Considerazioni per contrastare i prodotti cinesi



Al fine di contrastare l’importazione dei prodotti cinesi in Italia i compiti della Guardia di Finanza sono vasti e completi, a parer mio non vi è un giusto interesse politico atto a contrastare l’importazione di detti prodotti infatti il servizio navale della Guardia di Finanza è oggi il più completo e specializzato organismo di polizia (giudiziaria, finanziaria, tributaria, economica di sicurezza militare), cui lo stato possa disporre in mare.
Il servizio di vigilanza in mare della G.di F. , sorto quale attività di polizia doganale marittima – a tutele degli interessi prettamente fiscali e quale necessari completamento dell’attività di vigilanza e di contrasto al contrabbando svolta dai reparti di terra -, nel corso degli anni ha visto progressivamente ampliati i settori di intervento, al punto che il servizio navale del corpo può essere considerato oggi il più completo e specializzato organismo di polizia.
Il servizio navale del corpo, considerato nel contesto della più generale organizzazione della Guardia di finanza – con poteri propri ed esclusivi di polizia tributaria che l’ordinamento giuridico le conferisce, rappresenta oggi un efficace strumento per la vigilanza sul mare, ad esso sono affidati compiti di polizia finanziaria marittima – polizia marittima, di assistenza e segnalazione – sicurezza e soccorso in mare – polizia ecologica, antinquinamento e di tutela dei patrimoni ittico e archeologico sottomarino.-
La facoltà ed i poteri demandati alla G. di F. disciplinati da norme di carattere interno oltre che da convenzioni internazionali, sono ovviamente mutevoli in relazione alle delimitazioni spaziali (acque interne – mare territoriale – alto mare) oltre che in dipendenza delle varie classificazioni giuridiche dei mezzi nautici, alla loro nazionalità ed alla loro naturale destinazione (navi mercantili – da diporto – da pesca)
Nella zona di Vigilanza doganale marittima, il cui concetto spaziale è stato modificato ed adeguato ai tempi da due distinte leggi (14.08.1974 nr. 359 e D.P.R. 26.3.1977 NR. 816 modificatrici di alcuni contenuti dell’art. 2 del codice della navigazione) la G. di F. esercita una duplice attività di polizia marittima e di polizia finanziaria. I servizi a carattere finanziario a sua volta si suddividono in servizi di polizia tributaria e altri servizi di polizia finanziaria. Il servizio di polizia tributaria consente di tutelare un ampio arco di interessi, primeggia tra questi il servizio di polizia doganale, se non ai fini della riscossione dell’imposta , ai fini della tutela dell’interesse fiscale.
Altro importante settore, ai fini tributari e quello relativo alla imposizione diretta. In questo campo vanno tenuti presenti i pericoli di evasione fiscale connessi all’esercizio di natanti bandiera di comodo (panamense, liberiana, honduregna). Si tratta di evitare l’elusione degli obblighi fiscali che consistono nell’occultare l’elemento patrimoniale (natante da diporto) simulando l’attribuzione del natante a club nautici esteri ovvero a persone fisiche o giuridiche straniere.
Per le navi straniere e italiane di stazza netta non superiore alle 200 tonnellate la G. di F. può, salire a bordo per farsi esibire il manifesto di carico. Per le navi superiori alle 200 tonnellate la vigilanza è esercitata sui movimenti delle navi medesime, in caso di imbarco, sbarco o trasbordo dove non vi siano uffici doganali vi è la facoltà di salire a bordo e di scortare le navi alla più vicina dogana.
Nei luoghi dove non vi sono uffici doganali è vietato ai capitani delle navi, salvo il permesso della dogana o caso di forza maggiore di :
- rasentare il lido, gettare l’ancora, stare alla cappa;
- mettersi in comunicazione con la terra in modo che sia agevole lo sbarco o l’imbarco di merci o approdare.
Obbligo di approdo solo nei luoghi all’uopo destinati.
L’ inosservanza integra il reato di contrabbando nel movimento marittimo delle merci.
Entro la zona di vigilanza doganale marittima le navi dirette ad un porto della Stato devono essere munite di manifesto di carico aventi i seguenti requisiti – nome e bandiera della nave – stazza netta – numero degli uomini dell’equipaggio – generalità del capitano – provenienza e approdi fatti –specie del carico e quantità – numero, qualità e peso dei colli.

Per le navi provenienti da porti esteri nei quali non si rilascia il manifesto di partenza può essere prescritto mediante decreto del presidente della repubblica, che il capitano sia munito di un manifesto di carico vidimato dall’autorità consolare italiana. Quando la nave è ammessa a libera pratica, (ovvero la documentazione sanitaria e del personale imbarcato risulta essere in regola) il manifesto deve essere consegnato entro 24 ore dall’approdo.

Come si può notare la Guardia di Finanza svolge tutte le attività atte al controllo delle merci importate.

A parer mio si dovrebbe:
1. eseguire i controlli delle merci a tappeto e non a campione (più personale);
2. destinare al controllo personale specializzato e in presenza di personale sanitario;
3. disciplinare la materia delle importazioni di materia vitale per l’economia nazionale;
4. prevedere maggiori azioni di vigilanza ad operazioni di controllo e ad operazioni repressive;
5. provvedere ai controlli incrociati sulla sorta dei beni importati, acquistati e venduti;
6. disciplinare la concessione delle licenze di vendita al pubblico (es. dopo aver acquisito la cittadinanza italiana ed avere un certo capitale, disciplinando lo stesso facendo attenzione all’esportazione all’estero)
7. maggior controllo anagrafico dei cittadini provenienti dalla Cina e residenti in Italia;
8. incentivare le assegnazioni sui capitoli di bilancio (navale) del carburante e dei fuori sede del personale imbarcato. (gran parte delle imbarcazioni non possono uscire in mare per mancanza di carburante);
9. coordinare il servizio aereo con le unità navali (aereo perlustrazione) (navale repressione) (terra controllo);