La notizia dell'assassinio del tifoso Laziale, per mano di un
servitore dello Stato, di questa mattina, è la classica goccia che ha
fatto traboccare il vaso del maledetto calcio moderno.
Purtroppo ci troviamo, per l'ennesima volta, a ricordare morti di serie
D...
Quando a Catania ci furono gli scontri e morì, in circostanze oscure,
l'Ispettore Raciti, tutto il circo del calcio si fermò...
Oggi, invece nessuno si è fermato!
Questa vergognosa decisione non ha senso...
A Bergamo e Milano, ci sono stati momenti di tensione e le gare sono
state rinviate. L'informazione di Regime sta cercando di sminuire
l'episodio come un banale incidente, ma il problema è ben diverso.
Chi frequenta le curve degli stadi, sa benissimo che dopo il Caso
Raciti andare a vedere una partita di calcio e sostenere i propri
colori, è diventata un'odissea...
Centinaia di controlli, metal detector, frequenti abusi di potere,
disorganizzazione e un doppiopesismo incredibile...
Allo Stadio lo Stato dà l'impressione di essere forte e deciso...
In Italia i reparti delle Forze dell'Ordine, a nostro giudizio,
dovrebbero "caricare" i responsabili della malasanità, della
prostituzione, della droga, della malavita, dell'usura, del degrado
umano e morale che affligge la nostra Penisola, isole comprese...
Invece, per un partita di calcio si schierano eserciti e capita che
qualche mascalzone spari ad altezza d'uomo. A sangue freddo.
Per il resto anarchia totale.
Il calcio non si è fermato, caro Gabriele.
Noi ti salutiamo ed invochiamo GIUSTIZIA