Ettore Muti il Fascista perfetto


Autore: Umberto Bonino

Le prime ore del 24 Agosto 1943, la data in cui Ettore Muti, o meglio
Gim dagli occhi verdi (il nomignolo che l’accompagnerà per gran parte della vita e coniato per lui da Gabriele d’Annunzio) viene ucciso in circostanze tutt’oggi misteriose… è da qui, ovvero dalla fine tragica, che parte il nostro breve ricordo. Qualcuno erroneamente pensava di poter cancellare con la morte del “Fascista perfetto” la sua storia unica ed assolutamente inimitabile degna dell’eroismo italico. Eroismo un tempo non raro nel popolo italiano ed oggi praticamente scomparso ed impossibile anche soltanto da immaginare. Era nato a Ravenna il 22 Maggio 1902, volontario di guerra a 14 anni, volontario degli arditi nell’impresa di Fiume, il più giovane dell’impresa, fin da ragazzo dimostra un ardimento guerriero non comune elogiato anche da Gabriele D’annunzio. Dopo l’esperienza fiumana ritorna a Ravenna sua citta natale ed aderisce ai neo-nati Fasci di combattimento. In breve tempo non ci saranno avversari degni di lui e dei suoi Fascisti. Per un uomo come lui la scalata (mai realmente voluta) del partito è cosa scontata. Dopo la Marcia su Roma e negli anni del ventennio il soldato e gerarca Ettore, si interessa sempre più all’aviazione e diventa un ottimo pilota di caccia. Parte volontario per la guerra d’Abissinia, e come tutti gli italiani del suo tempo, spera di trasferisi definitivamente in quella nuova terra. Controvoglia entra nell reparto d’assalto aereo “la disperata” di Galeazzo Ciano, non ama i gerarchi “chic” e ha difficoltà con il Generale Badoglio ma, nonostante ciò e come normale per lui, si copre di gloria. Parte volontario per la guerra di Spagna il suo vero trionfo militare. Sarà il soldato ed aviatore migliore del contingente italiano, stimato dagli spagnoli e dai tedeschi con questa guerra diventa a tutti gli effetti uno dei migliori gerarchi del ventennio. La terra di Spagna sarà per lui una seconda casa. Subito dopo l’esperienza spagnola, inizia la sua vera scalata al potere politico e cominciano anche le sue maggiori difficoltà. Viene infatti eletto Segretario del P.N.F., entra a tutti gli effetti nel potere romano, ma non si abituerà mai, lui soldato e spartano, al bizantinismo della politica e dei salotti. Diviene noto per esempio il suo dar dell’ “eccellenza” ai suoi sottoposti. Un modo come un altro per sbeffeggiare il titolo e la “carica” politica. Non dura molto, come lui stesso ebbe a scrivere alla madre “meno di un anno” e così fu, lui, nemico della burocrazia e delle scartoffie, non poteva durare. Non fu un dramma, anzi per lui fu una liberazione che comunque non arrivò subito. Mussolini inizialmente respinse le sue dimissioni. In guerra il nostro eroe combatte contro le linee di rifornimento britannico dalla sua base area di Rodi. Tra mille problemi militari e logistici, capiva i limiti e sopratutto vedeva l’inadeguatezza dei nostri armamenti. Gli ultimi furono anni di tormenti: quelli di un uomo che poteva e sapeva dare alla amata Patria tutto se stesso. Alla Caduta di Mussolini si ritira nella sua villa di Fregene, insieme all’amante del periodo. Nessuno lo cerca fino alla notte a cavallo del 23 e 24 agosto, quando bussano alla sua porta. E’ sorpreso, gli dicono “eccellenza deve seguirci”. Lui si veste in fretta e parte con loro, senza paura e sopratutto con la coscienza tranquilla. A poche centinaia di metri per una via buia di pineta, si sentiranno colpi d’arma da fuoco ed il rumore di una bomba a mano. I carabinieri della scorta dissero “voleva scappare”. Nessuno ci credette ed ancor oggi nessuno sa relamente come andarono le cose. La sua morte il prezzo del tradimento. Aveva 40 anni ed una vita inimitabile alle spalle. Il Fascista perfetto dicevamo all’inizio, spavaldo, coraggioso, amante rapace, “più bello di Rodolfo Valentino” eroico e sopratutto se stesso. E’ impossibile descrivere in poche righe una vita, specialmente quella del nostro Gim. Sia lui l’esempio per i nostri giovani. Camerati. Ettore Muti: PRESENTE!