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Comunicati

  • Siria terra di guerra, terra di pace
    15/06/2013 - 20:20
    La presenza di due dirigenti di Forza Nuova in Siria, laddove è scomparsa totalmente in questo momento la presenza italiana, sia di giornalisti che di diplomatici, è per noi motivo d' orgoglio. La nostra visita assume una particolare rilevanza nella...
    Leggi Tutto
  • Fiore incontra responsabile partito Hezb...
    14/06/2013 - 19:10
    Abbiamo incontrato oggi in Libano il responsabile affari internazionali del partito libanese Hezbollah, Mohammad Obeid. Dall' incontro é emersa una totale coincidenza nell' analisi politica relativamente al conflitto siriano." Ha dichiarato Roberto...
    Leggi Tutto
  • Fiore ad Avellino per il corteo per la...
    14/06/2013 - 15:05
    Il Segretario Nazionale di FN di ritorno dalla visita in Siria, domani parteciperà al corteo per il Ritorno alla Sovranità Nazionale che si terrà in città, per ribadire come solo una politica chiaramente ispirata alla tutela degli interessi...
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  • Siria, Fiore incontra il Ministro per l...
    13/06/2013 - 16:50
    Ho incontrato stamani a Damasco il Ministro per l' Informazione del Governo Siriano Omran Ahed al Zouabi. Nell' incontro abbiamo discusso numerose questioni tra cui la completa assenza, in questo momento, di giornalisti e diplomatici italiani sul...
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  • Fiore (FN) incontra il primo Ministro Si...
    12/06/2013 - 12:30
    Damasco-Siria, 12-6-2013 "Ho incontrato ieri a Damasco, assieme al Membro del Parlamento Europeo del BNP, Nick Griffin, e a una delegazione di altri politici europei, il Primo Ministro siriano Wael Nader Al-Halqi." ha dichiarato Roberto Fiore,...
    Leggi Tutto
  • Onorato (FN): " la fine della democ...
    11/06/2013 - 19:31
    Dalle europee, alle nazionali, dalla regione alla provincia, passando per i comuni fino ai municipi, un rituale infinito e logorante, ma che dopo 70 anni, non ha mai dato risposte. Ormai in tutta Italia non si raggiunge neanche il 50% dei votanti....
    Leggi Tutto
  • Fiore (FN) incontra vice ministro esteri...
    11/06/2013 - 14:09
    Roberto Fiore ha incontrato questa mattina a Damasco il Vice Ministro degli Esteri del Governo siriano Faisal Al Mekdad: "Abbiamo una totale comunanza di vedute sulla situazione in Medio Oriente e in Siria e sull' andamento del conflitto." ha...
    Leggi Tutto
  • Forza Nuova Shock, blitz a sedi PD in t...
    11/06/2013 - 14:07
    I militanti calabresi di Forza Nuova, alle prime luci dell'alba hanno effettuato dei blitz simbolici in tutta la Calabria affiggendo alle sedi del PD, nei luoghi del degrado dove vi sono bivacchi d'immigrati e sui muri dei centri cittadini, decine...
    Leggi Tutto
  • Siria, visita delegazione di Forza Nuova...
    11/06/2013 - 13:56
    Oggi una delegazione di Forza Nuova, composta dal Segretario Nazionale Roberto Fiore, e da Giovanni Maria Camillacci, dirigente del movimento, si è recata a Damasco in Siria assieme ad altri esponenti politici europei, ospite del Ministero degli...
    Leggi Tutto
  • Forteto, Fiore: " prossima manifest...
    10/06/2013 - 19:14
    La manifestazione di sabato scorso a Firenze contro il Forteto è stata un grande successo per Forza Nuova. Abbiamo visto la mobilitazione di molti militanti e simpatizzanti del movimento, ma soprattutto la partecipazione di alcune delle vittime dei...
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Attualità

  • Università di Firenze al Forteto con pat...
    05/06/2013 - 13:27
    Ancora notizie sconvolgenti ci giungono dal mugello, da Vicchio in particolare, sede dell'ormai tristemente nota azienda de Il Forteto. Come se non bastassero le disumane vicende accadute in quel luogo ai danni dei bambini affidati a quella struttura, anche la Regione Toscana ci mette del suo....
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  • Finanza masters of Universe ovvero una b...
    26/05/2013 - 13:09

    Visto che il nuovo premier giapponese annuncia il raddoppio della propria massa monetaria da qui alla fine del 2014, che Dio gliela mandi buona, a lui e a tutti noiAnche perché sta continuando la danza assurda della Federal Reserve, che continua a “stampare” (cioè a creare al...

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  • Un altra lettera sempre sullo Ius Soli
    15/05/2013 - 10:07
    Da cittadina dello stato Italiano, nata in Italia, consapevole dell'italianità che mi porto dentro come un dono prezioso e che ritengo sia un privilegio da difendere, vorrei che, pubblicando questa mia sul vostro sito, poteste far arrivare alla Ministra Kyenge, un messaggio che è anche una...
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News Sezioni

  • Occupare piattaforme Eni e chi
    18/06/2013 - 14:53
    Quando un popolo (Crotone) muore di fame ha il diritto di appropriarsi delle risorse per il sostentamento se queste sono del demanio. Gabriele D'annunzio durante l'esperienza della Reggenza del Carnaro intrappolata dalla morsa dell'embargo fece attrezzare Fiume con bande di Uscocchi, veri e propri...
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  • Genova, FN: " no allo Ius
    17/06/2013 - 14:45
    La segreteria provinciale di Forza Nuova comunica che questo pomeriggio, come annunciato nei giorni precedenti, una decina di giovani del Movimento ha organizzato un momento di contestazione al ministro della disintegrazione Kyendge appendendo sulla sopraelevata, proprio sotto l'ingresso del...
    Leggi Tutto
  • Blitz di Forza Nuova: "L
    17/06/2013 - 12:56
    Con uno striscione affisso a Sassari (nei pressi dello Stadio "Vanni Sanna") con slogan "LA SARDEGNA NON E' UNA PRIGIONE NO MAFIOSI A SASSARI", anche Forza Nuova esprime la propria netta posizione in riferimento alla notizia del trasferimento di pericolosi detenuti, sottoposti al regime di carcere...
    Leggi Tutto
  • Avellino, 15 giugno 2013 corte
    17/06/2013 - 11:53
    Un corteo ordinato, tanto entusiamo, discorsi incisivi: questo, in estrema sintesi, il resoconto della manifestazione voluta ed organizzata dalla Segreteria Regionale della Campania di Forza Nuova, tenutasi nel pomeriggio di oggi sabato 15 giugno ad Avellino. Il corteo, svoltosi nelle strade...
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  • FN contesterà il gay Pride a V
    13/06/2013 - 19:45
    La segreteria regionale forzanovista annuncia che sabato 15 maggio, in concomitanza con la carnevalata del "Gay Pride" a Vicenza, militanti e i dirigenti di Forza Nuova manifesteranno contro l'elogio della perversione organizzato dalle associazioni gay. Il raggruppamento è previsto alle ore 16.00...
    Leggi Tutto
  • 'Stop terrorismo, no all’
    13/06/2013 - 13:43
    In seguito all’arresto di un marocchino 21enne a Vobarno accusato di terrorismo islamico internazionale, la sezione bresciana di Forza Nuova ha appeso diversi striscioni di protesta lungo le principali vie del paese valsabbino. Sono stati utilizzati gli slogan 'Fuori l’Islam dall’Italia' e 'Stop...
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  • Manifestazione ad Avellino per
    13/06/2013 - 13:38
    In riferimento al corteo organizzato per sabato 15 giugno dalla Segretaria Regionale di Forza Nuova Campania, avente come tema ispiratore la "Sovranità Nazionale!, Forza Nuova Napoli comunica che sarà presente in modo compatto. La manifestazione avrà come sede a partire dalle ore 17:30 la città di...
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  • A Rimini FN in piazza contro l
    12/06/2013 - 13:32
    DopoA aver assistito nei giorni scorsi ad una vera e propria competizione tra primo cittadino, consiglieri, associazioni e parlamentari per aggiudicarsi il titolo di “paladini dell'antifascismo”, nel tentativo di impedire lo svolgimento del corteo forzanovista in programma per sabato 15 giugno 2013...
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  • FN Genova prepara blitz contro
    10/06/2013 - 12:38
    Forza nuova organizzerà manifestazioni e ”un blitz” contemporaneamente alla presenza del ministro per l’integrazione Cecile Kyenge al festival delle culture ‘Suq’ di Genova. Lo annuncia la stessa organizzazione che si dice ”contraria a qualsiasi forma di societa’ multietnica, di ius soli, di...
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  • FN Napoli: si rischia in città
    10/06/2013 - 12:30
    Napoli, nigeriano prende a calci un cane e poi ferisce a morsi i poliziotti, FN Napoli: si rischia in città un nuovo caso Kabobo Forza Nuova Napoli esprime i sensi di vicinanza e solidarietà all'amico Antonio Caputo e a quanti sono stati vittime dell'aggressione avvenuta in zona Vomero nella...
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Home › Attualità › Siria: audacia russa, cecità occidentale

Siria: audacia russa, cecità occidentale

Dopo lo F-4 SuperPhantom abbattuto dalla contraerea siriana il 22 giugno, un altro aereo turco (di soccorso) è stato preso di mira: così dice il governo di Ankara, con l’aggiunta: l’azione «non resterà impunita». La situazione si arroventa di nuovo, dopoche sembrava essersi placata. Con strani ondeggiamenti da parte del governo Erdogan. Da una parte, la proclamata decisione di invocare gli articoli della NATO che obbligano i membri dell’alleanza a entrare in guerra accanto all’alleato colpito; dall’altra qualche ammissione che sì, l’aereo abbattuto era entrato nella spazio aereo siriano, però «per sbaglio», e «solo per cinque minuti». Con curiosa insistenza si ripete che l’F-4 era un aereo da ricognizione. Invece è un caccia-bombardiere supersonico, vecchio sì, ma rammodernato nell’avionica dagli israeliani. Ciò che non si dice, e che non troverete sui nostri media, è che l’aereo turco stava partecipando ad una delle più grandi manovre militari congiunte tenute dagli americani e dai suoi alleati musulmani nell’area, Arabia Saudita e Turchia, Giordania e persino Pakistan, francesi, italiani, eccetera. Si parla di 12 mila uomini di 19 Paesi, navi e aerei tutti a ridossso della Siria . La colossale esercitazione si chiama qualcosa come «Leone all’Erta», ma ha un nome arabo, «El-Assad el-Mutaahib», tanto per mandare un messaggio al dittatore di Damasco, che si chiama Bashar Al-Assad. La parte che riguarda i turchi si chiama Anatolian Eagle 2012/2 (una Anatolian Eagle 2012/1 è già avvenuta a marzo: queste manovre si susseguono senza sosta) e, come si legge nel comunicato ufficiale del Pentagono, il suo scopo è il seguente: «Condurre tutta una serie di missioni aeree comprese l’interdizione (sottinteso di sorvolo, ossia la «no fly zone»), l’attacco, la superiorità aerea, la soppressione della difesa aerea, il ponte aereo, il rifornimento in volo, la ricognizione» . Un programma completo di invasione – naturalmente umanitaria. Ecco, il F-4 turco ben fornito di elettronica rasentava lo spazio aereo siriano «in ricognizione». Interessante anche il comunicato della US Air Force, che non troverete sul Corriere della Sera, e che spiega il gioco di guerra: «La Forza Blu, che comprendono gli Usa, l’Italia, gli Emirati, la Spagna, la Turchia e la NATO, perfezioneranno le capacità delle loro forze allargate contro la Forza Rossa di F-16, F-4 e F-5 guidati da piloti turchi». (L’Avion Turc Abattu En Syrie Ses Deux Pilotes UneTentative Avortée De Pénétrer La Défense Aérienne Syrienne) Farà piacere ai patrioti sapere che anche le nostre forze aeree partecipano a questo programma di intimidazione; e che siamo i «Blu», il che nelle manovre militari è il colore dei Buoni. «Una provocazione capace di scatenare una guerra», così su RiaNovosti ha detto Leonid Ivashov, il noto presidente dell’Accademia dei problemi geopolitici a Mosca: «Hanno utilizzato la stessa tattica in Libia e in Yugoslavia (...) Se il governo turco non cede alle pressioni americane, questo incidente sarà risolto per via pacifica. Ma se approfittano di questa provocazione per scavalcare le forze di sicurezza dell’Onu ed attaccare, la guerra sarà inevitabile». Che non si tratti di una valutazione privata di Ivashov (generale dell’epoca sovietica, nello Stato Maggiore), lo ha confermato il ministro della Difesa russo Sergei Lavrov: «Una replica dello scenario libico in Siria non sarà ammesso, e noi (i russi) lo possiamo garantire». E non ha mostrato alcuna simpatia quando, dopo l’abbattimento, il ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu gli ha telefonato a Mosca. Se sperava che da Mosca venisse una censura a Damasco, è rimasto a bocca asciutta. Tanto più che – come ha subito precisato il sito israeliano DEBKA Files – a centrare il SuperPhantom turco è stato uno dei nuovi sistemi di contraerea fornito dai russi anche per difendere la loro base navale di Tartus (l’abbattimento è avvenuto sopra Latakia, che sta a 90 chilometri dalla base russa). (Newly-supplied Russian Pantsyr-1 anti-air missile used to down Turkish warplane) Si tratta «dei missili Pantsyr-1, autopropellenti e a medio raggio», ha scritto DEBKA, «un’arma capace di tirar giù un aereo che voli a quota superiore a 12 chilometri, come un missile da crociera. L’unità responsabile dell’agguato (sic) è la 73ma brigata della 26ma Divisione Anti-Aerea dell’esercito siriano...». E poi il sito ebraico aggiunge: «siccome questo sofisticato armamento è stato consegnato al regime di Assad solo da poche settimane, si deve ritenere che l’equipaggio locale non abbia finito l’addestramento e sia ricorso all’assistenza degli istruttori russi per spararlo (...) ultimamente, aviogetti militari turchi compiono missioni quasi quotidiane lungo la costa siriana. Apparentemente, Mosca e Damasco hanno deciso che era tempo di finirla con queste missioni, che fra l’altro spiavano i rifornimenti di armi russe transitanti dalle basi russe di Tarus e Latakia». Giudiziosa deduzione. È da mesi – da quando Vladimir Putin è stato rieletto alla presidenza – che Washington (e i suoi servitorelli) tratta il governo russo come se non ne riconoscesse la legittimità, anzi se nemmeno esistesse. La Cia ammette pubblicamente di armare i cosiddetti ribelli in Siria. Hillary Clinton accusa il Cremlino di inviare ad Assad elicotteri da combattimento «per stroncare la rivolta» (mentre in realtà sono consegne di un vecchio contratto). I legittimi interessi della Russia in Siria non vengono riconosciuti. All’interno stesso della Russia, l’ambasciatore americano McFaul (un esperto in rivoluzioni colorate) coltiva ostentati rapporti con la variegata «opposizione» anti-Putin, la quale viene in molti casi finanziata da fondazioni americane collegate ai due partiti, repubblicano e democratico. Da ultimo Londra, obbedendo con zelo alla richiesta americana, ha cancellato l’assicurazione di una nave russa partita dal porto baltico di Kaliningrad sospettata di portare armamenti in Siria. Una serie di umiliazioni deliberate, inflitte perchè a Washington si calcola che Mosca, potenza in declino, non possa nè voglia rischiare una guerra guerreggiata con l’immane superpotenza. Eppure il calcolo s’è mostrato ripetutamente sbagliato. Nel 2008, quando Usa e Israele armarono la Georgia fino ai denti, addestrandone le truppe, e spingendola a riprendersi manu militari le due provincie russofone di Abkazia e Sud-Ossetia, sicuri che Mosca avrebbe subito con la coda fra le gambe; e Mosca invece accettò la sfida con mano pesante, con mezzi aeronavali e di terra imponenti, non limitandosi e difendere le due enclaves ma passando all’offensiva nella Georgia stessa con l’occupazione della città di Gori, e praticamente schiacciando l’esercito georgiano coi suoi «istruttori» israeliani (anche allora l’attaco era stato preceduto da una grande manovra militare americo-israeliana in Georgia, chiamata Caucasian Milestone: ciò aveva messo sull’avviso i russi, che per questo avevano già posizionato notevoli forze a ridosso della zona). Un’altra lezione dimenticata fu l’audace colpo di mano russo in piena guerra del Kossovo, mentre la NATO bombardava Belgrado ed entrava con le sue truppe nel Kossovo. Era il giugno 1999, e la vittoria occidentale sembrava completa, quando 200 commandos russi (originariamente stanziati in Bosnia-Erzegovina come Caschi Blu) operarono una penetrazione-lampo ed occuparono di sorpresa l’aeroporto di Pristina (la capitale kossovara), impedendo di fatto l’atterraggio degli aerei logistici americani e occidentali. Il vostro sottoscritto giornalista era lì, e si ricorda ancora l’aria strafottente, da veterani, dei soldati russi a cavalcioni sui loro vecchi cingolati, e fu impressionato della loro – come definirla? – attitudine bellica: sapevano quel che facevano, quel che rischiavano, ed erano pronti ad andare fino in fondo, se ne ricevevano l’ordine. Di fatto, erano circondati dalle forze Nato, assolutamente preponderanti. Ma i nostri soldati, al confronto, sembravano soldatini di piombo: belli, con le loro mimetiche ed automezzi nuovi fiammanti e mai usati, prontissimi ad una grande esercitazione militare; ma quelli a cavalcioni sui vecchi cannoni, non stavano facendo un’esercitazione. Facevano la guerra. Sappiamo adesso che il comandante supremo americano della Nato, Wesley Clark, fuori di sè (una carriera rovinata...), ordinò di riconquistare l’aeroporto con la forza – ingiungendo l’attacco a 500 teste di cuoio britanniche e francesi; ma allora furono gli inglesi a disobbedire all’ordine, e il generale britannico Mike Jackson disse a Clark: «Non ho intenzione di cominciare la terza guerra mondiale per voi». Anche quella volta la Russia reagiva ad una umiliazione deliberata: aveva chiesto di partecipare alla operazione di peacekeeping (successiva alla sconfitta serba) in un suo settore indipendente dalla Nato – a garanzia del regime di Belgrado – e ricevuto un oltraggioso rifiuto – dopotutto, la Russia era economicamente un paese in rovina, debole e costretto alla passività, secondo le valutazioni Usa. Invece, col colpo di mano di Pristina, Mosca rovesciò la situazione ed inflisse una umiliazione vergognosa a chi voleva umiliarla. Temo che gli americani non capiranno mai queste genere di lezioni, per via dell’ineliminabile «angolo cieco» insito nel loro iper-militarismo. Dall’episodio di Pristina, è parso evidente a chi scrive che nelle accademie di Russia le sorprese temerarie, le astuzie audaci, gli stratagemmi sostenuti dal coraggio estremo sono imparati come parte integrante del mestiere delle armi, e vi si apprende «l’arte della guerra» secondo Lao Tsu e secondo Clausewitz, ossia senza mai dimenticare che la guerra deve giungere ad un risultato politico. Insomma tutto ciò di cui manca la dottrina militare americana, e che cerca di sostituire con la forza schiacciante e la superiorità assoluta, la tecnologia avanzata e costosissima, e – da ultimo – la forza bellica non come strumento, bensì come surrogato unico della politica. L’abbattimento dell’F-4 turco da parte dei siriani (o meglio, dei loro istruttori russi) ha dimostrato che Mosca ha piazzato in Siria un sistema anti-aereo dall’archiettura a maglie mobili, dunque non facilmente localizzabili (ciò ha sorpreso gli occidentali) – e capace di sfidare la loro pretesa supremazia aerea. Ha mostrato che non occorre una forza assoluta per strappare un successo politico. Ha intaccato la presunzione su cui si basa tutta l’aggressività americana nei numerosi teatri in cui opera, di possedere la assoluta dominance del cielo, e certo ha fatto tremare qualche alto burocrate in divisa al Pentagono che pensa alla carriera: «far paura», dopotutto, non è il cuore dell’arte della guerra? Inoltre, per dirla con Bhadrakumar (che è stato ambasciatore indiano ad Ankara ed oggi è un acutissimo analista), «ha mandato una serie di segnali alla Turchia e ai suoi alleati occidentali»: «Che il sistema di difesa anti-aerea siriano è efficace e letale», e può infliggere gravi perdite ad una no-fly zone sul modello di quella attuata in Libia; «Che la Turchia pagherà un prezzo se intensifica la sua interferenza in Siria; che la superiorità turca ha dei limiti, e che la crisi siriana può far esplodere una crisi bellica regionale». (Syria puts double whammy on Turkey) Ovviamente questo è il rischio: che il gioco combinato dell’astuzia audace contro la presunzione di superiorità totale occidentale finisca per scatenare anche senza volerlo la «terza guerra mondiale» paventata dal generale britannico che si rifiutò di attaccare i russi a Pristina. Del resto, il sistema di comando occidentale, in questa fase di crisi profondissima dell’impero americano, non è affatto unitario: e se certo Obama non vuole una nuova guerra mentre affronta le elezioni presidenziali, e persino Israele è prudente sulla questione siriana, non mancano forze (Da Wall Street alla lobby petrolifera) a cui invece una crisi «regionale» pare utile – se non altro perchè il prezzo del petrolio cala e, siccome la quotazione del dollaro è agganciata al greggio, è necessario rincararlo. C’è da tremare quando si comprende che ad Obama, queste forze non obbediscono e puntano sul suo successore, un qualunque guerrafondaio repubblicano che prosegua le politiche neocon. È ancor più agghiacciante constatare che gli uni e gli altri poteri americanisti sono mossi da motivazioni futili, senza visione. Le reti dedicate alla «demolizione soft» della Russsia di Putin sono pienamente all’opera, continuano a mestare per il «regime change» a Mosca, e sono fra quelle che non obbediscono ad Obama (ma chi gli obbedisce, dopotutto, in America?). La loro psicologia è ben illustrata da un articolo di tale Pavel Felgenhauer, un pubblicista russo molto (troppo) esperto di cose militari che ora è passato nella Jamestown Foundation (un think tank americanista molto ostile a Putin) ed ospitato in Asia Times: Internal crisis shapes Putin's foreign policy In breve, Felgenhauer punta il dito sulla situazione sociale interna alla Russia, che ritiene gravissima ed esplosiva; cita a sostegno della sua tesi un Center for Strategic Studies (CSS) basato a Mosca – creazione di Mikhail Dimitriev, un economista ed ex parlamentare russo oggi anti-Putin, il quale è stato uno dei capi del Carnegie Center di Mosca – un’emanazione della Fondazione Carnegie americana: praticamente, uno dei centri della sovversione anti-russa cita un altro dei suoi centri, e per concludere quanto segue: Vladimir Putin sta «cercando di compensare i suoi fallimenti politici interni con una politica estera populista» e aggressiva, rendendo la suddetta politica estera «meno realistica e sempre più dottrinaria», anzi «erratica e irrazionale». Senti chi parla, verrebbe da dire. Ma non basta. «Invece di perseguire pragmaticamente gli interessi nazionali russi di lungo termine,», scrive Felgenhauer, «il Cremlino di Putin tende a sfidare cocciutamente gli Stati Uniti praticamente su ogni questione regionale o globale, sapendo che il pubblico russo approverà. Il Cremlino cerca di raffigurare il movimento pro-democrazia in Russia come una trama occidentale (americana) e parte di un complotto globale anti-Russia (...) È possibile che lo stesso Putin creda a questa narrativa». È un’accusa comica, dato che è Washington a sfidare cocciutamente il cremlino, e visti comprovati finanziamenti che i «movimenti pro-democracy» ricevono dalle fondazioni Usa. Ancor più comica se si riflette alle «narrative» che le centrali americane, israeliane e neocon hanno fatto digerire all’Occidente: l’11 Settembre come mega-attentato compiuto a New York e Washington da 17 sauditi guidati da un Bin Laden rifugiato in una caverna in Afghanistan, le famose «armi di distruzione di massa» di Saddam Hussein, il pericolo per la sicurezza nazionale rappresentato da «Al Qaeda in Africa», l’attentato «islamico» nel metrò di Londra nel 2005 di cui il Mossad sapeva tutto prima, il rischio mortale che la fantomatica atomica iraniana fa’ correre al mondo intero... e via paranoicamente inventando, per giustificare sovversioni, guerre preventive, assassinii mirati illegali ed invasioni continue da dodici anni. Ma c’è poco da ridere, perchè l’articolo di Felgenhauer mostra che, negli ambienti da cui è pagato, la diagnosi è sempre quella che gli americani hanno visto smentire tante volte: non solo Putin è un illuso irrazionale (come Ahmadinejad?), e la sua autorità è transitoria, perchè minata dalla vittoriosa opposizione interna; non solo gli occidentali gli possono dare con degnazione dei consigli sugli «interessi nazionali» russi da perseguire; la Russia non conta nulla, il suo arsenale è un vecchiume, la si può mortificare e non riconoscere impunemente. È questo angolo cieco invincibile ad essere sommamente pericoloso. Magari, il petrolio rincarerà secondo gli auspici. Se ci sarà un dopo. Fonte: www.effedieeffe.com@tiscali.it>
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