Gianfranco Tatozzi si è dimesso
Con una lettera inviata al premier Prodi, Gianfranco Tatozzi,
Alto Commissario per la lotta alla corruzione, ha presentato
le sue dimissioni "irrevocabili". Tatozzi, ex magistrato
di Cassazione, era stato nominato nell'ottobre 2004. Il commissario
non ha anticipato i motivi della sua decisione, anche se è
probabile che sia legata alla norma "salva amministratori"
inserita in Finanziaria che abbrevia i tempi di prescrizione
dei reati contabili
Tatozzi ha piu' volte puntato l'indice contro "i reiterati
e ostinati tentativi" di arrivare alla soppressione dell'
alto commissario Anticorruzione. Un primo tentativo, poi fallito,
era riconducibile al ddl Nicolais sulla semplificazione che
prevedeva la cancellazione della struttura guidata da Tatozzi.
Ma il rischio imminente di chiusura e' ora rappresentato - ha
piu' volte sottolineato l'ex magistrato - dall' art.29 del decreto
Bersani, che prevede la chiusura degli enti che entro il prossimo
4 gennaio non provvedono a un riordino con Dpr. ''Non c'e' sicuramente
tempo per noi - aveva spiegato Tatozzi - questo e' un tentativo
silente e surrettizio per cancellare l'alto commissario Anticorruzione".
Rilette oggi, quelle amare dichiarazioni sembrano lasciare intendere
che Tatozzi (nominato da Berlusconi a una carica quinquennale
che scadrebbe, quindi, nel 2009) possa aver voluto giocare d'
anticipo con la carta delle dimissioni: in questo modo esce
di scena per favorire un ricambio al vertice della struttura
e impedire il suo smantellamento.
A giudicare ''gravi ed inquietanti'' le dimissioni di Tatozzi
e' Giampiero D'Alia, capogruppo Udc in commissione Affari Costituzionali.
"L'imbarazzo e l' affanno con cui i signori dell' Unione
hanno cercato di prendere le distanze dalla norma ad personam
- dice D'Alia - la dice lunga sulla doppiezza con cui affrontano
la questione morale''.
Al momento di insediarsi alla guida dell' Alto Commissario (idea
nata dal precedente governo di centrosinistra ma messa in pratica
dal governo Berlusconi), Gianfranco Tatozzi disse a chiare note:
"Non saremo una superprocura in rotta di collisione con
la magistratura ordinaria. E non siamo ancora un' Authority
che puo' comminare sanzioni".
Il raggio d' azione della nuova struttura e' ampio - stanare
il dipendente che chiede la 'mazzetta', monitorare le gare pubbliche
di appalto oppure investigare sulle possibili infiltrazioni
della criminalita' organizzata nelle amministrazioni statali
e locali - ma guidato dalla volonta' di prevenire il fenomeno
degli illeciti.
Tatozzi - 67 anni abruzzese, magistrato di Cassazione - chiari'
che ''i rapporti con la politica non saranno toccati. Se il
politico fa una legge e si prende i soldi a me non riguarda.
A me interessa il commesso che intasca la mazzetta". Quanto
al legame con il presidente del Consiglio (che sceglie l'Alto
commissario e che ogni sei mesi viene messo al corrente sulla
sua attivita'), osservo': ''La dipendenza funzionale al Presidente
del Consiglio si esaurisce nell'obbligo di fargli sapere cosa
fa l'alto Commissariato. Il premier, a sua volta, riferira'
alle Camere una volta all' anno''.
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