Autore: Stefano Ianni Lucio ( Cosenza)
La minaccia cinese incombe inesorabilmente su di noi. Non
è solo una questione economica ma è il preludio
di una lenta colonizzazione dell' Europa da parte del "
dragone rosso". La Cina con la sua crescita economica
sta finanziando le proprie forze, con l'intenzione di poter
diffondere in tutto il mondo la propria e pericolosa ideologia.
E' per questo che bisogna far capire che vi è una
reale minaccia per le nostre tradizioni,per i nostri confini
e per la nostra gente. Una buona e dinamica economia, come
quella cinese che cresce annualmente del 9% è un'arma
in più per la causa comunista per diffondere il proprio
sistema,anzi per imporre i propri ideali e distruggere quelli
che le vanno contro. Per far fronte a questa minaccia non
ci resta altro che adoperare le loro identiche armi,se non
un qualcosa in più:investire sulla ricerca tecnologica
italiana,imporre dei dazi sulle merci cinesi e cercare di
acquistare ,questo è riferito ai consumatori, solo
i prodotti italiani che sono sinonimo di qualità
e garanzia.
L'appello che si deve rivolgere a tutti è questo:non
comprate prodotti cinesi,facendovi ingannare dal basso costo
che può destare l'impressione di aver fatto un buon
affare,perché in realtà l'affare non esiste
,in quanto i prodotti C.E.(che non significa "comunità
europea"ma "China exporting")non sono sottoposti
ad alcun controllo e provengono dalla mano d'opera di povera
gente super sfruttata e salariata con un misero stipendio.
Diffidate dal tentativo d'imitazione "made in China"
dei nostri prodotti che provoca solo dolore per la nostra
economia,che poi si riversa su di noi cittadini italiani.
Ovviamente questo discorso non è diretto solo ai
nostri inermi consumatori, ma deve essere preso in considerazione
dalla nostra classe dirigente che deve attuare immediatamente
delle misure capaci di contrastare questo pericolo. Ma purtroppo
il governo italiano è affidato anche e soprattutto
a personaggi che appartengono al ramo estremo della sinistra
,ovvero a comunisti sfegatati ,ai quali importa poco la
causa nazionale perché guidati da uno spirito internazionalista
tipico dell'indole comunista. E se fosse per loro sarebbe
una vittoria se la Cina ,che è il più grande
stato al mondo ad avere una dittatura comunista,riuscisse
ad imporre i propri ideali marxisti al mondo intero,Italia
compresa. Dobbiamo allora NOI cercare di sovvertire questa
realtà che mette in serio pericolo l'italica indole
millenaria, costituita da grandi tradizioni usi e costumi.
Dobbiamo inserire nei nostri programmi delle idee ben chiare
e dei punti saldi che possano davvero rinforzare l'economia
italiana. Innanzitutto bisogna imporre dei dazi alle merci
cinesi, finanziare la ricerca tecnologica e creare le condizioni
perché si possa attuare uno stato economico basato
principalmente su una nuova AUTARCHIA. Attuare questo stato
economico non vuol dire fare un discorso pateticamente anacronistico,
anzi se si riuscisse a creare una nuova autarchia significherebbe
dare più importanza ai prodotti italiani e soprattutto
alla mano d'opera nazionale,insomma ai lavoratori italiani.
Perché dobbiamo importare pomodori ,quando i nostri
consorzi possono assolvere la richiesta nazionale fornendocene
grandi quantità di questo prodotto? Perché
dobbiamo importare giocattoli ,poco sicuri, vestiti e altri
prodotti provenienti da varie parti del mondo e soprattutto
dalla Cina quando noi abbiamo le capacità di produrli?
Dobbiamo far arrivare all'epilogo il tempo della grande
ed inutile diplomazia che si pensava potesse far arrivare
l'Italia a grandi livelli internazionali, quando invece
non ha fatto altro che rammollire il grande e glorioso carattere
italico.