Forza Nuova Palermo: noi stiamo con i "mercatari"
Com'è distratta Palermo, presa com'è dalle vicende calcistiche, in questo timido inizio di primavera...
Qualcuno si rode ancora per la mancata vittoria, per un soffio, dei rosanero al Ferraris di Genova, qualcun altro si affida ai santi per vedere il Palermo in Champions League e c'è chi azzarda: «ieri i 'mercatari' hanno ribaltato la camionetta dei vigili urbani in via Galilei» - «Ecco, ancora loro!».
A crearne l'identikit criminale ci pensano i giornali, pronti a sacrificare le ragioni di una categoria intera per non guastare i sorrisi impomatati dei politici di turno, come il consigliere comunale del Pd Vincenzo Tanania, che nel suo retorico intervento di condanna farnetica di attacchi alla democrazia!
Ed ancora, il Comando dei Vigili Urbani (che motiva i rapporti, circa i mercatini rionali, con argomentazioni pretestuose) latitante, per carenza di organico, dice, quando si tratta di sorvegliare sull'abusivismo dilagante - soprattutto extra-comunitario - e stranamente schierato come un esercito in battaglia solo quando si tratta di rendere esecutive le delibere contro i mercatari che pagano le tasse.
Motivo della contesa è, infatti, una delibera vessatoria che vorrebbe spostare il mercatino dalla produttiva via Galilei per relegarlo nella «riserva indiana» di piazzale Giotto. Delibera firmata dal comune nel 2007 e mai resa esecutiva proprio per la sua gratuità, un emendamento le cui vere ragioni risultano sconosciute anche ai suoi firmatari di allora, sia del centro-destra che del centro-sinistra. Ma ci sono anche le ordinanze inspiegabili e arbitrarie che non tengono conto delle associazioni di categoria e smembrano interi mercatini relegando alcune bancarelle in posti deserti, assicurando così giornate nere per quei «mercatari» che sono costretti a subirle.
Eccoci presenti, allora, a pochi giorni dalla bagarre di via Galilei, in una sala gremita di lavoratori ambulanti carichi di speranze, ma anche in forte apprensione per il proprio futuro, dove prendono la parola il responsabile del movimento spontaneo degli operatori dei mercatini rionali ed il presidente locale di Confesercenti Giovanni Felice Giunta; un po' per fare il punto della situazione, un po' per intrattenere gli astanti, nell'attesa che le autorità, quali l'assessore alle attività produttive Felice Bruscia ed il deputato regionale Francesco Scoma, si fossero degnate di intervenire...
Ricordo che mio papà, quando qualcuno imbarazzato diceva: «I migliori si fanno sempre attendere», da galantuomo qual'era, tuonava: «No! Quelli sono i vastasi».
Così, di Scoma neanche l'ombra, di Bruscia, invece, quella sala si ricorderà per la profonda impopolarità delle sue proposizioni che hanno suscitato urla di disapprovazione e, a tratti, (involontaria?) ilarità.
Marcato stretto, Bruscia, la butta sul politichese ed accusa ora i colleghi del consiglio comunale, ora l'assemblea dei capi-gruppo all'ARS, colpevoli, a suo dire, di avere ignorato le istanze dei lavoratori, il che non ci stupisce, ed i suoi interventi in aula, su quest'ultima uscita ci scappa un sorriso...L'unica cosa concreta che l'assessore riesce a proporre, risulta essere quella di subire supinamente la delibera comunale ed incolonnarsi come tanti agnelli sacrificali verso piazzale Giotto.
Il potere, con il suo disinteresse, con le sue colpevoli assenze, con le sue risibili soluzioni, di fatto, condanna questi lavoratori, queste famiglie ad un futuro incerto, fatto di soprusi che ledono la dignità e attentano alle tasche, già vuote per mille ragioni, di commercianti che hanno già per nemici il caro-vita ed il maltempo.
Noi forzanovisti ci schieriamo, ancora una volta, dalla parte di chi non ha voce e, a proposito di agnelli sacrificali, rispondiamo al potere con le stesse parole dello scrittore Ernst Junger: «Tra il grigio delle pecore si celano i lupi, vale a dire quegli esseri che non hanno dimenticato che cos'è la libertà. E non soltanto quei lupi sono forti in se stessi, c'è anche il rischio che, un brutto giorno, essi trasmettano le loro qualità alla massa e che il gregge si trasformi in branco. È questo l'incubo dei potenti».
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