Piemonte: Appello al voto, ma più che a un voto alla ribellione!

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Una cosa è chiara: i maggiori partiti politici oggi in Italia sono diventati null'altro che grosse agenzie di collocamento. Basta infatti ripercorrere a ritroso la storia dei maggiori schieramenti politici nazionali, per constatare che al presente le idee ed i principi sostenuti da queste agenzie sono l'esatto contrario di quello che andavano sostenendo una dozzina di anni fa. Per "ovvie" ragioni. Stiamo infatti assistendo quotidianamente al fallimento della politica, laddove per politica si intende la volontà di cambiare al meglio le cose: emblematica a questo proposito la risposta di un politico locale: "Non mi interessa affatto cambiare le cose perché in Italia è del tutto inutile". Un grosso fallimento: ideale, umano, etico, politico. Sintomo da non trascurare affatto, anzi il germe di una disfatta dalle proporzioni enormi e dalle conseguenze devastanti: etiche, culturali, ambientali e sociali appunto. Il non averne coscienza o il far finta di non vederle in nome di un tirare a campare mortificante e meschino sarà causa di profonde degenerazioni: peraltro in atto e ben visibili. Lo abbiamo già detto: i governi devono ispirare lo spirito di un popolo non assecondarne i gusti. I gusti delle masse sono spesso rozzi e barbari: veline, botte da stadio, immondizia, maleducazione. Parole impietose certo ma concretamente visibili, e a occhio nudo, in ogni dove. E la politica è la prima causa responsabile di questo andazzo: sono infatti i nostrani politici lampadati i primi a trasmettere opportunismo, cinismo, convenienza, falsità e corruzione. Le cronache abbondano di tali esempi, quotidianamente. Eppure, ciononostante e stordite da questa evidenza, mandrie umane continuano a sostenere con il voto questo letamaio umano pagato fior di quattrini: stipendi faraonici ingiustificati ed ingiustificabili che garantiscono - grazie alla distribuzione delle briciole - il mantenimento di questo loro potere. Personaggi che già sindaci, presidenti e consiglieri si candidano anche per il parlamento: sappiamo per esperienza cosa significhi gestire un piccolo assessorato di un piccolo paese e ci chiediamo come sia possibile che esistano simili super uomini. Peraltro il nostro è un paese di fenomeni. Occorre perciò distruggere questo sistema: senza se e senza ma. La prima riforma da fare è quella politica e non è sufficente per questo ridurre il numero dei parlamentari: ai politici vengano infatti consegnati stipendi pari a quelli di operai specializzati ("la politica come servizio" recitano vari slogan, no?), tanto alla Camera quanto al Senato ed ai vari portaborse, nonché ai consiglieri di ogni ordine e grado. Via inoltre privilegi, indennizzi e pensionamenti senza senso: la politica così com'è è una truffa allo stesso modo di questa millantata democrazia. Una prova? "Par condicio": in ogni dove si vedono sempre e solo i candidati dei maggiori schieramenti, degli altri poche o nessuna traccia: il sistema sa come difendersi... Pensare che spesso sono i più motivati, quelli che lo fanno mettendoci del proprio, quelli che hanno solo da perderci, quelli che però cambierebbero veramente questo andazzo: pensarci qualche volta. Lodovico Ellena, Forza Nuova.