Le tre grandi compagnie internazionali cancellano
blog, filtrano notizie, attuano sistemi di censura. Giornalisti
presi sempre più di mira.
Pechino (AsiaNews/Agenzie) - Aumenta la censura governativa
e le accuse penali contro i giornalisti critici verso il
governo. E mentre Internet si diffonde con rapidità,
influenzando gusti e abitudini, le compagnie internazionali
come Microsoft, Yahoo, Cisco accettano tutte le limitazioni
imposte da Pechino, dando una mano alla censura.
Questa settimana Microsoft ha chiuso sul sito MSN Spaces
il blog di Zhao Jing, esperto di media, dopo la pubblicazione
di un articolo critico contro il quotidiano governativo
Beijing News sulla "purga" contro i funzionari
corrotti. "Ho pubblicato nel sito - dice Zhao - 3 pezzi
relativi al Beijing News e tutti i pezzi e gli articoli
sono stati cancellati nella rete internet cinese".
"MSN Spaces - aggiunge - [ha] ora cancellato tutti
i miei articoli e non ho dove pubblicarli". Il sito
MSN Spaces è una joint venture tra Microsoft e la
statale Shanghai Alliance Entertainment ed è il principale
ospite dei blog in Cina. Il colosso Usa risponde che la
chiusura è conforme alle norme internazionali.
Già nel 2005 ha accettato di escludere dal suo sito
termini come "dimostrazione", "movimento
democratico" e "indipendenza Taiwan". Ma
anche altre grandi ditte sono criticate perché sottostanno
ai dictat del potere cinese. Oltre a Yahoo, l'altro colosso
Usa Google è accusato di avere accettato l'eliminazione
di alcuni termini dal suo motore di ricerca in Cina e la
Cisco Systems e altre ditte hanno collaborato con il governo
cinese per creare un avanzato sistema di censura delle informazioni
su internet. In Cina sono in prigione almeno 60 cyber dissidenti,
solo fra gli intelettuali più noti, per avere diffuso
materiale "sovversivo" tramite internet.
Fra questi vi è lo scrittore Shi Tao. Il Comitato
per gli scrittori in prigione dell'International PEN afferma
che il giornalista e poeta, a causa dei lavori forzati,
soffre per problemi respiratori e malattie cutanee. Shi
è stato condannato il 27 aprile 2005 a 10 anni di
detentezione per "rivelazione all'estero di segreti
di Stato", per avere informato l'editore di un sito
web di New York sulle iniziative governative per impedire
le commemorazioni per il 15° anniversario del massacro
di piazza Tiananmen.
L'indirizzo e-mail del giornalista è stato rivelato
alla polizia dalla società internet Yahoo Inc. Dal
5 settembre è stato trasferito in un carcere di alta
sicurezza nell'Hunan dove - secondo i suoi familiari - molti
detenuti hanno problemi polmonari o respiratori per il lavoro
forzato di taglio e pulizia dei gioielli.
Un altro caso di censura e violenza è quello del
giornalista Ching Cheong.
le cui accuse sono all'esame dell'Ufficio del Procuratore
di Pechino, che deciderà se procedere penalmente.
Ching, corrispondente di un giornale di Singapore, è
detenuto da 9 mesi con l'accusa di avere venduto "informazioni
segrete" a Taiwan, ma le autorità non hanno
fornito alcuna prova perché - dicono - riguardano,
appunto, notizie segrete. Il giornalista si è sempre
detto innocente e ora rischia un'accusa penale che prevede
una grave condanna. Da mesi non ha potuto vedere nemmeno
l'avvocato nominatogli dal suo giornale: lo potrà
con certezza "vedere - dice la moglie Mary Lau Man-yee
- solo 10 giorni prima del processo".
Internet in Cina rimane uno strumento molto diffuso: nel
2005 il Paese ha superato i 100 milioni di internauti, divenendo
il secondo al mondo per i collegamenti. In risposta alla
crescente sete di informazioni, sono nate
anche nuove forme di comunicazione, come il film di 50 minuti
A Hard Day's Night, realizzato in un giorno senza fondi
a cura del popolare sito internet Dai San Ge Biao (che ha
il significato letterale di "prendi tre punti di
vista", ma fa il verso anche alla teoria politica dell'ex
leader Jiang Zemin chiamata la "teoria delle tre rappresentanze",
o San Ge Dai Biao). E' la storia paradossale di un uomo
che la polizia scambia prima per un
rapinatore, poi per un famoso divo del cinema. "Non
ci sono messaggi - dice uno degli attori - è un semplice
divertimento". Ma qualche redattore parla di "satira
politica", la polizia è descritta come boriosa
o brutale e gli
slogan del Partito Comunista sono messi in ridicolo. La
Cina è tra i 15 Paesi che l'associazione Reporters
senza frontiere ha condannato come "nemici di internet".(PB)