In Ucraina altre fosse comuni con oltre 300.000 cadaveri di polacchi assassinati dai sovietici SCOPERTA UN’ALTRA STRAGE DI KATYN: OLOCAUSTO POLACCO!


Una fossa comune di polacchi, assassinati nei primi mesi del 1940, in un villaggio nei pressi di Kiev, Ucraina. La commissione sui crimini contro la naziona polacca, presieduta da Slawomir Kalbarczyc è giunta lla conclusione che si tratta di vittime della violenza staliniana. Una seconda Katyn, ben più drammatica della prima, perché la stima dei cadaveri sepolti nel grande cimitero comune si aggira intorno ai 300.000 corpi. Tra i resti ritrovati, numerosi oggetti appartenuti, senza alcun dubbio, a cittadini e militari polacchi, come uniformi, berretti dell’esercito, monete polacche emesse prima del 1939.
Sappiamo che, nell’aprile-maggio 1940, gli uomini della polizia segreta sovietica (Nkvd) fucilarono oltre 25.000 polacchi, in maggioranza ufficiali dell’esercito, ma anche intellettuali, imprenditori, professori universitari, sacerdoti, poliziotti di confine, fatti prigionieri durante l’occupazione della Polonia orientale. Questo massacro, noto con il nome di Katyn, la località presso Smolensk dove si trovava uno dei campi di prigionia e dove vennero scoperte le fosse coi corpi fucilati, venne attribuiti, con la complicità dei media massonici occidentali, ai tedeschi.
Si dovette attendere fino all’era Gorbaciov perché la documentazione d’archivio sovietica fosse messa a disposizione degli storici.
Il 15 aprile 1990, rendendo pubblici i risultati dei lavori, la “Tass” pubblicò una dichiarazione ufficiale che attribuiva l’intera responsabilità dell’eccidio all’Nkvd
Con la scoperta delle nuove fosse comuni in Ucraina tornano i conti della violenza comunista staliniana nei confronti del popolo polacco. Già il 1° ottobre 1941, Berija (l’israelita capo del Nkvd) scrive a Stalin dichiarando che i detenuti polacchi nei campi di concentramento sovietici sono 391.575. Quasi nessuno di loro fece mai ritorno!
Oggi, alla luce di queste nuove, tragiche scoperte, è assai difficile sostenere che i crimini commessi dai comunisti sovietici nei confronti del popolo polacco non costituiscano un esempio paradigmatico di pulizia etnica e di classe. Quindi crimine contro l’umanità e non prescrottibile!

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