Il Corriere della Sera e i figli dei gay


venerdì 9 maggio 2008

uranium2.jpgLunedì 5 maggio Il Corriere della Sera, in due pagine (8 e 9), ha cercato di spiegarci che i figli non hanno bisogno di una madre e di un padre. Basta che siano in due. Misti, uguali, replicanti, identici. Questi bambini, ci spiegano, stanno bene, crescono bene, non hanno problemi e l’orientamento sessuale dei genitori non incide sullo sviluppo dei bambini. Anzi, Margherita Bottino, psicologa, e Daniela Danna sociologa, descrivono i figli degli omosessuali come bambini più tolleranti, meno conformi agli stereotipi di genere. Insomma, nessun problema? No, un problema c’è, ci illuminano quelli del Corsera, l’unico pericolo è che questi bimbi subiscono i pregiudizi della nostra società e della famiglia tradizionale. Una corrispondenza da Prato però testimonia che ci sono punti di “eccellenza”. In Maremma una coppia manda il bimbo in un asilo di suore perché non c’è quello comunale: “Il piccolo è stato accolto così bene che le maestre per rispettarlo non hanno festeggiato la festa della mamma e del papà”. Insomma, il giornale della grande borghesia italiana, lunedì 5 assomigliava molto all’inserto domenicale di Liberazione (Queer) che da settimane sta tentando di “educare” i compagni che l’eterosessualità è un prodotto della sovrastruttura, ma che in realtà è un preconcetto edificato dalla società borghese. Ora, confesso che mi ha sorpreso questa strana “comunanza” tra il quotidiano di via Solferino e l’organo di stampa di Rifondazione. Quale il legame? Per tutelare i diritti dei figli delle coppie gay e lesbo, ci spiega il Corsera, è nata tre anni fa l’associazione Famiglie Arcobaleno. Eccoci, mi son detto. Arcobaleno, come la sinistra sconfitta e scomparsa alle ultime elezioni. A questo punto non saprei dire chi ha portato sfiga, però una cosa è certa, l’operaio con famiglia e prole, gradirebbe tanto sentir discutere di politiche per la famiglia. Perché la sinistra è uscita così mal ridotta dalle ultime elezioni? Perché il vecchio Cipputi è un uomo, e la casalinga di Voghera è una donna. I vari apologeti dei “diritti” per tutti, dimenticano sempre una cosa che invece i proletari sanno bene, i figli delle coppie omosessuali non esistono. I figli sono sempre il frutto di una rapporto eterosessuale. E questo, sia ben chiaro, è darwinismo e non deriva clericale.

 

Barroso e i laici muratori
Partite le grandi manovre per la giostra delle nomine europee.
Barroso è di nuovo al centro delle indiscrezioni e delle voci di corridoio, pettegolezzi e notiziole di ogni tipo.  E' del tutto normale quando si avvicina il momento delle Grandi Decisioni. Ma questo non toglie che si possano trarre spunti per costruire pensieri curiosi.

 Che il presidente della Commissione punti a un reincarico l'anno venturo per altri cinque anni di mandato è una delle prime cose che ho sentito dire quando sono arrivato qui quasi due anni fa.  La novità è che ora sarebbe tentato dalla possibilità di diventare lui presidente dell'Unione, con un cumulo di cariche che i Trattati sembrano permettere. 

 Per questo deve fare attenzione. Su tutti i fronti.  Si è assicurato con Sarkozy dando alla Francia l'ambìto portafoglio Giustizia che era italiano, così ora Parigi può tenere un occhio sulle politiche migratorie proprio come voleva l’Eliseo. Ha stretto già un patto con Berlusconi, accettando Tajani e cucendo l'intesa che porta l'Italia alla responsabilità del Trasporti, molto gradita al cavaliere. E' un uomo abile, Barroso. Sa quello che deve fare, sa che ha bisogno di consensi globali, sa che ogni cosa ha un suo prezzo.

 Così non è forse un caso che qualche giorni fa abbia ricevuto Michel Payen, presidente della federazione francese detta le Droit Humain, una delle principali logge massoniche transalpine di radice "liberale e adogmatica". L'organizzazione ha anche diffuso un comunicato per sottolineare il tempo, l'attenzione e il sostegno che il portoghese le ha rivolto. Cito: "La delegazione ha ricevuto dal presidente Barroso le assicurazioni del suo attaccamento alla spirito della laicità e al principio della separazione della religione dalla Stato". Barroso per la cronaca è un popolare cattolico.

 L'incontro è assolutamente inedito nel suo genere. Il segnale è chiaro. Il potere e la politica stanno preparando la grande tornata di nomine del 2009, nuovo presidente Ue, nuovo parlamento e nuova Commissione. Barroso, cattolico e popolare, non ha intenzione di rinunciare ad alcuna carta.

 Prepariamoci per un anno interessante, con la speranza che non si parli solo delle malefatte dell'Italia che la prossima settimana saranno al centro dell'agenda. Lunedì, le previsioni economiche di Almunia diranno che la nostra economica è debole e in ritardo. Mercoledì saremo stangati per non aver applicato i diktat sui rifiuti a Napoli. Talvolta è dura essere dei nostri anche per chi, ricordando Flaiano, fa della nostra nazionalità una professione.