Malnutrita da madre vegetariana, muore a 9 mesi


La piccola non è stata mai svezzata. La coppia era diffidente nei confronti della medicina tradizionale
Bari. La bimba, che pesava solo 4 chili, ha perso la vita per una broncopolmonite. Indagati i genitori per abbandono di minore
di FRANCESCA MANDESE BARI — Aveva nove mesi, ma pesava come una neonata. A ucciderla è stata una broncopolmonite, ma era talmente debole che non riusciva nemmeno a gattonare come fanno i bambini di quell’età. Nell’arco della sua breve vita ha bevuto soltanto latte materno da una madre vegetariana che non assumeva proteine della carne e del pesce. Aurora, un bimba di Altamura, in provincia di Bari, figlia di un commerciante di mobili e di una casalinga senza problemi economici, è morta all’alba di domenica scorsa. I suoi genitori sono indagati per abbandono di minorenni, reato che, nell’ipotesi più grave, quella appunto della morte del minore, prevede una pena detentiva da tre a otto anni di reclusione. Una storia terribile che ricorda quella di Eleonora, un’altra bimba di Enziteto, alla periferia di Bari, morta all’età di due anni per malnutrizione e maltrattamenti, ma cresciuta in un contesto di assoluto degrado economico e sociale. Nel caso di Aurora, invece, c’erano tutte le premesse perché la bimba crescesse sana e serena nonostante alla nascita fosse un po’ prematura e pesasse solo due chili e 800 grammi. A metterci lo zampino sono stati i rigidi principi dei genitori, vegetariani accaniti e diffidenti nei confronti della medicina tradizionale. Così, la bimba non è mai stata svezzata e ha continuato a essere nutrita con un latte materno che, già povero di sostanze nutritive all’inizio dell’allattamento, aveva completamente perso, dopo nove mesi, qualsiasi parvenza di nutrimento. Al momento della morte, Aurora pesava 4 chili e 400 grammi, avrebbe dovuto pesare quasi il doppio. A portarla in ospedale sono stati i genitori, nella notte tra sabato e domenica. La piccola, però, era talmente debole che è arrivata al pronto soccorso già morta: era pallida e priva di forze, aveva masse muscolari ridottissime e a volte mancanti, era anemica e aveva quasi certamente una broncopolmonite. Tutti elementi accertati dall’autopsia compiuta dal medico legale Vito Giuseppe Romano e dal primario di neonatologia dell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari), Luigi Esposito. I due consulenti, nominati dal pm del Tribunale di Bari, Renato Nitti, hanno compiuto prelievi istologici sul cadaverino per verificare se il focolaio riscontrato ai polmoni è, così come sembra, quello di una broncopolmonite. Stando ai primi accertamenti, il focolaio - secondo fonti inquirenti - ha avuto un ruolo nella morte della piccola, che era chiaramente malnutrita. La bimba - a quanto si è saputo - non aveva il pediatra di base, non aveva fatto le vaccinazioni obbligatorie (che si compiono a partire dal terzo mese) e veniva allattata solo al seno dalla madre trentenne. Era presente durante l’esame autoptico anche il medico legale Mino Miani, consulente di parte dei genitori della piccola che lo hanno nominato dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia dal pm Nitti. Stando ai primi accertamenti compiuti sui genitori, non si tratta di persone indigenti: il decesso della piccola, quindi, fanno notare fonti investigative, è legato solo alle abitudini alimentari della coppia che era solita acquistare prodotti biologici dal negozio di una parente. Aurora era nata nel maggio 2005 e, secondo le tabelle mediche, avrebbe dovuto raddoppiare il peso della nascita al 5-6 mese e triplicarlo all'anno di vita, mentre in realtà era cresciuta di appena un chilo.