AGGIORNATO 11 AGOSTO 2005

SUORA IN GINOCCHIO PER 12 ORE CONTRO IL SET DEL “Codice Da Vinci”

“Sarà pure una fiction ma è blasfemo girare qui dentro un film del genere!” così Suor Mary Micheal, 61 anni, che ha pregato, in ginocchio, per 12 ore davanti alla Cattedrale di Lincoln, in Inghilterra, manifesta la sua indignazione verso la scelta di Tom Hanks (lo spielbergeriano soldato Ryan) e la sua troupe, che in questi giorni stanno girando la trasposizione cinematografica del romanzo masso-blasfemo “Codice Da Vinci” nei luoghi dell’abbazia di Lincoln. Nel romanzo, corredato da falsi documenti storici che vengono fatti apparire veri o verosimili agli ingenui e ignoranti lettori, si sostiene che Nostro Signore Gesù Cristo non sarebbe morto in croce per salvarci dai nostri peccati, dalla morte e per ristabilire la Santa Alleanza con Dio Padre, spezzata dall’idolatria umana, Egli avrebbe, bensì, sposato Maria Maddalena con la quale avrebbe generato figli e iniziato una discendenza.
Il romanzo sostiene altresì che un’organizzazione segreta, disposta ad ogni genere di crimine, sarebbe da sempre all’opera all’interno di santa Romana Chiesa per mantenere questo “segreto” tale.
Se così fosse, Dan Brown, il massone autore del “Codice Da Vinci”, sarebbe già stato punito per la sua blasfemia come fanno i musulmani; deve infatti ritenersi fortunato che la Chiesa Cattolica non sia quella organizzazione di assassini che egli descrive, visto che per molto meno Salman Rushdie fu oggetto di una fatwa, da parte delle autorità religiose musulmane, che lo condannava a morte.
Per la pugnace Suor Mary, il decano dell’abbazia di Lincoln (protestante), è colpevole di simonia, avendo dato il nulla osta alle riprese di una storia falsa sulla vita di Nostro Signore Gesù Cristo, all’interno dell’abbazia a lui affidata in cambio di 147 mila euro.
E’ poi da rilevare che altre abbazie, in vista dei contenuti gravemente offensivi verso la figura di Nostro Signore, avevano rifiutato l’accesso e l’autorizzazione alle riprese della troupe di Tom Hanks.