Fonte: www.fourmilab.ch
BRUXELLES - Mentre nelle stanze chiuse del Parlamento italiano
viene ratificata la Costituzione europea, dall'epicentro
francese il terremoto degli euroscettici dilaga in Europa.
FRANCIA - In Francia i sondaggi parlano forte
e chiaro: il 54% dei cittadini è pronta a bocciare
la Costituzione europea durante il referendum che si terrà
il 29 maggio. I favorevoli corrispondono invece al 46%.
Nei quattro rilevamenti statistici compiuti in Francia nelle
ultime settimane si èrilevata inoltre una crescita
dei no alla Carta Ue. Nel giro di 15 giorni, i contrari
sono cresciuti del 2% passando dal 52 al 54%. Mentre il
governo di Jacques Chirac è in stato di mobilitazione
per promuovere la Costituzione, i francesi pare abbiano
già le idee chiare, sia sul Trattato Ue chesull'adesione
della Turchia all'Ue. Il 63% dei cittadini è infatti
contrario all'ingresso di Ankara. Percentuali simili anche
in Germania dove il 64% dei tedeschi si è espressa
negativamente sull'entrata del Paese di Tayyp Erdogan nell'Unione.
DANIMARCA - Istituzioni comunitarie troppo
lontane, burocrazia eccessiva, meccanismi poco democratici.
Queste sono solo alcune delle ragioni che spingono numerosi
danesi ad essere ostili alla Ue. Nell'intento di fare digerire
ai suoi concittadini la Carta Ue, che sarà loro sottoposta
il 27settembre, il primo ministro Anders Fogh Rasmussen
ha rilasciato dichiarazioni allarmanti: un no alla Costituzione
unita creerà «insicurezza in Danimarca circa
quale sarà il suo futuro in Europa». Ma i risultati
delle ultime elezioni politiche, dove sono stati premiati
alcuni partiti euroscettici, avevano già evidenziato
che i danesi non vedono di buon occhio l'invadenza di norme
e direttive imposte da Bruxelles.
SVEZIA - Hanno bocciato l'euro, hanno disertato
le elezioni per l'Europarlamento e mal sopportano il centralismo
europeo. Gli svedesi hanno fatto sentire a gran voce il
loro euroscetticismo votando numerosi il partito Lista Giugno
(14,45) ai danni di partiti euro-entusiasti come quello
del premier socialdemocratico Goeran Person. Fondata dal
professor Nils Lundgren, la Lista Giugno si batte contro
i poteri accentratori dell'Unione, contro la Costituzione
Ue e contro l'euro. Oltre a sostenere che l'Ue porta meno
democrazia, più inquinamento e maggiori disparitàsociali.
POLONIA - A storcere il naso all'Unione europea
ci sono anche i polacchi che hanno aderito in massa al partito
Autodifesa di Andrzei Lepper, fortemente euroscettico, che
è diventata la seconda forza politica del Paese e,
insieme alla Lega cattolica delle famiglie polacche, movimento
di ispirazione nazionalista e clericale, denuncia la limitazione
della sovranità nazionale e i problemi economici
che l'Ue provoca.
GRAN BRETAGNA - La culla dell'euroscetticismo
si chiama Gran Bretagna. È nota l'ostilità
dei sudditi di Sua Maestà verso il Superstato europeo
e verso l'euro. Non a caso lo scorso giugno il partito Ukip,
che sostiene la necessità che il Regno Unito esca
dalla Ue, ha raggiunto un notevolerisultato
conquistando ben il 12 seggi all'Europarlamento. Uno dei
leader del movimento ha dichiarato: «la Costituzione
europea segna l'inizio della fine della Gran Bretagna come
Stato nazione basato sull'autogoverno».