SCICLI,17/1/2007
La grave crisi di tutti i comparti della nostra agricoltura,in particolare agrumicoltura e ortofrutticoltura, non ha trovato risposte adeguate da parte di tutte le forze politiche né tanto meno provvedimenti risolutivi da parte del Governo Italiano.
Vi è da segnalare che le motivazioni dello stato di crisi della nostra agricoltura sono state esaminate e dibattute ampiamente nel corso dell’Assemblea dei Produttori Agricoli,tenutasi Sabato 10 Febbraio 2007 nel Centro di Incontro di Cava D’Aliga.
Tale crisi affonda le radici nella politica di apertura indiscriminata dei mercati europei alla invasione di prodotti agricoli dai paesi
extra-comunitari.
L’inizio di tale politica risale alla fatidica data del 15 Aprile 1994,quando nella città marocchina di Marrakesh,i rappresentanti di 117 Paesi apposero la firma definitiva su un complicato accordo che regolava il commercio internazionale, imponendo di autorità la liberalizzazione internazionale degli scambi a tutti i Paesi firmatari,azzerando quasi totalmente i dazi doganali e abolendo altresì tutte le barriere non tariffarie.
Nacque così un nuovo ente internazionale, battezzato con la sigla WTO, (Organizzazione Mondiale del Commercio)in funzione degli interessi dell’Impero Americano e delle sue Multinazionali.
Naturalmente l’Italia fu uno dei 117 Paesi firmatari che infilo la testa in quel cappio,senza che noi cittadini italiani abbiamo mai votato per entrare nel WTO, ci ritrovammo infilate anche le nostre teste in quel cappio.
Una volta tracciata la direzione di marcia, l’Europa inizia immediatamente la stipula dei cosiddetti accordi di libero scambio, tra il 1995 e il 2005,ne vengono stipulati ben otto,di cui quattro siglati sotto la Presidenza del Consiglio d’Europa di ROMANO PRODI.
Tali accordi vengono stipulati con l’Algeria ,l’Egitto, Israele, la Giordania, il Libano, il Marocco, la Siria e la Tunisia.
Inizia così la svendita della nostra agricoltura, l’Europa apre i nostri mercati alle importazioni di prodotti agricoli extra comunitari e in contraccambio esporta prodotti industriali.
Si realizza così il grande baratto ai danni della nostra agricoltura e inizia quindi la lenta agonia della agricoltura meridionale e della Sicilia.
Fatta questa premessa, si impone immediatamente la necessità di adottare provvedimenti urgenti al fine di risolvere la crisi della nostra agricoltura e della Sicilia.
Pertanto Forza Nuova chiede al Governo Italiano e ai Ministeri di competenza:
1) di rispettare ed applicare immediatamente la clausola di salvaguardia, costituente parte integrante di tutti gli accordi di libero scambio, la quale prevede espressamente che qualora un prodotto sia importato in quantità tali da provocare pregiudizio grave ai produttori nazionali di prodotti analoghi o gravi problemi in qualsiasi settore dell’economia o difficoltà che potrebbero causare un grave deterioramento della situazione economica di una regione,la Comunità, su proposta dei Governi interessati, può adottare le opportune misure fino al blocco parziale o totale delle importazioni al fine di porre rimedio alla crisi del settore;
2) di rinegoziare tutti gli accordi di libero scambio, rideterminando le quantità di prodotti agricoli importabili nella Comunità in modo tale da evitare l’effetto devastante del crollo dei prezzi dei nostri prodotti agricoli e il fallimento delle nostre imprese agricole.
Per quanto riguarda le misure di carattere fiscale
chiede
a) una graduale progressiva riduzione dell’ICI e dell’IRAP fino a giungere alla loro totale abrogazione;
b) l’introduzione nello Statuto del Contribuente del Principio Fondamentale di Civiltà Giuridica che non vi può essere pagamento di imposta in assenza di reddito (abrogazione di tutte le imposte patrimoniali).
c) che l’ obbligo di effettuare tutti i versamenti, da parte dei titolari di partita Iva con F24 telematico, sia reso facoltativo;
d) abrogazione della norma che condiziona il mantenimento della ruralità dei fabbricati, all’iscrizione nel registro delle imprese da parte dell’imprenditore agricolo (art.2, co 37,Legge 286/2006);
e) la revisione del sistema sanzionatorio in materia di norme sulla qualità dei prodotti ortofrutticoli, il quale prevede l’irrogazione di sanzioni spropositate, da € 550 a € 15.500, per la semplice difformità di calibro del prodotto commercializzato;
In ultimo si chiede la revisione della regolamentazione dell’esercizio del pascolo degli ovi-caprini.
In accordo con il Segretario Nazionale di Forza Nuova Roberto Fiore chiederemo un incontro urgente, con il Ministro per le Politiche Agricole e il con il Ministro delle Finanze, al fine di discutere le superiori richieste.
Coordinatore Provinciale
Forza Nuova
Ragusa
Giuseppe Implatini |