Maurizio Blondet
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Andrei Lugovoi
Mosca non consegnerà a Londra Andrei Lugovoi, l’ex agente del KGB che gli inglesi accusano di aver assassinato (col polonio) Aleksander Litvinenko.
Marina Grideva, la portavoce della Procura Generale russa, ha spiegato: «Un cittadino russo che abbia commesso un delitto in uno Stato straniero può essere giudicato penalmente solo su territorio russo, dietro presentazione del materiale di prova da parte dello Stato offeso. Per il momento non abbiamo ricevuto dalla Gran Bretagna nessun documento ufficiale di accusa né abbiamo alcun documento di estradizione sul caso di avvelenamento di Aleksander Litvinenko. Naturalmente, se tali documenti arrivano, riceveranno la più profonda attenzione…».
Che dire?
Forse Londra ha solo «annunciato» ai media di aver chiesto l’estradizione di Lugovoi.
Forse pretende l’estradizione di un cittadino russo senza fornire materiale indiziario, per così dire «sulla parola».
Dopotutto, è quel che può accadere ad un cittadino europeo sotto la nuova giurisdizione; un italiano può essere reclamato dalla Romania o dalla Polonia a rispondere ad un tribunale di laggiù (di cui non conosce la lingua e le procedure) e consegnato «sulla parola» dello Stato che lo pretende.
In Russia, pare che i giudici russi pretendano che i cittadini russi non possano essere sottratti ai loro giudici «naturali», che sono appunto i magistrati russi.
Strana pretesa: dopotutto, è l’Inghilterra ad essere la culla del diritto, è l’Unione Europea la nuova civiltà giuridica di cui l’Occidente va fiero.
Ma naturalmente la storia non è tutta qui.
La Russia ha da tempo chiesto a Londra l’estradizione dell'oligarca ebreo Boris Berezovski, noto criminale, che ha recentemente vantato di preparare un golpe contro Putin, incontrando un netto rifiuto.
Peggio: Londra ha concesso asilo politico al ceceno Akhmed Zakaev, che la Russia ricerca dal settembre 2001 per terrorismo, organizzazione di lotta armata, omicidio attuato e tentato, oltre che di rapina a mano armata.
L’asilo politico inglese è stato concesso benchè l’Interpol abbia spiccato contro Zakaev mandato di cattura internazionale; e nonostante il mandato Interpol, Zakaev ha viaggiato liberamente in Germania e in Olanda e in Danimarca: solo in quest’ultimo Paese è stato arrestato per cinque settimane nel 2002, ma poi rilasciato.
Vive per lo più a Londra, dove un giudice britannico ha rifiutato la sua estradizione il 13 novembre 2003, e dove il 29 novembre ha ottenuto l’asilo che spetta ai perseguitati politici.
No, non pare possibile che Mosca conceda a Londra l’estradizione di Lugovoi.
E sembra che il senso di diritto sia coltivato più ad Est che a Ovest.