“Sarà
pure una fiction ma è blasfemo girare qui dentro un
film del genere!” così Suor Mary Micheal, 61
anni, che ha pregato, in ginocchio, per 12 ore davanti alla
Cattedrale di Lincoln, in Inghilterra, manifesta la sua indignazione
verso la scelta di Tom Hanks (lo spielbergeriano soldato Ryan)
e la sua troupe, che in questi giorni stanno girando la trasposizione
cinematografica del romanzo masso-blasfemo “Codice Da
Vinci” nei luoghi dell’abbazia di Lincoln. Nel
romanzo, corredato da falsi documenti storici che vengono
fatti apparire veri o verosimili agli ingenui e ignoranti
lettori, si sostiene che Nostro Signore Gesù Cristo
non sarebbe morto in croce per salvarci dai nostri peccati,
dalla morte e per ristabilire la Santa Alleanza con Dio Padre,
spezzata dall’idolatria umana, Egli avrebbe, bensì,
sposato Maria Maddalena con la quale avrebbe generato figli
e iniziato una discendenza.
Il romanzo sostiene altresì che un’organizzazione
segreta, disposta ad ogni genere di crimine, sarebbe da sempre
all’opera all’interno di santa Romana Chiesa per
mantenere questo “segreto” tale.
Se così fosse, Dan Brown, il massone autore del “Codice
Da Vinci”, sarebbe già stato punito per la sua
blasfemia come fanno i musulmani; deve infatti ritenersi fortunato
che la Chiesa Cattolica non sia quella organizzazione di assassini
che egli descrive, visto che per molto meno Salman Rushdie
fu oggetto di una fatwa, da parte delle autorità religiose
musulmane, che lo condannava a morte.
Per la pugnace Suor Mary, il decano dell’abbazia di
Lincoln (protestante), è colpevole di simonia, avendo
dato il nulla osta alle riprese di una storia falsa sulla
vita di Nostro Signore Gesù Cristo, all’interno
dell’abbazia a lui affidata in cambio di 147 mila euro.
E’ poi da rilevare che altre abbazie, in vista dei contenuti
gravemente offensivi verso la figura di Nostro Signore, avevano
rifiutato l’accesso e l’autorizzazione alle riprese
della troupe di Tom Hanks.
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