Fonte: Asianews
In Cina proseguono le persecuzioni fisiche
contro la Chiesa Cattolica; nell'Occidente giudaizzato continua
l'assordante silenzio sul calvario del Cattolicesimo cinese.
Suore picchiate a Xian: il governo chiede alla diocesi di
pagare la scuola che è già sua Una delle suore
rischia di rimanere paralizzata; un'altra ha perso la vista
da un occhio. Il governo offre 3 mila yuan di risarcimento
Roma(AsiaNews) Le 16 suore bastonate e ferite per
aver difeso una scuola dalla demolizione potranno consolarsi
con 3 mila yuan (circa 300 euro) che il governo della città
di Xian si è detto pronto a versare per chiudere
il caso. In più il governo cittadino ha suggerito
al vescovo di acquistare il terreno della scuola per 6,5
milioni di yuan (circa 650 mila euro), anche se la scuola
è già di proprietà della diocesi.
Il 23 novembre scorso, alle 9 di sera, 40 "teppisti"
hanno insultato e poi bastonato 16 suore che si trovavano
nella scuola che fino alla Rivoluzione culturale apparteneva
al convento delle missionarie francescane del Sacro
Cuore e che il governo voleva demolire, dopo averla venduta
a una ditta di costruzione.
A una settimana dal violento attacco, 5 suore rimangono
ancora all'ospedale.
Una rischia di rimanere paralizzata per sempre: si tratta
di suor Dong Jianian, 42 anni, colpita alla vertebra lombare.
Un'altra, suor Qing Jing, 34 anni, ha perso la vista da
un occhio. Suor Yue Xiuying (31 anni), Suor
Wang Maizao (32), e suor Zan Hongfeng (34) hanno segni di
violenza sul petto, alla testa, sulla faccia, sulle gambe.
Suor Zan ha anche la spalla sinistra slogata. La situazione
delle altre suore sta migliorando, avendo
superato la fase critica.
La sera dell'assalto vi erano 20 suore a vigilare che la
scuola non venisse demolita. All'apparire dei 40 teppisti
le suore sono andate loro incontro per fermarli. Alcuni
degli uomini hanno detto di essere stati mandati dal distretto
governativo dell'educazione. "Poi racconta una
delle suore - hanno cominciato a picchiare le nostre sorelle
con dei bastoni. Qualcuno di loro gridava: Uccidiamole,
uccidiamole!. Dal vicino convento alcune suore hanno telefonato
alla polizia, ma nessuno ha risposto alla telefonata. Governo
e polizia si sono mossi solo dopo la manifestazione organizzata
il 27 novembre dai cattolici di Xian: 600 persone hanno
dimostrato per il centro della città esponendo cartelli
con le scritte: "Ladroni". Il gruppo si è
disperso solo dopo che il governo ha promesso di risolvere
la questione.
Ieri il governo della città ha proposto la soluzione:
risarcimento di 3 mila yuan ad ogni suora colpita e richiesta
alla diocesi di pagare 6,5 milioni di yuan per la scuola.
L'arcivescovo di Xian, mons. Antonio Li Duan (uno dei vescovi
invitati da papa Benedetto XVI al sinodo sull'eucaristia)
è all'ospedale per cure contro il cancro. La proposta
del governo è stata accettata dal vescovo ausiliare
di Xian, mons. Dang Mingyan, ma essa lascia perplessi e
contrari i fedeli.
La scuola appartiene già alla diocesi e secondo la
legge cinese, non essendo più utilizzata dallo stato,
dovrebbe tornare ai legittimi proprietari. "Non abbiamo
tutti questi soldi dice un sacerdote e poi non
capisco: ci stavano rubando una proprietà e adesso
ci dicono che dobbiamo pagare". Un altro sacerdote
afferma: "Questo terreno apparteneva alla Chiesa e
ora dobbiamo pagarlo. C'è un senso in tutto ciò?
Temo però che la decisione del vescovo dipenda dal
timore che le suore soffrano di altri attacchi in futuro".
Anche le suore non sono soddisfatte. Secondo alcune, la
somma per il risarcimento non copre nemmeno le spese mediche
sostenute dal convento. In
più, esse dicono, il governo non si è nemmeno
scusato. La scuola del Rosario è situata nel centro
cittadino, vicino al convento delle suore e alla cattedrale
di Xian. Durante la Rivoluzione Culturale (1966-1976) è
stata requisita dallo stato e trasformata in una scuola
elementare. Nel 2003 la scuola ha trovato un'altra sede
e l'edificio è rimasto vuoto. Per legge essa dovrebbe
tornare ai legittimi proprietari. Invece il governo della
città l'ha venduto a una ditta di costruzioni che
vuole sviluppare l'area con appartamenti in previsione delle
Olimpiadi. (AsiaNews del 30 novembre 2005) Dopo l'assalto
alle suore si temono rappresaglie contro i cattolici di
Xian.
L'Ufficio affari religiosi ha sguinzagliato suoi membri
per investigare chi ha diffuso la notizia. Il governo insiste
che la diocesi deve pagare la scuola, posseduta dalla Chiesa
da prima del 1952 Roma (AsiaNews) I cattolici di Xian
temono rappresaglie del governo dopo la fuga di notizie
sulle violenze alle suore e la manifestazione organizzata
una settimana fa dai fedeli per chiedere il ritorno della
scuola della diocesi, venduta dal governo a un'impresa edile.
Alcuni sacerdoti hanno espresso ad AsiaNews i loro timori:
il governo ha inviato nelle parrocchie membri dell'Ufficio
affari religiosi a scoprire chi ha partecipato alle proteste,
chi guidava la marcia e chi ha fatto fotografie e le ha
divulgate. Alcune delle foto sono giunte ad AsiaNews. Da
ieri, vari siti cattolici sono stati oscurati e la notizia
dell'assalto alle suore è stata cancellata.
Il problema più grave rimane la pretesa del governo
di vendere il terreno della scuola alla diocesi che ne era
già proprietaria nel 1952.
AsiaNews