Lettera al messaggero


Egregio Direttore,

ad Aprilia un tabaccaio,un uomo disperato dal clima di invivibilità in cui è sprofondata la zona dove lavora,ha ucciso a colpi di fucile un ladro rumeno in fuga dopo l'ennesima rapina. Non è giusto né giustificabile togliere la vita in quel modo,siamo tutti d'accordo.Ma,certamente,è comprensibile. È comprensibile perdere la testa quando il proprio posto di lavoro diventa una trincea dove si può essere assaliti da un momento all'altro, quando si è certi di essere sempre soli a difendere la propria incolumità e quella del proprio negozio.
In questa drammatica vicenda,spicca un altro fatto: la generale solidarietà manifestata all'uomo da parte di tutta la popolazione del quartiere.
È chiaro che il tabaccaio non è il solo ad avvertire il peso di una insicurezza ogni giorno più minacciosa.
È il prezzo della diffusa criminalità,congiunta all'inarrestata immigrazione.
Perché dopo le promesse di campagna elettorale,Aprilia come Latina o come Roma non è affatto cambiata,anzi se possibile è peggiorata.
Vi è un nesso inscindibile tra immigrazione e criminalità. E qui sta l'errore del Governo e delle amministrazioni di centro destra:credere di poter sconfiggere la criminalità senza abbattere il fenomeno dell'immigrazione.
Sta nel credere che un proclama possa bastare, che una dichiarazione d'intenti sia sufficiente,che basti mandare l'esercito od aumentare i controlli per rovesciare il problema.
All'Italia serve ben altro:servono politiche radicali,nette e decise,coraggiose.
Non si può asserire che le cose stiano migliorando quando nel 2008 il numero di sbarchi di clandestini è raddoppiato rispetto all'anno precedente.
Diversamente,il numero delle rapine continuerà a crescere, e con esso il numero dei morti in seguito ad autodifesa.

On.Roberto Fiore
segretario di Forza Nuova

 

 

 

 

 

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