza rapportarsi agli
altri e senza il minimo coordinamento.
Può capitare- e purtroppo è capitato spesso e di frequente - che
un'impresa è stata "assaltata" da più controlli di seguito: Ministero
del lavoro, INPS, INAIL, ENPALS, ASL , Vigili del fuoco, Carabinieri,
Guardia di finanza , Agenzia delle Entrate.
Tali controlli, è a tutti evidente, sono vessatori oltre che dispersivi.
E'evidente che, se vi fosse un unico ente, sarebbe possibile ridurre il numero di controlli per azienda in modo tale da poter ispezionare più aziende.
Con il sistema informatico un ispettore potrebbe già in sede di
accesso ispettivo verificare se l'azienda è in regola con il pagamento
di contributi e premi assicurativi.
Attualmente questo non è possibile perché l'INPS ha una sua banca
dati, l'Inail ne ha un'altra, l'Enpals un'altra ancora.
La conseguenza è che l'ispettore di ogni ente, se, per eccesso di
zelo, intende accertare le carenze di competenza di altri enti, dovrà
comunicare agli altri enti il proprio verbale e gli altri enti
DOVRANNO PREDISPORRE NUOVO VERBALE SE NON ADDIRITTURA UN NUOVO ACCESSO
ISPETTIVO!
PER INCREMENTARE E RENDERE PIU' EFFICACI I CONTROLLI BISOGNA FAR
SPARIRE L'ENORME NUMERO DI ENTI PARASTATALI IL CUI UNICO COMPITO E
COMPLICARE LA VITA DELLE IMPRESE, OLTRE CHE MANTENERE INUTILI E
PARASSITARIE CLIENTELE SINDACALI PRESENTI IN CONSISTENTE NUMERO IN
TUTTI I CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE DEI VARI ENTI OVE SI RICEVONO
CONSISTENTI GETTONI DI PRESENZA.
Infine, con l'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale l'art. 14,
terzo comma, lettera f) della legge n. 833 del 1978 ha previsto che
tutti i controlli inerenti la sicurezza sul lavoro siano demandati in
via esclusiva alle Aziende Sanitarie Locali.
Per quanto attiene la medicina del lavoro non si discute la
competenza per materia delle ASL, ma non si comprende la scelta del
legislatore del 1978 nell'affidare alle ASL tutta la prevenzione
rischi ed infortuni per cui occorre una competenza specialistica di
Ingegneri e non di medici. La conseguenza è stata che, dominando com'è logico nelle ASL la dirigenza medica, la stessa si è totalmente disinteressata dei
problemi inerenti la sicurezza sul lavoro.
Per ovviare alle carenze ispettive delle ASL in settori
particolarmente a rischio - come in edilizia - è stato emanato il
D.P.C.M. 14.10.1997 che ha di nuovo consentito alla Direzione
provinciale del lavoro di effettuare ispezioni tecniche ai cantieri in
edilizia previa informazione al servizio prevenzione ed infortuni
della A.S.L.
Se il nostro fosse uno Stato degno di nome e avesse a cuore la
sicurezza sul lavoro, dovrebbe autorizzare concorsi per l'assunzione
di Ingegneri per la sicurezza nelle Regioni in deroga alla
legislazione del blocco del turn over.
In ogni caso, considerato che si va verso forme di federalismo e che
le Regioni presumibilmente non vorranno perdere la competenza loro
attribuita nel 1978, si richiede che quantomeno ogni Regione
predisponga task force di coordinamento e piani regionali per
affrontare le maggiori criticità con le varie Direzioni provinciali
del lavoro esistenti sul territorio, con il Ministero degli Interni
(competente tramite i Vigili del fuoco al controllo prevenzione
incendi - vedi caso Thyssen), con il Ministero dello sviluppo
economico (competente per la sicurezza del lavoro del settore
minerario) con le autorità marittime ed aeroportuali (competenti per
la sicurezza dei lavoratori a bordo delle navi e degli aeromobili e in
ambito portuale ed aeroportuale).
ECCO IL TERZO RIMEDIO CHE NON VERRA' MAI ATTUATO PERCHE' IL
COORDINAMENTO SUPPONE LA COMPETENZA TECNICA DEI COORDINATORI E DUBITO
CHE CON LE ATTUALI CARENZE DI ORGANICO DEGLI ISPETTORI TECNICI NELLE
REGIONI SI POTRA' MAI FARE.
I morti ammazzati per il lavoro di Torino hanno fatto scalpore, gli
organi di stampa e tutto il corteo massmediatico hanno loro tributato
il giusto risalto salvo poi far marcia indietro quando ai funerali i
lavoratori hanno duramente contestato i sindacalisti triplicini ed i
rappresentanti del governo e delle istituzioni; ma come... costoro che
lavorano per 48 ore settimanali contestano apertamente i
rappresentanti della sinistra che sono unanimamente riconosciuti dagli
opinionisti di regime come i rappresentanti dei loro interessi.
In fin dei conti cosa importa agli italiani che su e per l'altare
della globalizzazione e dello efficientismo, dopo aver innalzato l'età
pensionabile e ridotte le pensioni, si stanno ponendo le basi per
portare le ore lavorative settimanali dalle attuali 48 ad oltre 60;
essi non debbono saperlo, debbono essere distratti da calciopoli,
vallettopoli ed altre notizie dello stesso tenore. Cosa volete che
siano dei giovani lavoratori ammazzati sull'altare della produttività
e del risparmio sul costo globale del lavoro. Da anni i nostri
imprenditori, tali la maggioranza delle volte con i soldi dello stato
e quindi nostri, ci stanno spiegando che bisogna tagliare i costi di
produzione altrimenti non si regge la concorrenza dei cinesi e di
altri popoli che hanno bassi costi di produzione in quanto in questi
paesi i lavoratori, privi di garanzie sindacali, si accontentano di
una manciata di riso per produrre alla faccia della magistratura del
lavoro del mai sufficientemente vituperato ventennio fascista e dello
statuto dei lavoratori.
Piangono i poverini con "lacrime di coccodrillo" ; sono stati proprio
loro a delocalizzare le proprie attività in queste nazioni proprio per
il basso costo della manodopera ed ora che quei paesi, appresa la
lezione, li ripagano con la stessa moneta riducendo i loro lauti
guadagni, volete che non si lamentino... suvvia, italiani, fate la
colletta: contribuite anche voi a loro profitti.
In Italia, dal 1997 anno dell'entrata in vigore della famosa legge
626/94, i morti sul lavoro sono diminuiti appena di 40 unità e questo
' è la conseguenza della precarizzazione del rapporto lavorativo e
della massiccia riduzione dei costi complessivi.
Finanche negli Ospedali , grazie alla cattocomunista teodem Bindi,
i malati non sono più pazienti ma clienti e sull'altare dei Drg's sono
trattati alla stregua delle bottiglie d'acqua Ferrarelle.
In un recente convegno tenutosi in Benevento si è sostenuto che
se si rapporta il numero di morti al Pil ( prodotto interno lordo) ad
ogni milione di euro corrisponde in Italia a più del doppio, quasi il
triplo, dei morti sul lavoro rispetto alla Francia e Germania.
Ciò è dovuto dall'arretratezza legislativa, alla faccia dei
governi di sinistra, sulla sicurezza del lavoro che nonostante sia
iniziato da oltre dieci anni va avanti con estrema lentezza ed anche
con l'attuazione della legge 123/07 non si e' concluso dal momento che
esso rimanda al governo l'elaborazione di un nuovo testo unico sulla
sicurezza che una volta promulgato dovrà essere calato nella realtà
organizzativa quotidiana ove si scontrerà con la precarizzazione dei
lavoratori e dai già citati tagli dei costi lavorativi.
Con questo si capisce chiaramente che quello che sta accadendo è
la conseguenza dell'assenza del ruolo centrale delle istituzioni e
quindi della politica , non a caso al convegno erano assenti proprio
gli assessori, regionale e provinciali, competenti in materia e spiega
anche come il ddl sulla qualità del lavoro, presentato da tempo dalla
giunta regionale campana, proceda con estrema lentezza in consiglio.
Manca alla fine un qualsiasi coordinamento tra le varie istituzioni
competenti ( Regione, Province, Ispettorati del Lavoro, ASL,Forze
dell'Ordine, INAIL, INPS) e diluire le competenze in tutti questi Enti
sembra proprio essere fatto affinchè nessuno controlli niente ed è
sintomatico che nell'Asl 1 della Campania, quella capofila, la più
importante, abbia in organico solo di otto ispettori del lavoro che
rapportati al numero di aziende ufficiali censite sul territorio fanno
sì che ciascuna di esse abbia il rischio di essere controllata solo
una volta ogni trentasette anni.
La Legge 123/2007 contiene, in particolare:
a) Delega al Governo per predisporre il Testo Unico sulla salute,
igiene e sicurezza sul lavoro (9 mesi di tempo)
b) Norme immediatamente precettive, tra cui 10 Obblighi e disposizioni
in vigore dal 25 agosto 2007:
1) Provvedimento di sospensione di ogni attività imprenditoriale
(art. 5), in caso di gravi e reiterate violazioni:
- della disciplina in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro
- delle disposizioni di contrasto al "lavoro nero"
2) Diritti di RLS e RLST (Art. 3, c. 1, lettere e) ed f)
3) Obbligo di unico DVR per eliminare le interferenze nei contratti
di appalto o d'opera (Art. 3, c. 1, lettera a)
4) Appalti pubblici: Obbligo di indicare i costi relativi alla
sicurezza sul lavoro (Art. 3, c. 1, lettera b)
5) Modifiche a Codice degli appalti (Art. 8)
6) Delega al Governo per il T.U (Art. 1)
7) Notizia all'INAIL (Art. 2)
8) Poteri degli Organismi paritetici (Art. 7)
9) D.Lgs. 231/2001 (art. 9)
10) Abrogazione parziale del comma 1198 della Finanziaria 2007 (art. 11)
DATI SULLA SICUREZZA SUL LAVORO
- 774 sono stati i morti sul lavoro da gennaio a settembre 2007
- 34.051 sono stati gli incidenti sul lavoro nel 2006 Inail
- 8.450 sono gli ispettori in Italia per 5 milioni di aziende
- 30 sono gli ispettori a Torino per 68 mila aziende (1 ogni 2.266 aziende)
DATI SULL' IMPUNITA'
- 93% dei condannati in primo grado non va in carcere: Mario
Almerighi, magistrato
- 150 mila i processi che ogni anno vanno in prescrizione: Ministero Giustizia
SUGLI INVESTIMENTI SULLA SICUREZZA
- 832 milioni di euro è il volume d'affari del comparto sicurezza nel
- 2006 (-2,1% rispetto al 2004): Assosic
DI QUANTO SONO CRESCIUTI I PROFITTI?
- +8,1% sono i profitti generati da ciascun dipendente per la propria
- azienda ogni anno
- +0,4% il salario di un dipendente ogni anno
- +90% i profitti delle grandi imprese industriali in dieci anni
- +5% i redditi di un dipendente in dieci anni: Ires-Cgil
LA PAGA DI UN OPERAIO
- 2.592 euro è il potere di acquisto di un operaio negli ultimi 5 anni
- +11.984 euro è il potere di acquisto di un imprenditore negli ultimi
5 anni : Ires-Cgil
- +3,3 miliardi euro sono gli utili della Thyssenkrupp nel 2006 (+27%)
- + 52 miliardi euro è il fatturato della Thyssenkrupp nel 2006 (+10%)
Bilanci Thyssenkrupp