I MEZZI PER COMBATTERE ELUSIONE ED EVASIONE NON SONO QUELLI DELLA LEGGE BERSANI-VISCO
TEMPI DURI PER L’ESERCIZIO DELLE LIBERE PROFESSIONI


Un paese nel quale le libere professioni vengono perseguitate e messe al bando da leggi capestro e massimaliste in maniera indiscriminata con la scusa della lotta all’elusione e all’evasione è un paese che non può avere un futuro democratico e civile.
L’esercizio delle libere professioni è stato reso pressochè impossibile da una legge che ha calpestato il Codice Civile,il Codice Deontologico,la Costituzione e le regole dettate dall’Unione Europea.
Perché si è detto,le dichiarazioni dei redditi delle libere professioni sono irrisorie.
Due rilievi però vanno fatti.
I mezzi per combattere elusione ed evasione non sono quelli della legge Bersani-Visco ma gli accertamenti della Guardia di Finanza. La media ponderata dei redditi dichiarati si può fare solo con elementi omogenei.
Il reddito di uno studio con trenta o quaranta collaboratori e con filiali internazionali non si può inglobare nell’attività di uno studio gestito a livello artigianale, magari ancora con un computer non di ultima generazione, in un piccolo paese di provincia, nelle depresse regioni del Centro-Sud.
Del resto i grandi studi non sono molti e sono tutti dislocati al Nord perciò non sarebbe difficile, volendo, controllarli.
E poi c’è il versamento obbligatorio delle ritenute d’acconto per le imprese, ci sono le sentenze con i nomi dei difensori e dei consulenti, depositate nelle cancellerie perciò un rigoroso controllo, sempre volendolo fare, sarebbe non solo possibile, ma darebbe risultati assolutamente certi e sicuri.
Come ha denunziato il presidente della Cassa Nazionale Forense Avv. De Tilla, il fine devastante della legge Bersani-Visco è quello di distruggere l’autonomia delle professioni, per colpirle mortalmente, mentre le ha già fatte regredire al rango di un venditore di prodotti ortofrutticoli, imponendo la stesura di contratti scritti tra professionista e cliente, introducendo il patto di quota lite e obbligando a stabilire in via preventiva il costo di un processo che può durare anche dieci anni e in più con aumenti cadenzati ma costanti delle spese giudiziarie!
Intanto è semplicemente ridicolo avere previsto che, nel 2008, i pagamenti per contanti sono consentiti fino a cento euro.

Ma poi con quale diritto lo Stato può imporre ad un professionista di tenere due conti correnti distinti, accollandosi, senza diritto a rimborso le relative spese?
Come si può obbligare un cittadino a tenere un conto corrente per il pagamento degli onorari professionali ovvero obbligarlo a recarsi in banca e fare una lunga fila per fare un assegno circolare?
E pensare che moti anni addietro, i rapporti tra contribuenti e fisco erano stati rivisti alla luce di uno statuto del contribuente rimasto soltanto cartaceo.
E poi c’è la liberalizzazione della pubblicità professionale copiata malamente dall’America dove gli studi professionali si fanno pubblicità a suon di costosi spot televisivi ed intere pagine di quotidiani.
A Milano un professionista, ovviamente bisognoso di pubblicità, aveva comprato un grande spazio su un quotidiano per farsi pubblicità indicando i prezzi molto bassi che praticava ma quando la notizia era arrivata all’ordine professionale di appartenenza, il professionista, che ha così perduto pubblicità e denaro, è stato minacciato di procedimento disciplinare.
Il discorso è sempre lo stesso,in Italia le leggi le fanno i non addetti ai lavori ai quali è sfuggito che il decreto Bersani è incostituzionale perché emesso senza il necessario carattere di urgenza,viola il Codice Civile,il Codice Deontologico,la Normativa U.E. impone obblighi onerosi e costi non ripetibili e mortifica la dignità delle libere professioni.
Se in Italia si vogliono distruggere le libere professioni si abbia il coraggio di dirlo esplicitamente.
Dopo di che si potrà applicare il regime Stalinista della statalizzazione delle professioni,i liberi professionisti non saranno più liberi,avranno uno stipendio mensile,saranno designati da appositi elenchi ma,almeno,non saranno più perseguitati e messi ingiustamente alla gogna,senza potersi difendere.
Siccome,però,in Italia le leggi si fanno in fretta e male la legge Bersani contiene un grosso buco nero che la rende del tutto inefficace.Ma questo ovviamente il ministro Bersani dovrà scoprirlo da solo.
Ciò a prescindere dal fatto che l’applicabilità in Sicilia,regione autonoma a statuto speciale,non è scontata ma è tutta da verificare. Bye – Bye !!!!!!! Signor ministro
(Ufficio tecnico-legale forzanovista di Messina – LCA)