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uranium2.jpg Gli zingari continuano a rubare bimbi. Ennesimo episodio di un odioso e persistente fenomeno

di Alessandra Consonni
 
A Napoli una rom è stata fermata sulle scale con ancora in braccio il neonato rapito. Nel 2006 ben 41 zingari in manette per traffico di centinaia di bambini

Napoli (Italia) - Lo sfruttamento più odioso dei bimbi è il grande business dela delinquenza nomade: per procurarsi questa fonte di guadagno c'è chi non esita a rapirli, come sabato sera hanno cercato di fare anche a Napoli, nel degradato quartiere di Ponticelli. Una ragazza di 16 anni si è intrufolata in un condominio di via Principe, scavalcando un cancelletto. E’ andata a colpo sicuro, perché fuori dalla porta spiccava il fiocco rosa che annuncia un lieto evento. In quella casa c’era una neonata: un bottino infinitamente più prezioso dei gioielli che la giovane zingara si era già messa in tasca, “visitando” altri appartamenti.

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Tecnodegenerazioni: bimba con tre mamme

La storia della "bambina con tre mamme" raccontata ieri dalla Stampa è da tenere a mente. Una coppia belga in cui la donna è sterile, nel 2004 ingaggia per ottomila euro una madre surrogata, una donna disoccupata con tre figli. Dopo essere stata fecondata con il seme dell'uomo, essere rimasta incinta e aver incassato i soldi, la donna racconta ai committenti di aver avuto un aborto spontaneo. Si scoprirà invece che ha rivenduto la bambina per quindicimila euro a una coppia olandese, dopo aver vagliato e scartato l'offerta di due omosessuali maschi. La faccenda è stata scoperta, e il padre naturale, il committente truffato, ora rivendica la bambina, che già da tre anni vive con la coppia che l'ha comprata dalla madre biologica. La corte olandese di Utrecht ha deciso però che l'interesse della piccola è quello di rimanere con chi l'ha allevata fino a oggi, e così la faccenda sta provocando qualche tensione tra Bruxelles e Amsterdam, oltre a un gran dibattito sulla necessità di normare o meno pratiche in Belgio non esplicitamente vietate ma non regolate, come l'utero in affitto. Questa storia dimostra che il problema non è una situazione di contrasto venutasi a creare perché qualcosa è andato storto, e la furfante non è (soltanto) la donna che ha "imbrogliato" i suoi committenti. A essere turpe è la pratica dell'utero in affitto in sé, l'idea arrogante e malata di poter affidare a un contratto di compravendita la gestazione e la nascita di un essere umano. Tutti i protagonisti di questa storia (compreso l'affranto "padre naturale") dimostrano l'orrore di una tecnogenerazione che, alla fine, truffa una sola persona: una bambina per sempre derubata di identità e di verità.

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Il Corriere della Sera e i figli dei gay

venerdì 9 maggio 2008

Lunedì 5 maggio Il Corriere della Sera, in due pagine (8 e 9), ha cercato di spiegarci che i figli non hanno bisogno di una madre e di un padre. Basta che siano in due. Misti, uguali, replicanti, identici. Questi bambini, ci spiegano, stanno bene, crescono bene, non hanno problemi e l’orientamento sessuale dei genitori non incide sullo sviluppo dei bambini. Anzi, Margherita Bottino, psicologa, e Daniela Danna sociologa, descrivono i figli degli omosessuali come bambini più tolleranti, meno conformi agli stereotipi di genere. Insomma, nessun problema? No, un problema c’è, ci illuminano quelli del Corsera, l’unico pericolo è che questi bimbi subiscono i pregiudizi della nostra società e della famiglia tradizionale. Una corrispondenza da Prato però testimonia che ci sono punti di “eccellenza”.

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uranium2.jpg MORTI SUL LAVORO:su questo siamo d’accordo con Francesco Caruso
“LE LEGGI SUL PRECARIATO SONO ASSASSINE!”


In Italia, quando accade un eclatante incidente sul lavoro ( es. Thyssen Group di Torino) tutti piangono lacrime di coccodrillo e da ogni pulpito ufficiale si grida “vergogna!”.
FORZA NUOVA ritiene che la tutela dei lavoratori debba essere interesse primario di Stato. Ogni anno si registrano quasi un milione di infortunati sul lavoro ed oltre mille morti.
Politici e sindacalisti mentono affermando che "feriti e morti sul lavoro statisticamente vi sono sempre stati ed il fenomeno è in regresso".
Attualmente il numero di Ispettori del lavoro e tecnici nazionale, anche con i recenti concorsi, è di circa 3000 unità da cui, naturalmente, occorre sottrarre tutti gli Ispettori imboscati al Ministero e/o distaccati per compiacenze clientelari.

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uranium2.jpg Dai bidelli agli onorevoli, un’Italia alla deriva
Privilegi intoccabili e tagli impossibili

C’erano una volta le impiraresse che perdevano gli occhi a infilar perline, le filandine che passavano la vita con le mani nell’acqua bollente e le lavandere che battevano i panni curve sui ruscelli sospirando sul bel molinaro.
Ma all’alba del Terzo Millennio, al passo col resto del mondo che produceva ingegneri elettronici e fisici nucleari e scienziati delle fibre ottiche, nacquero finalmente anche in Italia delle nuove figure professionali femminili: le scodellatrici. Cosa fanno? Scodellano. E basta? E basta. Il moderno mestiere, per lo più ancora precario, è nato per riempire un vuoto. Quel vuoto lasciato dalle bidelle che, ai sensi del comma 4 dell’art. 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, assolutamente non possono dare da mangiare ai bambini delle materne. Detta alla romana: «Nun je spetta».

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Barroso e i laici muratori
Partite le grandi manovre per la giostra delle nomine europee.
Barroso è di nuovo al centro delle indiscrezioni e delle voci di corridoio, pettegolezzi e notiziole di ogni tipo.  E' del tutto normale quando si avvicina il momento delle Grandi Decisioni. Ma questo non toglie che si possano trarre spunti per costruire pensieri curiosi.

 Che il presidente della Commissione punti a un reincarico l'anno venturo per altri cinque anni di mandato è una delle prime cose che ho sentito dire quando sono arrivato qui quasi due anni fa.  La novità è che ora sarebbe tentato dalla possibilità di diventare lui presidente dell'Unione, con un cumulo di cariche che i Trattati sembrano permettere. 

Per questo deve fare attenzione. Su tutti i fronti.  Si è assicurato con Sarkozy dando alla Francia l'ambìto portafoglio Giustizia che era italiano, così ora Parigi può tenere un occhio sulle politiche migratorie proprio come voleva l’Eliseo. Ha stretto già un patto con Berlusconi, accettando Tajani e cucendo l'intesa che porta l'Italia alla responsabilità del Trasporti, molto gradita al cavaliere. E' un uomo abile, Barroso. Sa quello che deve fare, sa che ha bisogno di consensi globali, sa che ogni cosa ha un suo prezzo.

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Orrore nel Kosovo “liberato” dalla NATO

di Enrico Vigna
 
Estate 1999: 300 serbi rapiti e seviziati dai secessionisti albanesi dell'UCK
Una montagna di cadaveri, queste le basi fondanti il nuovo Stato fantoccio del Kosovo, riconosciuto dal governo Prodi. In questi giorni è venuta alla luce, una delle pagine più oscure ed orribili degli ultimi tempi: il rapimento e l'assassinio di oltre 300 prigionieri serbo kosovari, avvenuto nell'estate del 1999, subito dopo l'occupazione del Kosovo da parte della Nato, con la presenza nella provincia serba di decine di migliaia di soldati della Nato, della KFOR, di rappresentanti internazionali dei diritti umani, giornalisti, pacifisti, ecc. ecc….

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OMOSESSUALI DROGATI CONTROLLANO
L’INFORMAZIONE PER CONTO DEI “POTERI FORTI”
ALL’ESTERO E IN ITALIA!

USA: VOLTO NOTO CNN ARRESTATO PER DROGA A CENTRAL PARK

E' imbarazzo al quartier generale della Cnn a Atlanta per l'arresto per possesso di droga, ma non solo, di uno dei volti noti della rete, il britannico Richard Quest. L'anchorman, 46 anni, e' stato fermato nella notte tra giovedi' e venerdi' alle 3,40 a Central Park nel centro di New York perche' in possesso di meta-anfetamine. Ma, come riferisce il verbale di polizia citato dal tabloid 'New York Post', il giornalista era in una situazione equivoca con un altro uomo non identificato: Quest aveva una corda legata intorno al collo e ai genitali e un fallo in lattice infilato in uno stivale.

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Sudditi di Sua Maestà… la lobby globalista

Cosa sta succedendo in Inghilterra?

Multiculturalismo e "politically correctness" sono le due armi micidiali dei fautori del mondialismo anticristiano e antioccidentale. Il Paese dove stanno raccogliendo il più sconvolgente successo è senz'altro l'Inghilterra...
Giustizia avrebbe voluto che, con il crollo del comunismo alla fine degli anni Ottanta, tutti i movimenti occidentali d'ispirazione socialista sprofondassero nel discredito. Invece, grazie a un'abile operazione di riconversione ideologica, la sinistra è riuscita a conservare l'egemonia culturale passando dal marxismo al multiculturalismo.
La nuova sinistra multiculturalista non concentra più le sue critiche sulle strutture economiche della società capitalistica, come prescriveva il marxismo classico.

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Bacia quella mano zingara

C’è un furbetto in piazza Fontana a Milano, un ometto che, assicura chi lo conosce, è agitato da smisurata ambizione. Al punto da candidarsi a Papa e, non trovando seguaci e tantomeno sostegno sovrannaturale per una così alta impresa, farsi capobanda dello scompaginato esercito di finti cattolici infiltrati, dai tempi del suo degno predecessore Carlo Maria Martini, nei palazzi della provata Chiesa ambrosiana. Dalla cattedra che fu di Sant’Ambrogio e San Carlo, fieri e spietati nemici dell’eresia, Dionigi Tettamanzi si premura invece di far da contraltare al magistero del Papa. (…)

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uranium2.jpg PEDOFILIA: NUOVI SITI, SCAMBIO VIDEO
ALLA LUCE DEL SOLE

Ancora allarme pedofilia online, sempre piu' spavalda e al passo con lo sviluppo tecnologico. Stavolta i pedofili utilizzavano una specie di "E-mule" per scaricare i video pedopornografici in tempi molto rapidi con uno scambio di password che avviene alla luce del sole. Un sistema formato da Bbs cosi' veloce da permettere ai volontari dell'associazione Meter di don Fortunato Di Noto di effettuare segnalazioni da record, addirittura 20 in meno di mezz'ora pari a 50 tra video, foto e coinvolgenti (tutto materiale inedito) bambini di eta' piccolissima violentati anche nel sonno. I piccoli coinvolti, quasi tutti filmati, sono di eta' compresa tra i 2 e i 12 anni. I volontari Meter hanno cosi' scoperto una voragine di sfruttamento sessuale, inviando le proprie segnalazioni alla Procura Distrettuale di Catania tramite la Polizia postale del capoluogo etneo. E' stata informata anche l'Interpol di Lione. Don Fortunato tira le orecchie alla politica e lancia un appello alle vittime: "Questa non e' una notizia di reato come le altre", commenta. E aggiunge: "La gravita' e l'espansione del fenomeno pedofilo e pedopornografico ha raggiunto livelli di una estrema gravita' da appellarci ancora e sempre di piu' alle promesse bipartisan elettorali sia del Pdl sia del Pd. L'Osservatorio nazionale di contrasto alla pedofilia attende di entrare in regime di lavoro con urgenza e immediatezza".

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Aspettando il banco delle Giovani Marmotte

di Eugenio Benetazzo – 9 aprile 2008

Con il termine inglese bank runs si identifica una richiesta contemporanea e massiva di rimborso dei depositi presenti presso un determinato istituto di credito. Le scene che abbiamo visto l'estate scorsa innanzi alle filiali della Banca Northern Rock rappresentano un tipico esempio di bank runs ovvero traducendo letteralmente una corsa alla banca per prelevare il contante ivi depositato. L'attuale congiuntura che stanno vivendo i mercati finanziari del pianeta (innanzi alla peggiore crisi economica dal dopoguerra ad oggi, secondo Alan Greenspan) sollevano non poche considerazioni e perplessità in merito ai sistemi di tutela dei depositi attualmente in essere per contrastare e gestire gli effetti di una crisi strutturale dell'intero sistema creditizio. Consideriamo a riguardo che alcune delle più grandi banche del mondo (ed in teoria anche le più solide e sicure) sono state recentemente in prossimità di un default finanziario, prospettiva impensabile fino a cinque anni fa.

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uranium2.jpg «Io, maestro punito perché ho parlato del creazionismo»

Il Giornale - 05 aprile 2008


Good morning, sir. Enrico Demme è laureato in Lettere, eppure è finito a fare l’insegnante di inglese. E ammette di non aver neppure capito bene come sia stato possibile, visto che lui, a insegnare inglese, forse non sarebbe neppure abilitato. O meglio, non si capacita del «posto» che gli hanno trovato, perché del resto i motivi di questa scelta li ha ben chiari.

«Eccome se li ho chiari - assicura Demme -, li ho fatti mettere a verbale durante un collegio dei docenti della mia scuola, la elementare Garibaldi del circolo di Genova San Teodoro, dove lavoro da ormai sette anni». Il suo è un vero atto d’accusa: «Sono stato allontanato dalla mia classe perché tre mamme hanno protestato.

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uranium2.jpg Mafia, 8 anni per una sentenza.
Csm non sospende il giudice

ROMA
- La sezione disciplinare del Csm ha bocciato la richiesta del ministro della Giustizia di sospendere in via d'urgenza dalle funzioni e dallo stipendio il giudice Edi Pinatto, che aveva depositato dopo otto anni le motivazioni della sentenza con cui il tribunale di Gela aveva condannato sette componenti del clan Madonia. Un ritardo che aveva provocato la loro scarcerzione e il duro monito del presidente della Repubblica Napolitano che si era scagliato contro la "giustizia lumaca".

A sollecitare il provvedimento era stato a gennaio il ministro della Giustizia che aveva promosso anche l'azione disciplinare, contestando al magistrato non solo questo ma anche altri due analoghi ritardi nel deposito di sentenze. Il giudice Pinatto ha mostrato "assenza di considerazione per il superiore interesse della giustizia" e un comportamento "incompatibile con l'ulteriore esercizio delle funzioni giudiziarie", aveva accusato il Guardasigilli.

Un mese fa era sceso in campo anche il Capo dello Stato: "Mai più ritardi come quelli di Gela che minano il prestigio della magistratura e la fiducia che in essa ripone il cittadino", aveva ammonito Giorgio Napolitano, con una lettera inviata al Csm; Csm che peraltro ha già condannato altre due volte Pinatto per i suoi ritardi.

La lentezza nel redigere la sentenza sui Madonia può costare al magistrato - ora pm a Milano - anche un processo penale, visto che la procura di Catania ha chiesto il suo rinvio a giudizio per omissione di atti d'ufficio.
uranium2.jpg Nè Berlusconi né Veltroni ne hanno mai parlato in campagna elettorale Scuola, le cifre dell'emergenza di Gianantonio StellaStudenti che lasciano, professori anziani
Tagliato un sesto dei finanziamenti. L'Italia spaccata in due

Coleotteri, astronavi, incunaboli... Si può fare una lista di una infinità di argomenti di cui Silvio Berlusconi e Walter Veltroni «non» hanno giustamente mai parlato in questa campagna elettorale. Quel che proprio non si capisce è come facciano a parlare così poco di scuola. Perché è lì, sulla scuola, che ci giochiamo tutto. Diranno: non è vero. E accuseranno i soliti giornali, le solite televisioni e i soliti cronisti di cogliere nei loro discorsi solo le battute del «teatrino della politica». Può darsi. Fatto sta che a incrociare nell'archivio dell'Ansa dell'ultimo mese i nomi dei due principali sfidanti traboccano le citazioni sull'Alitalia e la par condicio, le tasse e il comunismo, le alleanze e Ciarrapico e un mucchio di altre cose.

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URANIO: FAMILIARI VITTIME CELEBRANO FUNERALE GIUSTIZIA IN TV - BARA CON TRICOLORE NEGLI STUDI DI RETESOLE

Hanno scelto lo studio televisivo dell'emittente interregionale Retesole e il programma "L'Altra Inchiesta", ideato e condotto da Francesco Palese, per celebrare, davanti ad una bara avvolta nel tricolore, il "funerale della giustizia e della verità" a distanza di poche settimane dalla chiusura dei lavori della Commissione Parlamentare di inchiesta che non ha fornito "alcuna risposta concreta".
Protagonisti dell'estrema forma di protesta, Daniela Volpi, vedova del capitano dell'Esercito Antonino Caruso, uno dei 77 militari italiani morti per possibile contaminazione da uranio, e Falco Accame, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime Anavafaf.

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uranium2.jpg BOICOTTIAMO LE OLIMPIADI DEL SANGUE

Le olimpiadi dovrebbero essere un’espressione sportiva di solidarietà e amicizia tra i popoli.
Eppure, come questo anno, tutto ciò viene spiazzato dalla violenza comunista perpetrata ai danni dei monaci del Tibet e dall’interesse economico che spinge le democrazie occidentali a partecipare a questi giochi insanguinati di Pechino. Noi di FN diciamo no alla partecipazione italiana a queste olimpiadi, che altro non sono che un’occasione economica in più per la Cina comunista, violenta e pericolosa. Questo dovrà essere un nostro primo passo alle varie negazioni da porre a questa pericolosa “super-potenza”, in quanto non possiamo essere suoi ostaggi dal punto di vista economico,politico e,anche a questo punto, sportivo e culturale. Se la nostra nazione è costruita su basi democratiche, allora, dovrà ancor di più negare la sua partecipazione a queste manifestazioni pseudo sportive; se la nostra nazione e i nostri governi, ogni anno, condannano con leggi e decreti vari il connubio violenza-sport negli stadi, allora ancor di più dovrebbero condannare col boicottaggio delle olimpiadi, questa situazione di violenza gratuita ai danni di un popolo che ha il diritto di organizzarsi sotto un unico paese e un’unica bandiera.

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Perché il Tibet viva

Piero Verni
(il Blog di Piero Verni su: www.olistica.tv )

In queste ore nelle strade di Lhasa, pattugliata da oltre 20.000 soldati cinesi e da una cinquantina di blindati dell’Armata Rossa, decine e decine di prigionieri politici tibetani sfilano sui carri dell’esercito di Pechino ammanettati e a testa bassa mentre dagli altoparlanti una voce metallica intima a quanti non sono stati ancora arrestati di consegnarsi prima che sia troppo tardi. E sempre in queste ore sono stati affissi sui muri della cosiddetta Regione Autonoma del Tibet e delle contee e aree tibetane incorporate nelle province del Sichuan e del Gansu, manifesti in cui si avverte la popolazione che ogni assembramento verrà immediatamente sciolto con la forza dalla Polizia Armata che ha l’ordine di sparare sulla folla.

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Il Signore degli anelli

di Eugenio Benetazzo – 19 marzo 2008

Ecco come sta finendo quest'epoca: con il padre di famiglia che porta al banco dei pegni gli anelli di fidanzamento, le fedi nuziali della mamma e gli orecchini della nonna. Pur di racimolare qualcosa, ora si è disposti a tutto. Si vendono i gioielli di famiglia per pagare le rate del mutuo, le bollette di casa e la borsa della spesa. Un comportamento che testimonia il capolinea di un viaggio iniziato circa 3/4 anni fa: un viaggio intrapreso quando i tassi di interesse toccavano il loro minimo storico, un viaggio che aveva illuso molti facilitoni che consumare ed acquistare a debito era possibile e conveniente, addirittura facile.

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uranium2.jpg Le vittorie segrete

Maurizio Blondet   
www.effedieffe.com

Mikhail Gorbaciov ha pregato nella basilica inferiore di Assisi.
Per mezz’ora.
Non riconosciuto da nessuno, fino a quando un frate lituano ha notato quest’anziano signore che pregava - dice - con silenziosa intensità.
Gorbaciov era con sua figlia, ed ha confidato che, da ateo, si è avvicinato alla fede attraverso la spiritualità francescana.
San Francesco, ha detto, «ha un ruolo fondamentale nella mia esistenza».
E l’ha chiamato «Alter Christus»: il che, credo, è teologicamente esattissimo, se le stigmate sono il segno dato ai pochi che seguono Cristo totalmente, sulla croce, a intercedere per gli immeritevoli (1).

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Disinformazione: un esempio

di Maurizio Blondet
fonte www.effedieffe.com

Un lettore, Fabio B. ci inoltra un articolo di Rino Cammilleri, chiedendo al direttore Blondet cosa ne pensa.

«Il 6 dicembre 2007 il ministro della Difesa Parisi ha riferito alla commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito che i militari italiani morti per tumore in undici anni di missioni all’estero sono settantasette.
La cifra - ha però chiarito onestamente - configura un’incidenza inferiore alla media della popolazione maschile nello stesso periodo considerato.
Parisi ha giustamente concluso che l’unico effetto sortito finora dal balletto di cifre sull’argomento è stato quello di creare ingiustificato allarme tra i nostri soldati impegnati in teatri operativi come Balcani, Afghanistan, Iraq e Libano.
Ma il presidente della commissione, Felice Casson (PD), non sente ragioni e vuole l’audizione dei capi del SISMI che si sono succeduti dal 1996 al 2006 per accertare in quali luoghi sia stato usato l’uranio impoverito.

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Saviano: dico no alla politica che non parla più di mafia
«Mi volevano dal Pd ad An. Ma non posso essere di parte»


ROMA — Roberto Saviano è ancora un ragazzo. E ogni tanto riesce anche a sorridere, con le labbra che si tendono su una faccia sempre più tesa, sempre più pallida. Quando racconta della presentazione di Gomorra ad Helsinki, con lo speaker che lo introduce come «Roberto Soprano», e i finlandesi che sono lì soltanto per via della serie televisiva americana, riesce pure a ridere di «loro». Li chiama così, «loro». I suoi nemici. Come se fosse una questione personale, tra lui e i mafiosi di Casal di Principe che lo hanno costretto ad una vita infame, da animale braccato.

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LISCIA, GASSATA O ….CIARRAPICO??????

E’la prima volta dopo tanti anni che non sono candidata nella tornata elettorale, e questo “avanzo di tempo” mi permette una visione più fredda e disincantata di ciò che mi circonda.
Ora, il teatrino Ciarrapico è stato esilarante, se pensiamo che Fini (ormai disposto alla sodomia pur di avere il potere) prende le distanze in modo ottuso da un altrettanto imbecille sedicente “fascista” il quale viene difeso, non già per le sue idee ma per il suo potere, dal Silvio nazionale. Ma si insiste nel farne un caso di accettazione del fascista impenitente, e per mettere in condizioni Fini di poter esternare ancora una volta il suo totale dissenso per “quell’infausto periodo”, così la purificazione è perpetuamente perpetrata lastricando la strada per l’ascensione al potere nel post Silvio.

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Gb: il giallo dell'orfanotrofio degli orrori
Rinvenute a Jersey 2 camere delle torture nella struttura di Haut de la Garenne. All'interno anche resti umani



LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Come in un film dell'orrore. E' quello che ha per protagonista un orfanotrofio del Jersey un isola nel canale della Manica, l'Haut de la Garenne, che sarebbe stato almeno fino al 1986, un vero e proprio luogo di tortura e morte per i bambini che vi dimoravano. Torture che sarebbero venute alla luce solo dopo anni per la presunta complicità delle stesse forze di polizia che avrebbero insabbiato le denunce. Così solo da una settimana a questa parte le forze dell'ordine si sono mosse alla ricerca di prove per sostenere le testimonianze delle vittime. E così dopo la prima ora gli inquirenti britannici ritengono di aver individuato dopo una prima anche una seconda camera sotterranea delle torture nell’orfanotrofio. Un cane poliziotto ha inoltre rilevato la presenza di resti umani.

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La soluzione finale del popolo iracheno

Meditazione per una Giornata dell’Olocausto, di Felicità Arbuthnot (titolo originale: Operation Desert Slaughter -Thoughts on Holocaust Memorial Day).

Sono diciassette anni che l’America e la Gran Bretagna si sono imbarcate nella loro “Soluzione finale” del popolo iracheno.
Le quarantadue giornate di bombardamenti a tappeto, festeggiamento a cui si erano uniti altri trentadue paesi, contro una nazione che contava appena venticinque milioni di anime, dotata di un esercito di giovani coscritti, più o meno la metà della popolazione con meno di sedici anni di età, senza aviazione, non era che l’inizio di un assedio totale, sotto l’egida dell’ONU, di una ferocia medievale.
Avendo ridotto, come James Baker si era vantato di fare, l’Iraq all’ "età preindustriale”, questo paese si vide negare ogni normalità: né commercio, né aiuti, né telecomunicazioni, né energia, né trattamento delle acque, né riparazioni delle condotte di acqua potabile, né sementi, né cibo, né medicinali, né equipaggiamento medico…

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DALLA PARTE DEI PICCOLISSIMI

da www.fattisentire.net
A ventitré settimane un prematuro su quattro, se curato, vive. E non è più molto diffusa nemmeno la disabilità
di Carlo Bellini


Il tema “prematuri” è oggi di moda, ma non se ne parlerebbe se non fosse entrato nel dibattito la proposta di assistere attivamente i più piccoli solo a certe condizioni. È inquietante: ci avrebbe fatto piacere che se ne parlasse (mai successo sulle prime pagine) per mostrare e favorire le cure e gli itinerari di tanti piccoli pazienti, con famiglie sovraccaricate dalla fatica di una malattia, di un futuro incerto, di fronte alle insidie di un mondo fatto per “normodotati”. Per questo il nostro viaggio inizia qui: nei reparti di terapia intensiva, dove medici e infermieri, con grandi sacrifici, talora in pochi, non solo si industriano giorno e notte per farli vivere,ma creano un ambiente centrato sul bambino stesso e sulla sua famiglia.

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