Domani sera i telespettatori olandesi potranno provare una nuova ebbrezza: inviando un sms dal loro cellulare decideranno della vita e della morte altrui. Sul canale Bnn, il più seguito dai giovani, andrà infatti in onda l'ultimo e più agghiacciante dei reality firmati Endemol, "Il grande donatore": Lisa, 37 anni, malata terminale di cancro al cervello, dovrà scegliere a quale tra tre concorrenti - tutti e tre da anni in lista d'attesa per un rene - lasciare i suoi organi. Gli spettatori ascolteranno attenti, si faranno un'idea del profilo dei partecipanti, inizieranno a parteggiare per uno o per l'altro, proprio come se in gioco fosse un premio in denaro o una macchina fotografica ultimo modello. E loro, i concorrenti, faranno di tutto per farsi benvolere, per conquistarsi quel pubblico potente e un po' crudele come un dio pagano: mors tua vita mea, d'altra parte, e in questo caso davvero. A fine serata gli spettatori sceglieranno il più simpatico, o forse il più bello: viva lui, a morte gli altri due. Sul video passerà la solita scritta: vuoi che il rene vada a Mirko? digita 01, se invece preferisci che si salvi Paul digita 02... In fondo è così che funziona in tutti i reality, dal "Grande fratello" al "Grande donatore", solo che vita e morte non si vincono ai dadi e la salute non è un gioco d'azzardo. Persino l'Olanda, spesso apripista di tutti gli orrori di questo mondo insensato, conserva ancora un'ombra di buon senso: ci ha provato il Partito cristiano democratico a bloccare la messa in onda del programma, ma il ministro della Pubblica istruzione e dei Media, il laburista Plasterk, ha obiettato di non poterci far nulla: «Abbiamo una stampa libera», ha spiegato con orgoglio. Forse qualcuno dovrebbe spiegare a lui il concetto di libertà. Inutile dire che l'emittente millanta vene filantropiche: «Grazie alla trasmissione avremo più donazioni di organi», sostiene il capo della Bnn, già smentito dal Centro nazionale trapianti olandese. Ma il maestro di cinismo (per la cronaca, nella sigla le "O" di "Il grande donatore" sono a forma di rene...) va anche oltre: i tre concorrenti - grazie al format targato Endemol - domani sera si spartiranno un bel trentatré per cento a testa di possibilità di tornare a casa con un rene seminuovo, percentuale molto più elevata che in lista d'attesa... Nessun accenno in tutto questo a Lisa, che dallo show della vita uscirà comunque perdente e più sola di prima. "Il grande donatore" segna una svolta, inutile negarlo: credevamo che il livello più basso fosse già stato raggiunto, invece c'era ancora un "peggio" che in futuro sarà difficile superare, almeno si spera. L'americana Abc ci aveva provato con un reality in cui i malati incurabili (guarda caso indigenti) accettano di fare da cavie in diretta tivù per la sperimentazione di farmaci, ma non aveva ancora infranto il limite estremo, quel pollice verso con cui da domani lo spettatore deciderà chi deve vivere e morire, quell'sms che darà a un uomo la sua possibilità di sopravvivenza e condannerà gli altri due. È agghiacciante, siamo alla follia, hanno commentato dall'Italia politici di destra e di sinistra, bioeticisti e associazioni di genitori, famiglie e consumatori, per una volta uniti nell'indignazione contro la deriva inaccettabile della tivù. Arrivata a un passo - stavolta davvero - dal punto di non ritorno.