MORTI SUL LAVORO:su questo siamo d’accordo con Francesco Caruso
“LE LEGGI SUL PRECARIATO SONO ASSASSINE!”



uranium2.jpgIn Italia, quando accade un eclatante incidente sul lavoro ( es. Thyssen Group di Torino) tutti piangono lacrime di coccodrillo e da ogni pulpito ufficiale si grida “vergogna!”.
FORZA NUOVA ritiene che la tutela dei lavoratori debba essere interesse primario di Stato. Ogni anno si registrano quasi un milione di infortunati sul lavoro ed oltre mille morti.
Politici e sindacalisti mentono affermando che "feriti e morti sul lavoro statisticamente vi sono sempre stati ed il fenomeno è in regresso".
Attualmente il numero di Ispettori del lavoro e tecnici nazionale, anche con i recenti concorsi, è di circa 3000 unità da cui, naturalmente, occorre sottrarre tutti gli Ispettori imboscati al Ministero e/o distaccati per compiacenze clientelari.
Occorre tener presente che l'organico amministrativo del Ministero del Lavoro è carente di funzionari amministrativi nonispettivi, per cui in molti uffici, soprattutto al Nord Italia, gliIspettori devono svolgere anche incarichi amministrativi.
La stragrande maggioranza del personale amministrativo del Ministero del Lavoro, poi, è formato da persone assunte SENZA UN SERIO CONCORSO PUBBLICO con la legge 285/77 (cd. legge per l'occupazione giovanile).
In pratica, chiunque fosse risultato in graduatoria per un qualsiasi motivo nelle liste del collocamento prima di una certa data del 1978 veniva assorbito dalla pubblica amministrazione a prescindere da qualsiasi capacità tecnica.
La stragrande maggioranza delle persone assorbite all'epoca hanno fatto carriera e sono divenuti Ispettori del lavoro ed Ispettori tecnici.
Chi ha partecipato agli ultimi concorsi da Ispettore del lavoro e da Ispettore tecnico ha constatato che occorre una laurea in giurisprudenza o in ingegneria per sperare di vincere il concorso.
Con la legge 285/77, invece, è stato sufficiente un diploma di perito industriale, di ragioniere, o di geometra per divenire SENZA UN SERIO CONCORSO Ispettori del lavoro ed Ispettori tecnici.
Tali Ispettori tecnici, SENZA LAUREA, si trovano a controllare ingegneri plurilaureati e titolati delle grandi ditte che sono, com'è ovvio, particolarmente qualificati, con quale risultato è facile indovinare.
Il più delle volte i suddetti Ispettori tecnici PRIVI DI LAUREA, si limitano ad irrogare sanzioni banali imparate a memoria nel corso degli anni e che non comportano rischi di contestazioni tecnico-giuridiche: assenza di balaustre che coprono i "vuoti",mancanza di coperture alla molazza , assenza di scale idonee, ecc..
E' evidente che le ditte non si sogneranno mai di contestare sanzioni che al più comportano il pagamento di € 258,00 cadauna. Le ditte contestate, infatti, sanno benissimo che la suddetta somma è un "pedaggio" da pagare per evitare più approfonditi e seri accertamenti sulla sicurezza che comporterebbero sanzioni ben più gravi.
Le ditte sanno, poi, che una volta ispezionate, stante la carenza di Ispettori adeguatamente preparati - anche con le attuali immissioni in ruolo derivanti dai recenti concorsi – non saranno di nuovo ispezionate prima di alcuni anni.
Da quanto sopra si evince chiaramente che il primo problema è l'organico degli Ispettori tecnici e del lavoro del Ministero del lavoro.
Non è serio né credibile che meno di 3000 persone possano controllare due milioni di ditte.
IL PROBLEMA, QUINDI, NON SONO LE LEGGI - VE NE SONO PIU' CHE A SUFFICIENZA - MA I CONTROLLI CHE, PER ESSERE PIU' FREQUENTI, DEVONO COMPORTARE L'INDIZIONE DI CONCORSI PER ASSUMERE COMPETENTI ISPETTORI TECNICI E DEL LAVORO.

E’ inoltre assurdo che in Italia vi sia un numero altissimo di enti previdenziali ed assistenziali ognuno dei quali idoneo ad assumere Ispettori che possano recuperare contributi e premi(INPS, INAIL, INPDAP, IPSEMA ENPALS, INPDAP, EMPAM, IPOST, ECC.).
In tutti gli altri paesi civile esiste un solo ente che provvede ad effettuare i pagamenti delle prestazioni e a recuperare contributi e premi.
Ogni ente provvede per compartimenti stagni senza rapportarsi agli altri e senza il minimo coordinamento.
Può capitare- e purtroppo è capitato spesso e di frequente - che un'impresa è stata "assaltata" da più controlli di seguito: Ministero del lavoro, INPS, INAIL, ENPALS, ASL , Vigili del fuoco, Carabinieri,
Guardia di finanza , Agenzia delle Entrate.
Tali controlli, è a tutti evidente, sono vessatori oltre che dispersivi.
E'evidente che, se vi fosse un unico ente, sarebbe possibile ridurre il numero di controlli per azienda in modo tale da poter ispezionare più aziende.
Con il sistema informatico un ispettore potrebbe già in sede di accesso ispettivo verificare se l'azienda è in regola con il pagamento di contributi e premi assicurativi.
Attualmente questo non è possibile perché l'INPS ha una sua banca dati, l'Inail ne ha un'altra, l'Enpals un'altra ancora.
La conseguenza è che l'ispettore di ogni ente, se, per eccesso di zelo, intende accertare le carenze di competenza di altri enti, dovrà comunicare agli altri enti il proprio verbale e gli altri enti DOVRANNO PREDISPORRE NUOVO VERBALE SE NON ADDIRITTURA UN NUOVO ACCESSO ISPETTIVO!
PER INCREMENTARE E RENDERE PIU' EFFICACI I CONTROLLI BISOGNA FAR SPARIRE L'ENORME NUMERO DI ENTI PARASTATALI IL CUI UNICO COMPITO E COMPLICARE LA VITA DELLE IMPRESE, OLTRE CHE MANTENERE INUTILI E PARASSITARIE CLIENTELE SINDACALI PRESENTI IN CONSISTENTE NUMERO IN TUTTI I CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE DEI VARI ENTI OVE SI RICEVONO CONSISTENTI GETTONI DI PRESENZA.

Infine, con l'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale l'art. 14, terzo comma, lettera f) della legge n. 833 del 1978 ha previsto che tutti i controlli inerenti la sicurezza sul lavoro siano demandati in via esclusiva alle Aziende Sanitarie Locali.
Per quanto attiene la medicina del lavoro non si discute la competenza per materia delle ASL, ma non si comprende la scelta del legislatore del 1978 nell'affidare alle ASL tutta la prevenzione rischi ed infortuni per cui occorre una competenza specialistica di Ingegneri e non di medici. La conseguenza è stata che, dominando com'è logico nelle ASL la dirigenza medica, la stessa si è totalmente disinteressata dei problemi inerenti la sicurezza sul lavoro.
Per ovviare alle carenze ispettive delle ASL in settori particolarmente a rischio - come in edilizia - è stato emanato il D.P.C.M. 14.10.1997 che ha di nuovo consentito alla Direzione provinciale del lavoro di effettuare ispezioni tecniche ai cantieri in edilizia previa informazione al servizio prevenzione ed infortuni della A.S.L.
Se il nostro fosse uno Stato degno di nome e avesse a cuore la sicurezza sul lavoro, dovrebbe autorizzare concorsi per l'assunzione di Ingegneri per la sicurezza nelle Regioni in deroga alla legislazione del blocco del turn over.
In ogni caso, considerato che si va verso forme di federalismo e che le Regioni presumibilmente non vorranno perdere la competenza loro attribuita nel 1978, si richiede che quantomeno ogni Regione predisponga task force di coordinamento e piani regionali per affrontare le maggiori criticità con le varie Direzioni provinciali del lavoro esistenti sul territorio, con il Ministero degli Interni (competente tramite i Vigili del fuoco al controllo prevenzione incendi - vedi caso Thyssen), con il Ministero dello sviluppo economico (competente per la sicurezza del lavoro del settore minerario) con le autorità marittime ed aeroportuali (competenti per la sicurezza dei lavoratori a bordo delle navi e degli aeromobili e in ambito portuale ed aeroportuale).
ECCO IL TERZO RIMEDIO CHE NON VERRA' MAI ATTUATO PERCHE' IL COORDINAMENTO SUPPONE LA COMPETENZA TECNICA DEI COORDINATORI E DUBITO CHE CON LE ATTUALI CARENZE DI ORGANICO DEGLI ISPETTORI TECNICI NELLE REGIONI SI POTRA' MAI FARE.

I morti ammazzati per il lavoro di Torino hanno fatto scalpore, gli organi di stampa e tutto il corteo massmediatico hanno loro tributato il giusto risalto salvo poi far marcia indietro quando ai funerali i lavoratori hanno duramente contestato i sindacalisti triplicini ed i rappresentanti del governo e delle istituzioni; ma come... costoro che lavorano per 48 ore settimanali contestano apertamente i rappresentanti della sinistra che sono unanimamente riconosciuti dagli opinionisti di regime come i rappresentanti dei loro interessi.
In fin dei conti cosa importa agli italiani che su e per l'altare della globalizzazione e dello efficientismo, dopo aver innalzato l'età pensionabile e ridotte le pensioni, si stanno ponendo le basi per portare le ore lavorative settimanali dalle attuali 48 ad oltre 60; essi non debbono saperlo, debbono essere distratti da calciopoli, vallettopoli ed altre notizie dello stesso tenore. Cosa volete che siano dei giovani lavoratori ammazzati sull'altare della produttività e del risparmio sul costo globale del lavoro. Da anni i nostri imprenditori, tali la maggioranza delle volte con i soldi dello stato e quindi nostri, ci stanno spiegando che bisogna tagliare i costi di produzione altrimenti non si regge la concorrenza dei cinesi e di altri popoli che hanno bassi costi di produzione in quanto in questi paesi i lavoratori, privi di garanzie sindacali, si accontentano di una manciata di riso per produrre alla faccia della magistratura del lavoro del mai sufficientemente vituperato ventennio fascista e dello statuto dei lavoratori.
Piangono i poverini con "lacrime di coccodrillo" ; sono stati proprio loro a delocalizzare le proprie attività in queste nazioni proprio per il basso costo della manodopera ed ora che quei paesi, appresa la lezione, li ripagano con la stessa moneta riducendo i loro lauti guadagni, volete che non si lamentino... suvvia, italiani, fate la colletta: contribuite anche voi a loro profitti.
 In Italia, dal 1997 anno dell'entrata in vigore della famosa legge 626/94, i morti sul lavoro sono diminuiti appena di 40 unità e questo ' è la conseguenza della precarizzazione del rapporto lavorativo e della massiccia riduzione dei costi complessivi.
  Finanche negli Ospedali , grazie alla cattocomunista teodem Bindi, i malati non sono più pazienti ma clienti e sull'altare dei Drg's sono trattati alla stregua delle bottiglie d'acqua Ferrarelle.
   In un recente convegno tenutosi in Benevento si è sostenuto che se si rapporta il numero di morti al Pil ( prodotto interno lordo) ad ogni milione di euro corrisponde in Italia a più del doppio, quasi il triplo, dei morti sul lavoro rispetto alla Francia e Germania.
  Ciò è dovuto dall'arretratezza legislativa, alla faccia dei governi di sinistra, sulla sicurezza del lavoro che nonostante sia iniziato da oltre dieci anni va avanti con estrema lentezza ed anche con l'attuazione della legge 123/07 non si e' concluso dal momento che esso rimanda al governo l'elaborazione di un nuovo testo unico sulla sicurezza che una volta promulgato dovrà essere calato nella realtà organizzativa quotidiana ove si scontrerà con la precarizzazione dei lavoratori e dai già citati tagli dei costi lavorativi.
  Con questo si capisce chiaramente che quello che sta accadendo è la conseguenza dell'assenza del ruolo centrale delle istituzioni e quindi della politica , non a caso al convegno erano assenti proprio gli assessori, regionale e provinciali, competenti in materia e spiega anche come il ddl sulla qualità del lavoro, presentato da tempo dalla giunta regionale campana, proceda con estrema lentezza in consiglio.
Manca alla fine un qualsiasi coordinamento tra le varie istituzioni competenti ( Regione, Province, Ispettorati del Lavoro, ASL,Forze dell'Ordine, INAIL, INPS) e diluire le competenze in tutti questi Enti sembra proprio essere fatto affinchè nessuno controlli niente ed è sintomatico che nell'Asl 1 della Campania, quella capofila, la più importante, abbia in organico solo di otto ispettori del lavoro che rapportati al numero di aziende ufficiali censite sul territorio fanno sì che ciascuna di esse abbia il rischio di essere controllata solo una volta ogni trentasette anni.
     
La Legge 123/2007 contiene, in particolare:

a) Delega al Governo per predisporre il Testo Unico sulla salute, igiene e sicurezza sul lavoro (9 mesi di tempo)
b) Norme immediatamente precettive, tra cui 10 Obblighi e disposizioni in vigore dal 25 agosto 2007:

1) Provvedimento di sospensione di ogni attività imprenditoriale (art. 5), in caso di gravi e reiterate violazioni:
- della disciplina in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro
- delle disposizioni di contrasto al "lavoro nero"
2) Diritti di RLS e RLST (Art. 3, c. 1, lettere e) ed f)
3) Obbligo di unico DVR per eliminare le interferenze nei contratti
di appalto o d'opera (Art. 3, c. 1, lettera a)
4) Appalti pubblici: Obbligo di indicare i costi relativi alla sicurezza sul lavoro (Art. 3, c. 1, lettera b)
5) Modifiche a Codice degli appalti (Art. 8)
6) Delega al Governo per il T.U (Art. 1)
7) Notizia all'INAIL (Art. 2)
8) Poteri degli Organismi paritetici (Art. 7)
9) D.Lgs. 231/2001 (art. 9)
10) Abrogazione parziale del comma 1198 della Finanziaria 2007 (art. 11)




                            DATI SULLA SICUREZZA SUL LAVORO

- 774 sono stati i morti sul lavoro da gennaio a settembre 2007
- 34.051 sono stati gli incidenti sul lavoro nel 2006 Inail
- 8.450 sono gli ispettori in Italia per 5 milioni di aziende
- 30 sono gli ispettori a Torino per 68 mila aziende (1 ogni 2.266 aziende)



                                        DATI SULL' IMPUNITA'


- 93% dei condannati in primo grado non va in carcere: Mario
Almerighi, magistrato
- 150 mila i processi che ogni anno vanno in prescrizione: Ministero Giustizia

                          SUGLI INVESTIMENTI SULLA SICUREZZA

- 832 milioni di euro è il volume d'affari del comparto sicurezza nel
- 2006 (-2,1% rispetto al 2004): Assosic

                               DI QUANTO SONO CRESCIUTI I PROFITTI?

- +8,1% sono i profitti generati da ciascun dipendente per la propria
- azienda ogni anno
- +0,4% il salario di un dipendente ogni anno
- +90% i profitti delle grandi imprese industriali in dieci anni
- +5% i redditi di un dipendente in dieci anni: Ires-Cgil

                                      LA PAGA DI UN OPERAIO

- 2.592 euro è il potere di acquisto di un operaio negli ultimi 5 anni
- +11.984 euro è il potere di acquisto di un imprenditore negli ultimi
 5 anni : Ires-Cgil
- +3,3 miliardi euro sono gli utili della Thyssenkrupp nel 2006 (+27%)
- + 52 miliardi euro è il fatturato della Thyssenkrupp nel 2006 (+10%)
 Bilanci Thyssenkrupp

 

Barroso e i laici muratori
Partite le grandi manovre per la giostra delle nomine europee.
Barroso è di nuovo al centro delle indiscrezioni e delle voci di corridoio, pettegolezzi e notiziole di ogni tipo.  E' del tutto normale quando si avvicina il momento delle Grandi Decisioni. Ma questo non toglie che si possano trarre spunti per costruire pensieri curiosi.

 Che il presidente della Commissione punti a un reincarico l'anno venturo per altri cinque anni di mandato è una delle prime cose che ho sentito dire quando sono arrivato qui quasi due anni fa.  La novità è che ora sarebbe tentato dalla possibilità di diventare lui presidente dell'Unione, con un cumulo di cariche che i Trattati sembrano permettere. 

 Per questo deve fare attenzione. Su tutti i fronti.  Si è assicurato con Sarkozy dando alla Francia l'ambìto portafoglio Giustizia che era italiano, così ora Parigi può tenere un occhio sulle politiche migratorie proprio come voleva l’Eliseo. Ha stretto già un patto con Berlusconi, accettando Tajani e cucendo l'intesa che porta l'Italia alla responsabilità del Trasporti, molto gradita al cavaliere. E' un uomo abile, Barroso. Sa quello che deve fare, sa che ha bisogno di consensi globali, sa che ogni cosa ha un suo prezzo.

 Così non è forse un caso che qualche giorni fa abbia ricevuto Michel Payen, presidente della federazione francese detta le Droit Humain, una delle principali logge massoniche transalpine di radice "liberale e adogmatica". L'organizzazione ha anche diffuso un comunicato per sottolineare il tempo, l'attenzione e il sostegno che il portoghese le ha rivolto. Cito: "La delegazione ha ricevuto dal presidente Barroso le assicurazioni del suo attaccamento alla spirito della laicità e al principio della separazione della religione dalla Stato". Barroso per la cronaca è un popolare cattolico.

 L'incontro è assolutamente inedito nel suo genere. Il segnale è chiaro. Il potere e la politica stanno preparando la grande tornata di nomine del 2009, nuovo presidente Ue, nuovo parlamento e nuova Commissione. Barroso, cattolico e popolare, non ha intenzione di rinunciare ad alcuna carta.

 Prepariamoci per un anno interessante, con la speranza che non si parli solo delle malefatte dell'Italia che la prossima settimana saranno al centro dell'agenda. Lunedì, le previsioni economiche di Almunia diranno che la nostra economica è debole e in ritardo. Mercoledì saremo stangati per non aver applicato i diktat sui rifiuti a Napoli. Talvolta è dura essere dei nostri anche per chi, ricordando Flaiano, fa della nostra nazionalità una professione.