Roma ospiterà una piazza e una statua dedicate allo
statista turco Mustafa Kemal Ataturk che, negli anni in
cui in Europa stava terminando il primo conflitto mondiale,
si adoperò per portare a termine il genocidio di
oltre un milione e mezzo di armeni
Il Consiglio per la comunità armena
di Roma ha accolto con stupore la notizia che Roma ospiterà,
oltre a una piazza, anche una statua dedicata allo statista
turco Mustafa Kemal Ataturk. “Proprio nell’anno
in cui ricorre il novantesimo anniversario del genocidio
armeno - dicono dalla Comunità -, si è costretti
a prendere atto dell’ennesimo affronto fatto alla
memoria di un milione e cinquecento mila martiri armeni
del 1915.
Poche settimane or sono, era stata la Rai a offendere la
sensibilità degli armeni e dei telespettatori tutti
programmando, in prima visione, il film di Egoyan nel cuore
della notte. Nel mentre la stessa Unione europea ribadisce
che il riconoscimento del genocidio è condizione
essenziale per un eventuale futuro allargamento alla Turchia,
non mancano purtroppo episodi di antistorico negazionismo
ai quali l’ufficialità di cerimonie (come quella
romana) o talune dichiarazioni politiche rischiano di dar
manforte”. E in effetti, lo statista turco Ataturk,
fu colui che, negli anni in cui in Europa stava terminando
il primo conflitto mondiale, si adoperò per portare
a termine il genocidio di oltre un milione e mezzo di armeni,
portati a morire senza alcuna spiegazione nel deserto di
Deir es Zor, in Siria, dopo essere stati “sradicati”
dalla terra in cui vivevano da secoli, l’attuale Turchia.
“Siamo fermamente convinti - dicono ancora dalla Comunità
armena della capitale - che una città come Roma con
una vocazione multietnica e multiculturale non può
esimersi dal dare spazio a tutti, ma siamo altrettanto fermamente
convinti che i diritti degli uni non possono e non devono
calpestare in nessun caso la memoria degli altri”.
Secondo la Comunità armena di Roma, Ataturk ha sì
creato “un modello di nazione laica qual è
la Turchia”, ma nel fare ciò non ha esitato
“a coprire la responsabilità di chi prima di
lui aveva commesso il primo genocidio del XX secolo eliminando
dalla faccia della terra un milione e mezzo di armeni innocenti”.
“Ci è ben noto – hanno scritto dalla
Comunità al sindaco di Roma, Walter Veltroni –
il grande sforzo da lei compiuto per la lotta a favore del
diritto alla memoria per le vittime dell’Olocausto
ebraico e il nostro auspicio è che questo sforzo
sia esteso, non solo agli armeni, ma anche a tutte quelle
minoranze ed etnie che hanno subito e subiscono ingiustizie
e soprusi”. E ancora: “Non ci sembra corretto
trovarsi costretti a prendere atto dell’ennesimo affronto
fatto a un diritto sacrosanto per qualsiasi nazione: il
diritto alla memoria. È in nome di questo diritto
che il Consiglio per la comunità armena di Roma le
rivolge questo appello, nella convinzione che la strada
per raggiungere pace e fratellanza fra tutti i popoli della
terra debba cominciare dal rispetto del dolore e della memoria
di ogni individuo. Certi di un suo riscontro positivo, cogliamo
l’occasione per chiederle un incontro con una nostra
rappresentanza”. Al momento, il sindaco di Roma ancora
non ha risposto alle richieste degli armeni della Capitale
nonostante, da tutto il mondo, le varie comunità
armene della diaspora, stiano inviando lettere di protesta.