Il Governo cinese ruba i bambini e chiede il riscatto per
restituirli
Contadini denunciano che gli impiegati del controllo delle
nascite prendono i piccoli nati fuori dal programma “del
figlio unico” o adottati e vogliono soldi per restituirli.
Ad essere rapite sono le bambine, che vengono affidate a
orfanotrofi, ma nessuno sa quali...
Pechino (AsiaNews/Scmp) – Contadini
della contea di Gaoping (Hunan) accusano gli impiegati dell’ufficio
per il controllo delle nascite di aver rubato 12 bambini
negli ultimi 4 anni. I bambini sono tutti “illegali”,
nati al di fuori del programma del “figlio unico”
e gli impiegati chiedono un riscatto per il loro ritorno
in famiglia. Secondo le autorità della contea i bambini
sono stati sequestrati seguendo le indicazioni nazionali
del programma e i contadini li hanno ceduti volontariamente.
Almeno 60 abitanti del villaggio hanno firmato una petizione
chiedendo il ritorno di 11 bambini scomparsi, accusando
il governo di averli rapirti dalle loro case in modo violento.
Il 12mo bambino, adottato, è stato rilasciato dopo
29 giorni, grazie all’intervento di un delegato dell’Assemblea
nazionale del popolo.
I contadini affermano che gli impiegati del governo hanno
portato via 4 figli naturali e 7 bambine adottate, chiedendo
migliaia di yuan per il loro ritorno a casa. Tre dei figli
naturali provenivano da matrimoni non registrati e uno soltanto
era un secondo figlio, che superava la quota del programma
delle nascite.
Yang Libing, 42 anni, del villaggio di Fengxing, dice che
sua moglie ha partorito una bambina nel luglio 2004. Sebbene
fosse il primo parto, gli impiegati del controllo delle
nascite hanno preso la piccola lo scorso 29 aprile come
misura contro “un matrimonio non registrato e un figlio
illegale”.
Yang afferma che l’ufficio del family planning ha
chiesto 8 mila yuan per il ritorno della bambina, divenuti
20 mila dopo pochi giorni [il reddito medio di un contadino
si aggira sui 3 mila yuan all’anno- ndr]. “Noi
siamo povera gente – afferma Yang – e i miei
parenti non hanno avuto possibilità di raccogliere
così tanti soldi in pochi giorni”. Gli impiegati
gli hanno perciò comunicato che sua figlia era stata
mandata in un orfanotrofio: “Non so dove sia mia figlia
– dice – e sono andato molte volte dagli impiegati
del controllo delle nascite, ma mi hanno ignorato”.
Uno degli impiegati del governo, un certo Liu Shude, gli
ha detto ad un certo punto: “Abbandona ogni speranza:
ormai non troverai la tua bambina nemmeno se paghi un milione
di yuan. In futuro possiamo trovare una bambina per te o
permetterti di avere due figli”.
Anche Yuan Xinquan, contadino del villaggio di Maoping,
afferma che suo figlio è stato rapito. Yuan aveva
incontrato Sun Ge, la sua compagna, nel 2004, mentre lavorava
in Hebei. Sun ha partorito una bambina il 2 novembre del
2005. Il 25 novembre, mentre tutta la famiglia camminava
per strada, tornando a casa, un gruppo di impiegati del
controllo delle nascite gli hanno rapito la bambina. In
seguito hanno chiesto 6 mila yuan come riscatto. “Ancora
adesso non so dove sia la mia bambina”, dice triste
Yuan. “Hanno distrutto la mia famiglia: dopo aver
tentato inutilmente di riavere la bambina, mia moglie mi
ha lasciato”.
Un altro contadino di Maoping, il 27enne Yuan Mingsheng,
afferma che sua moglie, Yang Shunzhen, 26 anni, ha dato
alla luce una bambina nel giugno 2001. Dopo un anno è
stata rapita mentre la nonna la portava all’ospedale.
Yuan Zhengnan, 48 anni, del villaggio di Fengxing dice che
la sua terza figlia è stata rapita nel settembre
2004, mentre giocava con suo nonno. Da allora essi non sanno
nulla sulla sua sorte.
“Lo so che dare la luce a un terzo figlio va contro
la politica del figlio unico – dice Yuan – ma
non hanno il diritto di portarmi via la mia bambina”.
Yuan afferma che gli impiegati del governo le hanno detto
che sua figlia è stata portata in un orfanotrofio,
ma si sono rifiutati di dire quale.
Oltre ai 4 figli naturali, i contadini affermano che gli
impiegati del family planning hanno rapito anche altri 7
bambini adottati.
Yuan Chaorong, un contadino 43enne di Xishadong, single,
nel 2004 aveva adottato una bambina abbandonata a Dongguan
(Guangdong), mentre era lì per lavoro. Nel dicembre
2004 l’ha portata a casa sua. Yuan afferma che egli
ha comunicato l’adozione al villaggio e ha cercato
di avere un certificato di adozione, ma il 28 luglio 2005,
quattro impiegati del controllo delle nascite sono penetrati
in casa sua e hanno rapito la bambina affermando che era
stata “adottata in modo illegale”. In seguito,
continua Yuan, “hanno chiesto 8 mila yuan per ridarmela
indietro. Questo è un vero e proprio rapimento a
scopo di estorsione”.
Yuan afferma che il capo del partito della contea, Tian
Changjin, gli ha confessato che avrebbe potuto aiutarlo
ad adottare un altro bambino ma “non chiedermi –
ha detto – nulla sulla bambina, perché non
l’ho rapita io”.
Yuan Mingyou, del villaggio di Dashi, racconta che lui e
sua moglie hanno adottato una bambina nel 1999, mentre lavoravano
come venditori di pane a Wuhan (Hubei). Yuan afferma che
nel 2002 egli ha pagato 2 mila yuan all’ufficio di
polizia come “tassa di adozione” e la polizia
ha registrato la bambina. Ma il 29 luglio dello stesso anno,
quattro impiegati del controllo delle nascite sono entrati
in casa e hanno portato via la bambina, che aveva tre anni.
Poi gli hanno chiesto di pagare una “multa”
di 30 mila yuan se voleva avere indietro la bambina. Non
avendo possibilità di pagare, non sa nulla del destino
della piccola.
Lo scorso dicembre, 60 abitanti del villaggio hanno firmato
una petizione chiedendo il ritorno di tutti i bambini. Essi
hanno anche accusato gli impiegati governativi per il controllo
delle nascite di averli detenuti in modo illegale e averli
picchiati quando si sono presentati all’ufficio per
avere indietro i bambini. In dicembre Hu Xiangquan, una
donna anziana, è stata picchiata dagli impiegati
fino a farla cadere in coma.
Il responsabile del controllo delle nascite nella contea,
Li Zijian, conferma che il suo ufficio ha portato via gli
11 bambini, ma insiste che l’ufficio non fa che seguire
le regole e le leggi dello Stato. Secondo Li tutti i bambini
sono stati adottati in modo illegale e gli abitanti li hanno
ceduti per farli adottare, piuttosto che pagare la multa.
“Non possiamo escludere che fra i bambini vi siano
figli naturale – egli ha detto – ma gli stessi
abitanti del villaggio ci avevano assicurato che i bambini
erano tutti adottati”.
Li Zijian spiega che tutte le famiglie che superano la quota
di figli stabilita dallo Stato, vengono multate. Ma se qualcuno
dà via un figlio adottato, non è punito. Per
questo forse alcuni contadini tendono a mentire, affermando
che il loro figli (biologico) è un bambino “adottato”.
Li fa notare che tutte le famiglie hanno dato via i figli
firmando dei documenti. Come si può notare, tutti
gli 11 piccoli sono bambine”.
Li Zijian ricorda che le regole dello Stato affermano che
è proibito adottare un bambino a coppie che hanno
già due figli; un single non può adottare
una bambina prima di avere 40 anni compiuti.
“Perciò – egli conclude – tutte
queste adozioni erano illegali”.
Zhou Xiaofang, direttore dell’ufficio per il controllo
delle nascite si difende: “Noi abbiamo portato via
solo le bambine adottate in mood illegale. Queste bambine
sono state mandate all’orfanotrofio di Shaoyang”.
Zhou afferma anche che le multe richieste erano ragionevoli:
la politica del family planning permette l’imposizione
di multe pari a due volte il reddito annuale di una famiglia.
Zhou nega che i suoi impiegati abbiano picchiato i contadini.
La gente del villaggio afferma che essi non hanno mai mentito
sull’identità dei figli biologici o adottati
e che non hanno firmato alcun documento. Alcuni affermano
che gli impiegati li hanno ingannati chiedendo loro di apporre
le loro impronte digitali [forse perché analfabeti
– ndr] su documenti che stabilivano l’origine
dei bambini
Liu Xin, avvocato della E-time, uno studio legale del Guangdong,
fa notare che l’ufficio per il controllo delle nascite
ha commesso una seria violazione della legge portandosi
via i bambini. “L’ufficio – egli spiega
– può solo imporre multe ai genitori, se sono
colpevoli. Ma portarsi via i bambini è una violenza
alla libertà personale e questo è illegale”.
Secondo le norme cinesi sul controllo delle nascite, ogni
famiglia in città può avere solo un figlio.
Le famiglie rurali possono averne due se il primo figlio
è una femmina o è handicappato. I gruppi etnici
sono esenti dal limite del figlio unico.