Moratoria di Ferrara sull’aborto.
Forza Nuova: aiutare le donne incinta deve essere priorità dello Stato

 

Si riapre la discussione sulla L. 194. La legge, che nel 2008 compie 30 anni, consente alla donna di interrompere volontariamente la gravidanza nei primi 90 giorni di gestazione.
Dal 1978 al 2004 i bambini nati in Italia sono stati 14 milioni e mezzo ma, per aborto, non ne sono venuti alla luce 4 milioni e 500 mila.
Contro l'interruzione volontaria di gravidanza è partita una campagna di stampa del quotidiano il Foglio di Giuliano Ferrara, che ha chiesto una "moratoria dell'aborto", prendendo spunto dalla risoluzione per la moratoria della pena di morte votata il mese scorso dall'Assemblea generale dell' Onu su iniziativa del governo italiano.
Forza Nuova, da sempre in prima linea per la difesa della vita, accoglie con approvazione l’iniziativa promossa da Ferrara.
La difesa della vita sin dal suo concepimento dovrebbe essere un punto cardine della politica nazionale. “Al di la delle speculazioni politiche di ogni parte, è innegabile che in uno stato attraversato da una fortissima crisi demografica, dove la popolazione invecchia di anno in anno, tenere ancora in piedi una Legge assassina è una vergogna senza precedenti.” Afferma Paolo Caratossidis, coordinatore nazionale di Forza Nuova.
E’ tempo di eliminare tale obbrobrio e ristabilire un quadro normativo per la tutela del nascituro. La 194 è nata in anni in cui spesso si sfiorò il delirio, gli anni dell’esaltazione collettiva del pensiero debole.
È necessario dire no all’aborto, e prevenirne anche le cause, che si riscontrano molto spesso nelle difficoltà economiche sempre più pressanti che attanagliano le famiglie italiane.
Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, sottolinea che “'la maggior parte delle donne non abortirebbero se questo stato prestasse loro maggiore attenzione ed offrisse concreti aiuti alle donne incinte in difficoltà economica. È accertato che buona parte delle italiane che decidono di abortire, lo fanno in quanto abbandonate a loro stesse, ed in seguito se ne pentono.”

L’UFFICIO STAMPA