Tratto da Quality of Life, Settembre 2006
Il numero degli aborti registrati in Belgio non smette di aumentare di
anno in anno. Questa informazione è stata largamente diffusa dai media
pubblicati dal Gruppo Concentra, senza che lopinione pubblica ne
venisse particolarmente turbata.
A Bruxelles, la cifra degli aborti praticati è finanche più elevata:
una gravidanza su cinque è interrotta volontariamente; nel 2005,
17.867 donne hanno interrotto la loro gravidanza, il che significa 705
aborti in più dellanno precedente, ossia un aumento del 4%.
Questo risultato sarebbe dovuto in parte alla migliore organizzazione,
in parte alla registrazione delle gravidanze interrotte. Alcuni hanno
fatto notare però che il Governo in questo periodo ha acconsentito ad
una vasta distribuzione di preservativi (900.000 preservativi
gratuiti) e questo fà pensare che non abbia ottenuto i risultati
sperati.
Letà media della donna che abortisce è di 27 anni. La metà
di esse ha già avuto dei bambini e ricorre allaborto stimando che la
loro famiglia è già al completo. Sono principalmente le donne fra i
20 ed i 40 anni che decidono di ricorrere ad una interruzione di
gravidanza.
I medici intervistati in un articolo apparso sullo Standaard del 1°
Settembre 2006, vorrebbero rassicurare il lettore: il Belgio resta il
Paese nel quale la cifra in percentuale riferita agli aborti, è la più
bassa in rapporto con quelle della Olanda e della Francia. Per il
dott. Marc Cosyns, della Università di Gand, laborto è il male minore
e «noi dobbiamo convivere con esso» anche se pare che alcune donne vi
fanno ricorso due o tre volte nel corso della loro vita. Molti
interlocutori si rallegrano infine del fatto che il tabou dellaborto
sia finalmente scomparso grazie alla sua depenalizzazione ed anche
perchè un aborto praticato in un centro di planning familiare costa
in tutto e per tutto 2,96 euro a donna. Il resto delle spese è tutto a
carico della collettività
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