I finanziatori dell'aborto


I movimenti pro-aborto agiscono indisturbati, potendo contare sull’appoggio delle forze politiche di sinistra e sulla disponibilità di ingenti capitali, forniti da personalità di spicco del mondo dell’economia, che ne sostengono le attività propagandistiche e la creazione di strutture in cui praticare aborti clandestini.


Una caratteristica tipica del movimento abortista nel mondo è un‘immensa disponibilità finanziaria, che permette un’enorme attività propagandistica, basata sulla tecnica della menzogna ripetuta, delle mezze verità e delle false statistiche.

Brevemente, occorre ricordare l’azione pro-aborto della famiglia Rockfeller – sinonimo di per se stessa di ricchezza –, ma anche di altre personalità, come Christie Hefner, proprietaria di Playboy, che si autodefinisce «figlia della rivoluzione sessuale degli anni Sessanta» e che ha scelto di non generare figli e di finanziare tutti i movimenti pro-aborto in nome di una vera e propria «crociata personale» (Libero, 7/12/2002).

In Italia si sono distinti: gli Agnelli, con la creazione del celebre Club di Roma e la loro influenza sui grandi quotidiani; Benetton, con alcune pubblicazioni inneggianti all’aborto, alle pratiche di auto-sterilizzazione («In Corea del Sud verrai pagata per farti sterilizzare... », Colors, dicembre ‘99) ecc., ed il Partito Radicale, piccolissimo manipolo di adoratori della morte che, mentre si dichiarano non violenti e pacifisti, sostengono con tutte le forze l’aborto, l’eutanasia, la sterilizzazione volontaria, la sperimentazione sugli embrioni, la droga libera, l’anti-clericalismo più spinto con l’associazione per lo «sbattezzo» ed attività analoghe. Pur contando su percentuali di consenso infinitesimali, i radicali possiedono una delle più importanti radio italiane e possono permettersi campagne miliardarie come quella del 1999, allorché spesero, per le elezioni europee, almeno 24 miliardi di vecchie lire. Al Partito Radicale si deve la creazione, negli anni Settanta, del Cisa, Centro italiano di sterilizzazione ed aborto, di cui faceva parte il celebre dottor Conciani, un ginecologo fiorentino che praticava aborti clandestini, dividendo i guadagni con gli amici radicali, e che si dedicava anche alla sterilizzazione di ragazze e all’eutanasia. Questo «eroe» delle libertà personali e dei diritti civili, secondo la terminologia radicale, finì disperato e suicida. Alla sua morte i magistrati trovarono a suo nome «conti cospicui, depositi di preziosi, tra cui, particolare singolare, un quintale d’argento in grani» (Carlo Casini, op. cit.).

Leader del Partito Radicale, insieme a Pannella, è Emma Bonino, abortista della prima ora, autrice in prima persona di decine e decine di aborti per aspirazione, proposta insistentemente come candidato italiano a! ruolo di Alto Commissario ONU per i diritti umani da personaggi come Francesco Rutelli, leader della Margherita, Piero Fassino, segretario del DS, Giuliano Amato, Luciano Violante, Gavino Angius e Romano Prodi. Quest’ultimo ha sostenuto con forza l’idoneità della Bonino a tale carica, «più di ogni altra», per «la sua esperienza, sensibilità e storia personale» (L‘Unità, 12/12/2003).