Difendono le tenere menti

Maurizio Blondet
www.effedieffe.com
26/10/2006


Conferenza al «diplomificio» di Camerino
Un lettore mi segnala: il nostro sito www.effedieffe.com non è raggiungibile dai computer dell'Università di Camerino.
Se si prova a cercarlo, appare un messaggio che dice:
«DansGuardian - messaggio negato -
E' stato negato per il seguente motivo:
E' stato superato il limite per le frasi pesate.
Stai vedendo questo errore perchè la pagina che hai cercato di accedere contiene, o è marcata come contenente, materiale che è stato ritenuto non appropriato».

Anche altri siti come «Disinformazione» e «Come don Chisciotte» subiscono lo stesso bavaglio a Camerino.
Interessante l'accenno, nel messaggio di accesso negato, alle «frasi pesate» che hanno superato il limite.
Palesemente, il software DansGuardian pare essere uno di quei programmi-filtro che servono a impedire ai bambini di guardare le donne nude su internet.
Funzionano più o meno inserendo parole-chiave di per sé sospette, come «sex», «porno», ecc.
Quando queste parole appaiono troppo spesso nel sito ricercato, scatta l'accesso negato.
Poiché né Effedieffe né gli altri siti imbavagliati a Camerino espongono donne nude, sarebbe interessante sapere quali parole-chiave sono state inserite in modo da bloccare le nostre informazioni come «materiale non appropriato», da cui difendere le tenere menti degli studenti e dei professori.
Forse «Israele»?
«Quarto Reich»?
O «burocrazie inadempienti», di cui certamente i burocrati che gestiscono l'università (di Camerino o no) sono parte integrale?
Magari nomi di persona con contenuto maialesco, come «Katsav», il presidente giudeo incriminato per aver trombato una decina di sue impiegate?
O «Prodi», faccia di per sé alquanto oscena?
O magari «Cretinopoli», vero nome del Paese italiota?
Ancora più interessante sarebbe sapere quale mente, nel celebre diplomificio di Camerino, si è arrogata il potere di censurare silenziosamente i siti d'informazione non-ufficiale, e in base a quali criteri li ha giudicati pericolosi per la salute mentale dei giovani.
Ma questo non lo sapremo mai.
Questo tipo umano agisce dietro le quinte, alla chetichella, tra il lusco e il brusco.
Non rispondono ai contribuenti che pagano i loro stipendi, ma ad altri padroni.

La censura coperta è il loro modo di intendere la libertà accademica; restringere il dibattito pubblico a ciò che è ammesso e corretto politicamente, questa è per loro la libertà: la libertà che si prendono, si capisce.
E' inutile evocare l'articolo 21 della Costituzione italiana: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure».
Ma non è un'evocazione, è ormai una riesumazione un po' necrofila.
Vige ormai una «costituzione materiale di Cretinopoli» in base alla quale chi ha un minimo potere pubblico, si arroga il diritto di abusarne.
L'accesso negato ad articoli che forniscono informazioni e riflessioni non è diverso dal rogo dei libri tanto rimproverato al Terzo Reich: la differenza è nella ridicolaggine della cosa.
Fra l'altro, il filtro allestito dai genii di Cretinopoli-Camerino funziona solo con Explorer; basta usare Mozilla e già si vede l'orrendo, pericoloso Effedieffe.
Ma i cretinopolitani di Camerino hanno le spalle coperte.
C'è una certa atmosfera nell'Unione Europea - sotto sorveglianza di tremila lobby, note e ignote - per cui internet sta cominciando ad essere considerata pericolosa, e per ben precisi motivi: troppo gratuita, e troppo libera.
Come ha raccontato il Times, la Commissione Europea ha approvato una bozza di legge che equiparerebbe servizi come Youtube e Google Video, ma anche qualsiasi sito o blog in cui sono presenti video o immagini in movimento, ad un «servizio televisivo», costringendolo di conseguenza ad adattarsi alle normative che regolano le trasmissioni televisive.

Di fatto, tutte le immagini su internet diverrebbero soggette ad «autorizzazioni» e probabilmente a tassazioni, manco fossero Mediaset e la CNN.
E' un modo di imporre la censura senza ovviamente dirlo.
Si segnala qui il nome della luminosa figura che promuove la nuova censura: è Viviane Reding, la commissaria per le comunicazioni.
La signora - che non mi pare nessuno abbia mai votato, come del resto Padoa-Schioppa in Kostoris - è del Lussemburgo, ovviamente: il paradiso fiscale del riciclaggio e dell'usura nel cuore d'Europa, il più vicino alla nota lobby e alle molteplici lobby d'interesse particolare di cui la commissione Europea è il riconosciuto comitato d'affari.
La signora proclama di voler proteggere le giovani menti dei bambini soprattutto dai «discorsi d'odio» che possono trovare su internet - ossia probabilmente il cosiddetto «antisemitismo».
Sia detto a suo onore, si sta opponendo al giro di vite Shaun Woodward, ministro inglese delle Comunicazioni.
E propone una definizione chiara, a livello europeo, di cosa sia «televisione» e di cosa non lo sia.
Lo fa, beninteso, con argomenti da bottegaio liberista: «Il rischio reale di questa proposta UE è quello di sbattere fuori dal mercato un potenziale nuovo MySpace a causa dei costi necessari per ottenere i permessi di trasmissione, mentre questo tipo di società potrebbero continuare ad operare tranquillamente al di fuori della UE».
Ma è pur sempre qualcosa.

Ma la lobby, quella nota e quelle ignote, insistono, martellano, chiamano
al telefono i loro maggiordomi politici.
Insomma non dormono mai, e riescono a far inserire norme censorie e limitative della libertà di scambio - intellettuale e di pensiero, non di denaro - che vige ancora su internet.
E così, ficcato e seminascosto nel grosso tomo della Finanziaria di Prodi, articolo 35, la Mortadella inadempiente ha inserito, da dipendente Goldman Sachs, una mina nascosta proprio destinata ad internet: l'obbligo, per chi riproduce anche in modo parziale articoli di riviste o giornali «con qualunque mezzo», di corrispondere un compenso agli editori di tali pubblicazioni.
(Con una giunta a favore dei burocrati: «Sono escluse dalla corresponsione del compenso le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo…»).
Furbescamente prodiano: vi distruggiamo, voi blogghisti, facendovi pagare per tutto ciò che citate.
Vi roviniamo economicamente, così smetterete di scambiarvi notizie «non appropriate» e pensieri gratuiti.
Per fortuna siamo a Cretinopoli: se Visco sta cercando di capire come controllare, colpire e tassare ogni blog, dovrà impiegare per la bisogna l'intera Guardia di Finanza, compresa la scorta del senatore a vita Emilio Colombo, sottraendola al necessario compito di fornire la coca a un padre della patria.
Possiamo fidare nella ragguardevole componente dei cocainomani che illustrano il nostro Legislativo perché la norma liberticida non venga mai applicata?
In ogni caso, il cerchio si stringe attorno alla libertà di internet.

Sarà il caso di premunirsi scaricando Emule e collegandosi a questo sistema:
che scavalca tutti i server e fa del vostro computer la cellula di una rete mondiale di computer privati, enormemente «ridondante».
In questo mondo corre già una frenetica attività di scambio gratuito di tutto, anche di cose bellissime e introvabili.
Personalmente ho scaricato tutti i fados di Amalia Rodriguez, più Edit Piaf, Adriana Varela e Fausto Cigliano, e un film italiano di prima di Cretinopoli, splendido e politicamente scorretto, «Alfa Tau».
Fatelo anche voi, rifatevi l'orecchio alle canzoni popolari della vecchia Europa prima della colonizzazione negro-rap.
Poi sappiatemi dire.
L'università (cosiddetta) di Camerino non riuscirà ad impedirci di corrompere la gioventù anche con «Munastèro e' Santa Chiara», «Barco Negro» e persino «A media luz»: cosa che abbiamo la ferma intenzione di continuare a fare.

Maurizio Blondet