E’ segreto di Pulcinella (noto a magistrati, forze dell’ordine, operatori della sicurezza, giornalisti e politici governativi) l’organicità del vertice brigatista rosso con settori dei servizi segreti italiani e stranieri e con strutture “di sicurezza” del vecchio PCI.
Ognuno dei partecipanti al “gioco” inseguiva (e insegue) i suoi propri fini cercando di utilizzare l’altro ed essendone a sua volta consapevolmente utilizzato.
Alberto Franceschini, fondatore e primo vero capo BR, nel suo libro “Mara, Renato ed io”, racconta, con dovizia di particolari e prove, lo scippo dell’organizzazione BR compiuto da Mario Moretti per conto del Mossad e di settori “particolari” dei Carabinieri.
A tutti sono noti i contatti organici tra il SISDE e Giovanni Senzani, capo delle Brigate Rosse-Partito della Guerriglia. Ricordiamo anche il ruolo svolto da Igor Markevitch (sodale di Licio Gelli, cittadino israeliano e agente triplo Mossad-CIA-servizi britannici) nella genesi delle BR e nella gestione del sequestro Moro; egli è il Grande Vecchio di cui parla Bettino Craxi, l’Anfitrione Fiorentino di cui parlano Moretti-Faranda e su di lui rimandiamo all’esaudiente opera “L’intermediario misterioso”.
Qui vogliamo parlare di fatti che ci interessano più da vicino. E’ innegabile che un numero estremamente alto di ex(?) esponenti del terrore rosso e loro contigui siano oggi inseriti in gangli vitali del potere reale.
Le ultimissime Brigate Rosse-Seconda Posizione erano “seguite” dal Sisde che ha permesso loro di colpire militarmente le sedi forzanoviste di Roma e Padova nel volgere di pochi giorni. Sembra che l’attentatore di Roma, appartenente ad un Centro Sociale di Roma sud, sia stato individuato ma è ancora stranamente libero; gli attentatori di Padova (pur essendo stati lasciati liberi di agire) sono stati individuati e arrestati ma forse perché le indagini erano lontane dal “centro direzionale” romano. Infatti, le colonne milanesi, torinesi, padovane sono state individuate, disarmate, smantellate; erano tutte organiche a importanti Centri sociali a struttura nazionale. E’ possibile che a Roma non esistesse nulla? Dubitiamo.
Uno degli arrestati (e poi rilasciati) a Sesto San Giovanni, tale Falessi è stato trovato in possesso di veline riservate ministeriali che potevano provenire solo da uffici DIGOS e SISDE; egli è organico al Movimento Proletario Anticapitalista emanazione nazionale del CIP (Comitato Iniziativa Proletaria)-Alessandrino. Tale organizzazione è finanziata da anni direttamente dai fondi neri SISDE e ciò è diventato di pubblico dominio giudiziario e giornalistico in seguito alle indagini sull’omicidio all’Olgiata di Roma della contessa Alberica Filo Della Torre, elemento di snodo di tali finanziamenti. A tale proposito si legga il comunicato in calce prodotto dalle realtà “pulite” dell’antagonismo rosso romano nel 1994.
Facendo un salto indietro nel tempo, arriviamo al 7 gennaio 1978. Qual giorno, davanti alla sezione missina del Tuscolano-Roma venivano assassinati tre attivisti del Fronte della Gioventù. Uno di questi era ucciso a freddo dal capitano dei carabinieri Sivori; gli altri due erano abbattuti da un commando “rosso” che usava una mitraglietta Skorpion, molto rara in Italia. Da successive indagini si evinceva che la mitraglietta (insieme ad un’altra) era di proprietà del cantante italo-americano Jimmy Fontana, mafioso e massone tesserato P2. Negli anni successivi tale mitraglietta comparirà come arma personale di Alvaro Lojacono, bierre, figlio di un industriale farmaceutico e alto dirigente PCI, uno dei capi della struttura militare Pot.Op. (responsabile della strage di Primavalle), omicida dello studente anticomunista greco Mikis Mantakas in Via Ottaviano-Roma, e sospettato di almeno altri sette omicidi (tra cui Tartaglione e Tarantelli) eseguiti con la stessa Skorpion. Rifugiato in Svizzera non è mai stato estradato, è rimasto operativo, fermato in Corsica nel 2001 non è estradato in Italia e ritorna libero. Egli è strettamente legato ad Alessio Casimirri, unico non BR che partecipa all’agguato di Via Fani, militante di Potere Operaio-Primavalle, mai arrestato, ora libero in Nicaragua così come mai arrestato e ora libero in Brasile è Achille Lollo di Potere Operaio Primavalle responsabile dell’omonima strage.
Torniamo al CIP-Alessandrino e alla mitraglietta Skorpion. Nei primi anni 2000 una ragazza, ex militante del CIP-Alessandrino, si presenta alle autorità e racconta che, nel corso di una riunione del CIP-Alessandrino, quando lei aveva 16 anni, uno degli esponenti di punta del comitato si era presentato con una mitraglietta skorpion dicendo che il giorno dopo l’avrebbe usata contro i fascisti di Via Acca Larentia. Il giovane è immediatamente arrestato con l’accusa di duplice omicidio; stranamente, trova (in isolamento) i mezzi per suicidarsi dopo solo poche ore. Tutto è di nuovo silenziato.
Altro salto nel tempo. Omicidio D’Antona a Roma. Il commando guidato da Mario Galesi era sotto controllo dei ROS dei carabinieri che avevano individuato l’abitazione di Galesi il quale si era reso latitante da mesi mentre era sottoposto ad obbligo di firma per una serie di rapine a mano armata. Furono lasciati liberi di agire. Non solo! Furono individuati e fermati solo grazie a un controllo casuale della Polizia Ferroviaria; senza quel “colpo di fortuna” avrebbero insanguinato l’Italia ancora per anni. Alcuni dei più stretti amici di Galesi sono stati “benevolmente trattati” dalle indagini. Per esempio, Giorgia Saraceni figlia dell’ex giudice fondatore di Magistratura Democratica oppure Jerome Cruciani istruttore di pugilato, compagno di rapine di Galesi, organizzatore per conto di Nunzio D’Erme (leader storico dei centri sociali romani) di corsi e campionati di pugilato nel circuito dei centri sociali.
Nel corso delle indagini sul delitto D’Antona fu individuata una struttura, di cui faceva parte Alessandro Geri, il telefonista delle Brigate Rosse. Con una tessera telefonica da cui era stata più volte chiamata la sua famiglia e casa sua, fu fatta la rivendicazione del delitto D’Antona. Inoltre, egli fu riconosciuto da un ragazzino che faceva la fila per telefonare dopo di lui. A indagini in corso, qualcuno fece trapelare la notizia; il Geri si potè liberare della tessera telefonica e dichiarare agli inquirenti che l’aveva data alla fidanzata che, successivamente, l’aveva girata a un gruppo di zingari in un centro sociale. Geri presentò un alibi, sostenuto da una sindacalista CUB già imputata per violenze e minacce, asserendo che era stato a casa a lavorare al computer per conto della CGIL di Roma. La perizia tecnica per conto della difesa di Geri fu opera di un esperto informatico dei servizi segreti che, entro poche settimane, fu ritrovato suicidato in casa vicino Guidonia. Libero anche Geri.
Per non parlare dello scandalo di cui si occupò il “Giornale “ e che riguardava l’ atteggiamento compiacente di un magistrato romano fratello di un noto politico comunista, che avrebbe fatto sapere all’ avvocato di un sospettato brigatista come e quando il suo assistito si doveva allarmare perché controllato dalle forze di polizia: il tutto in conversazioni telefoniche registrate ed apparse appunto sul “Giornale”.
Noi pensiamo che ci sia una struttura brigatista su Roma che non viene colpita perché agganciata a poteri giudiziari e paragovernativi fortissimi: questa struttura ritiene Forza Nuova ed i suoi uomini obiettivo da colpire.
SEGUE DOCUMENTO POLITICO SUI RAPPORTI TRA CIP-ALESSANDRINO E SISDE.
Rapporti tra CENTRO DI INIZIATIVA POPOLARE ALESSANDRINO e SISDE
Dentro questa forma violenta di mutamento a destra di tutto l'asse politico-economico, all'interno delle contraddizioni del passaggio di potere, alta, deve essere la guardia di chi si oppone all'egemonia capitalista sulla società, alla reazione, contro le possibili, e probabili, provocazioni politico, ''poliziesche di cui un movimento antagonista eterogeneo e frammentato come l'attuale, può essere fatto oggetto.
In questo contesto, la difesa del nostro patrimonio politico è importante, come importante è chiarezza ed onestà tra le componenti del movimento antagonista, chiarezza che non lascia spazio ad ambiguità, ovunque si manifestino.
In riferimento alle vicende del CENTRO DI INIZIATIVA POPOLARE ALESSANDRINO (ora C.I.P. ROMA SUD), considerando la visibile escalation della tensione nella città, di Roma, diventa improcrastinabile l'assunzione di una posizione chiara, che non lasci spazio ad interpretazioni ambigue o di comodo. Non saremo noi ad indagare sulle responsabilità di Alberto Luzzi (fondatore e dirigente del CIP., socio della cooperativa "Il geranio", redattore della rivista "Assalto al cielo"), sulle vicende che hanno visto lui e l'intera direzione politica del CIP pericolosamente vicini a personaggi del SISDE, ma riteniamo necessario ragionare su alcuni dati inconfutabili: Alberto Luzzi ha preso soldi dai fondi neri del SISDE tramite sua madre Matilde Martucci (la famosa "zarina"), funzionaria del SISDE e segretaria di Malpica, utilizzati per l'acquisto di case e per rilevare la proprietà dell'agenzia di viaggi "Miura Travel" dopo il fallimento della stessa, utilizzata (come documentato da numerosi articoli di quotidiani) dal SISDE per viaggi di servizio, agenzia in cui Luzzi già era impiegato. In questa nuova agenzia, la "Scilla Travel", ora posta sotto inchiesta, lavoravano altri esponenti del CIP.
Il movimento romano è venuto a conoscenza di questi "strani" fatti solo a seguito della pubblicazione sui giornali delle notizie inerenti all'inchiesta sull'utilizzo dei fondi neri del SISDE e, con grande disponibilità, ha chiesto spiegazioni sia agli individui direttamente coinvolti, che al CIP tutto, ed e così cominciato un balletto di bugie e contraddizioni.
In un primo tempo è stato negato qualsiasi rapporto tra Alberto Luzzi e la madre. All'indomani, in un successivo incontro, alle strette davanti all'evidenza dei fatti, la dirigenza del CIP ha dichiarato di essere a conoscenza da alcuni mesi di tutto, anche della provenienza dei soldi del Luzzi, ed insieme a tutta la struttura ha sostenuto di non dover dare spiegazioni in merito a nessuno e di non sentirsi messa in discussione da altri se non dal "giudizio del proletariato".
Queste posizioni, ambigue ed arroganti, hanno determinato fino ad oggi il congelamento dei rapporti fra quasi tutte le strutture romane ed il CIP. Nei mesi seguenti, però, si sono ripetuti atti palesemente provocatori da parte del CIP o di strutture ad esso contigue, fino all’imposizione di una presenza di massa alla convenzione nazionale della sinistra anticapitalista del 26-27 giugno a Roma.
Estromessi fisicamente dall’assemblea, a seguito del loro comportamento provocatorio ed arrogante, questi figuri, unitamente al Comitato Anticapitalista Studenti Universitari, al comitato "Casamatta" di Corviale, al "Comitato per la pace e la solidarietà fra i popoli" e ad alcuni militanti del Movimento Proletario Anticapitalista aggredivano alcuni compagni isolati, colpendone successivamente due alla testa con un estintore causando loro gravi ferite. L'arroganza, l'insolenza, l'ambiguità non possono ormai più prevaricare la realtà: la dirigenza del CIP-Roma Sud si comporta, oggettivamente, come un gruppo di provocatori. La condotta politica di costoro va condannata senza mezzi termini e questa ambiguità di fatto non dovrà trovare ossigeno per riproporsi sotto altre forme e sigle.
La consapevolezza della gravità della situazione è tale da indurci a ritenere improcrastinabile una presa di posizione chiara, che non lasci spazio a posizioni ambigue e di comodo, invitando tutti i compagni/e a confrontarsi con essa.
Invitiamo il CIP Roma Sud e tutte le strutture facenti parte della stessa organizzazione nazionale, i1 Movimento Proletario Anticapitalista, ad evitare di partecipare alle scadenze del movimento antagonista, siano esse assemblee, cortei o manifestazioni, ricordando che provocazioni, insolenze, minacce, non saranno più tollerate, vedranno una risposta chiara e di massa, precisa e puntuale.
Roma 19 giugno 1994
RADIO ONDA ROSSA, COMITATO "CARLOS FONSECA", I CENTRI SOCIALI: RICOMINCIO DAL FARO, HAI VISTO QUINTO, BLITZ, LAURENTINOKKUPATO; COMITATO DI LOTTA DEL QUADRARO, COLLETTIVO COMUNISTA UNIVERSITARIO, REDAZIONE DI INCOMPATIBILI, MOV. DI LOTTA DEI CASTELLI, AK47, LABORATORIO SOCIALE VIA DEI PAMPINI.